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Le liste di proscrizione

Silla legalizzò il potere che intendeva esercitare facendosi nominare dittatore, con l’incarico di scrivere leggi e di costruire una nuova repubblica. Uno dei suoi primi provvedimenti fu la redazione delle celebri liste di proscrizione. Questultime erano elenchi di persone che potevano essere uccise da chiunque volesse farlo, e i cui beni dovevano essere confiscati e venduti all’asta. I sanniti, sui quali si era abbattuta la vendetta dei sillani, scomparvero dalla scena politica. Queste liste erano il pretesto per compiere ingiustificati massacri: a Roma colpirono gli esponenti del ceto dei cavalieri e alcuni senatori che si riteneva avessero tradito gli interessi della loro classe. Questo rafforzò il potere della classe aristocratica.

Le riforme costituzionali

La riforma segnò un momento fondamentale nella storia del diritto criminale. Da un lato, infatti, ebbe come conseguenza la limitazione dei diritti di difesa dei cittadini, in quanto non prevedeva la possibilità di presentare appello contro l’eventuale condanna (non più la morte, ma l’esilio). Dall’altro, introdusse la garanzia, rimasta la base dei sistemi penalistici moderni, secondo la quale l’amministrazione della giustizia penale veniva separata dal potere di polizia esercitato dai magistrati, con ciò venne meno l’indeterminatezza dei fatti che potevano considerarsi punibili come crimini.

Da allora potevano essere ritenuti reati solo i comportamenti che ricadevano nelle sei categorie di reato. 

 

LE RIFORME COSTITUZIONALI  
DI SILLA E LA FASE SENATORIA