Stranieri in classe


ma quanti sono?

Stranieri, lUsp di Caserta fa scattare il censimento lampo. Lira della Flc-Cgil
Tecnica della Scuola – 23 gennaio 2010
di Alessandro Giuliani

Ufficialmente l’indagine, cui su ordine della Prefettura tutti gli istituti sono tenuti a rispondere entro il 25 gennaio, servirà a determinare i flussi di abbandono scolastico. Ma per i vertici del sindacato la richiesta è troppo particolareggiata e richiede dati che nulla hanno a che vedere con la dispersione: più probabile che si tratti del primo passo per procedere ad una ferrea applicazione del limite del 30% di non italiani per classe.
Da quando le prefetture si interessano di dispersione scolastica, di difficoltà di apprendimento e di integrazione nell’ambiente scolastico? Da quando la presenza di alunni immigrati nelle nostre scuole rappresenta un pericolo pubblico per la sicurezza? Quale sarà la posizione di dirigenti scolastici e docenti, pubblici ufficiali, nel caso in cui venga rilevata la presenza di qualche alunno irregolare non denunciato?”. La raffica di domande provocatorie è posta dai vertici della Flc-Cgil – Morena Piccinini, della segreteria nazionale, e Domenico Pantaleo segretario generale dei lavoratori della conoscenza – ai responsabili della sicurezza e dell’istruzione dopo aver appreso che il 18 gennaio l’Ufficio scolastico provinciale di Caserta ha inviato a tutte le scuole di ogni ordine e grado una nota attraverso cui chiede con estrema urgenza (entro sei giorni) un monitoraggio senza precedenti: al fine di fornire informazioni alla prefettura di Caserta che ha richiesto con urgenza i dati sulla presenza degli alunni stranieri nelle scuole della provincia e sulla dispersione scolastica” gli istituti sono tenuti riempiere ed inviare non oltre il 25 gennaio una serie di schede inerenti la rilevazione dei dati in oggetto relativi agli anni scolastici 2007/2008 – 2008/2009 – 2009/2010″.
I due sindacalisti sembrano non avere dubbi: la richiesta di informazioni e dati analitici sugli studenti stranieri, attribuita dall’Ufficio Scolastico Provinciale alla Prefettura, è troppo particolareggiata e richiede dati che nulla hanno a che vedere con la dispersione scolastica”.
I rappresentanti dei lavoratori della Conoscenza ritengono quindi che questa richiesta sia una conseguenza, come era facile arguire, delle indicazioni sul tetto del 30% che il ministero dell’Istruzione ha diramato nei giorni scorsi alle scuole ed agli uffici scolastici regionali siamo entrati in una fase di stretta sui diritti e sulle agibilità dei cittadini immigrati nel nostro Paese”. Piccinini e Pantaleo sembrano preoccupati per un precedente che potrebbe ora ripetersi tra gli altri 100 Usp sparsi per l’Italia. E ciò potrebbe determinare vessazioni e condizionamenti nei confronti degli studenti privi di cittadinanza, ma anche nell’operato di dirigenti e docenti responsabili dell’andamento dei loro studi e della loro presenza in classe. Nella scuola – sottolineano i sindacalisti – questo può avere ripercussioni pesanti, particolarmente nei confronti degli alunni privi di cittadinanza italiana, ma non è escluso nemmeno sul personale scolastico, per effetto del pacchetto sicurezza che ha introdotto il reato di clandestinità”. Pacchetto che però, è bene ricordare, non ha inserito gli operatori della scuola (al pari di quelli ospedalieri) nella lista dei professionisti obbligati a denunciare gli stranieri clandestini alle autorità preposte.
In ogni caso, Piccinini e Pantaleo pongono due interrogativi, che sembrano delle vere e proprie stoccate” finali: Cosa intende fare la ministra Gelmini di fronte a questa palese violazione dei diritti di cittadinanza delle persone? È solo un caso che la circolare dell’Ufficio scolastico provinciale sia arrivata alla vigilia della visita che Maroni ha fatto a Caserta?”. Difficile che le istituzione rispondano a parole. Più probabile che lo facciano con i fatti: l’impressione è che il censimento degli alunni stranieri di Caserta” (così lo ha hanno definito i sindacalisti) sia solo il primo passo per raggiungere altri obiettivi.

 

 

Stranieri in classe, parte il censimento
Richiesta avanzata dallUfficio scolastico provinciale di Caserta per il tetto stranieri predisposta dalla Gelmini
Corriere della Sera – 25 gennaio 2010

Caserta – Una vera e propria richiesta di censimento degli «alunni stranieri presenti nelle scuole della provincia di Caserta» negli ultimi tre anni scolastici. E’ la richiesta avanzata dallUfficio scolastico provinciale di Caserta che contempla, in sostanza, la richiesta del tetto stranieri nelle scuole predisposta dalla ministra Gelmini. Il provvedimento, che dovrebbe interessare anche il fenomeno della dispersione scolastica, è motivato dall’obiettivo di «fornire informazioni alla prefettura di Caserta che ha richiesto con urgenza i dati sulla presenza degli alunni stranieri nelle scuole della provincia». La trasmissione dei dati alla Prefettura, richiesta il 18 gennaio scorso, dovrebbe avvenire entro il giorno 25.
Per la Cgil si tratta di dati «che nulla hanno a che vedere con la dispersione scolastica: in ogni caso – sostiene in una nota il sindacato – da quando le Prefetture si interessano di dispersione scolastica, di difficoltà di apprendimento e di integrazione nell’ambiente scolastico? Come era facile arguire dalle indicazioni, siamo entrati in una fase di stretta sui diritti e sulle agibilità dei cittadini immigrati nel nostro Paese. Nella scuola questo può avere ripercussioni pesanti, particolarmente nei confronti degli alunni privi di cittadinanza italiana, ma non è escluso nemmeno sul personale scolastico, per effetto del pacchetto sicurezza che ha introdotto il reato di clandestinità». La Cgil mostra perplessità anche sulla tempistica del provvedimento: «È solo un caso -si chiedono Morena Piccinini, segretaria nazionale Cgil e Domenico Pantaleo segretario generale Flc Cgil – che la circolare dell’Ufficio scolastico sia arrivata alla vigilia della visita di Maroni a Caserta?».