Tema svolto

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Una mattina mentre vai a scuola, senti due cani abbaiare. Ti accorgi di capire quello che dicono. Racconta il seguito.

 Questa mattina mi sono alzato molto presto, così ho deciso di andare a scuola in bicicletta. Lilli e Mirca sono due cani meticci  che ogni mattina  incontro mentre mi reco a scuola, e mi seguono per un tratto strada. Oggi, stranamente, il loro abbaiare festoso non è più incomprensibile: mi accorgo con stupore che riesco a capire ciò che stanno dicendo .   Si salutano come facciamo noi umani.  Lilli chiede a Mirca se il suo padrone, signor Cornelio, ha fatto il solito bollito di manzo, con le succulente ossa che le piacciono tanto. Mirca risponde affermativamente e la invita  a casa sua .   Incuriosito le seguo e  mi accorgo che Mirca è una perfetta padrona di casa :  lascia che Lilli si avvicini alla sua ciotola e le permette di mangiare un po’ del contenuto;   Lilli avidamente addenta un osso e, tenendolo bel saldo tra le zampe anteriori, incomincia a sgranocchiarlo.  

“Che buono quest’osso , è ancora migliore di quello della settimana scorsa.   A casa mia ci sono solo crocchette e cibi in scatola.  Tu sì che sei una  cagnolina  fortunata !”

Mirca risponde che a lei piacerebbe,  invece, ogni tanto provare le crocchette : “Cornelio non me ne compra mai, e me le sogno di notte . “

“Ma cosa dici – continua Lilli – stai scherzando ?   Vieni con me;  passando dal buco che c’è nella recinzione, non ti sarà difficile entrare nel giardino del mio padrone. Non farti vedere dalla gatta Minù, altrimenti corri il rischio di essere aggredita. Ti posso garantire che quando Minù vede un cane estraneo , diventa una furia e salta agli occhi “.

Con l’osso in bocca, Lilli si avvia verso la sua casa, ed entra in giardino passando dal buco della recinzione. Mirca la segue  ed anch’io, incuriosito.

Lilli accompagna Mirca alla sua ciotola, sempre colma di croccantini.

Mirca non si fa pregare e incomincia a mangiare avidamente :  “ che buone queste crocchette. Non c’è paragone con le ossa bollite .  Non capisco perché ti lamenti e vieni a casa mia a cercare il cibo che qui non ti manca.  E’ proprio vero che l’erba del vicino è sempre più verde”.

A questo punto Lilli si accorge della mia presenza al di là della siepe,  mi corre incontro saltellando e abbaiando festosamente. Capisco che vuole un biscotto. 

Ne prendo due dalla cartella , fanno parte del mio spuntino, ma li cedo volentieri.

Dopo averne dato uno a Lilli, mi rivolgo a Mirca , come se fosse una persona, e le dico  :  “Tieni, prova anche tu un biscotto; non credo che ti li abbia mai assaggiati” .   Mirca mi risponde :  “Hai ragione, in casa di Cornelio esiste solo il pane raffermo”.  In questo preciso istante mi rendo conto che anche i due cani capiscono  perfettamente le mie parole.

Finiti i biscotti, Lilli e Mirca mi parlano dei loro padroni.  Lilli  è viziatissima, viene coccolata come una bambina, ha un  giaciglio in casa – al caldo – e una cuccia di legno in giardino. Il padrone di Mirca, invece, la fa dormire a guardia del pollaio  in una cuccia  fatta di assi e lamiere .E’ piuttosto severo, non le fa mancare il cibo ma non le ha mai dato una carezza.  A volte si arrabbia e le lancia dei pezzi di legno che lei schiva a fatica. 

Questo mi rattrista e dico a Mirca che anche tra gli umani succede questo, ossia che ci sono ragazzi più fortunati di altri.

Sento un vocio in lontananza e mi accorgo che si è fatto tardi: è proprio ora di andare a scuola.

“Devo lasciarvi , ci vediamo oggi pomeriggio”  dico ai due cani – e mentre riprendo a pedalare mi chiedo se questo è realmente accaduto oppure se stavo ancora sognando ad occhi aperti.

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