SUGLI ESAMI DI STATO

 

Carissimo Gianni Riotta,
ho terminato gli esami di stato in una commissione eccezionale, che ha fatto tutto il possibile per mettere nelle migliori condizioni i “miei” studenti. Era da tanto che non incontravo insegnanti consapevoli di dover valutare delle persone e che quindi hanno cercato in ogni modo di rompere il rigido meccanismo che fa di questi esami una prova impersonale. Ho vissuto così un’esperienza positiva con esiti soddisfacenti, anche se non per tutti gli studenti, in quanto ci sono state comunque delle sorprese nei voti finali, il che è inevitabile in un sistema in cui tre anni di scuola valgono solo il 20%.
Proprio tale esperienza positiva mi ha confermato che questi esami di stato non funzionano.
Non funziona la prima prova, perché impedisce agli studenti di mettere in campo criticità e creatività.
Non funziona la seconda prova, perché spesso non riguarda argomenti effettivamente svolti.
Non funziona la terza prova, perché è estranea alla realtà quotidiana della scuola.
Non funziona il colloquio, perché presuppone degli enciclopedisti.
Non funziona il sistema di attribuzione dei voti, perché troppo rigido e meccanico.
Per questo sarebbe meglio che, prima di pensare se mantenere un esame nazionale o ripensarlo a livello regionale, lei si dia da fare per cambiarne le regole, introducendone di radicalmente nuove, che mettano nelle condizioni gli insegnanti di valorizzare il lavoro svolto dagli studenti.
I cambiamenti li faccia per favore subito, prima di settembre, altrimenti fra un anno saremo alle solite!
Grazie dell’attenzione.
Gianni Mereghetti
Commissario interno della Commissione d’esame LV
Liceo Scientifico Pascal Abbiategrasso (MI)
GIANNI MEREGHETTI
gianni.mereghetti@libero.it