Ultimo contratto dei dirigenti scolastici

CCNL 11 aprile 2006

risale ormai al 2005 (firmato nel 2006) l’ultimo Contratto Nazionale di Lavoro riguardante i dirigenti scolastici.

Il Contratto concerne il periodo 1 gennaio 2002 – 31 dicembre 2005 per la parte normativa, ed è valido dal 1° gennaio 2002 fino al 31 dicembre 2003 per la parte economica. In pari data è stato però stipulato anche l’accordo economico per il secondo biennio economico 2004-2005, che si riporta pure in calce.

Malgrado i reiterati tentativi di firma, a tutt’oggi (febbraio 2010), a oltre cinque anni di distanza (e di vacanza contrattuale) esso rimane l’ultimo contratto della categoria.

Comparto Dirigenza dell’area V – Dirigenti scolastici

Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro 11 aprile 2006

Quadriennio giuridico 2002-05 e 1° biennio economico 2002-03

Sommario

Premessa e disposizioni di carattere generale

Titolo I – Definizione e contenuti della funzione dirigenziale
art. 1 – Funzione dirigenziale
art. 2 – Contenuti della funzione dirigenziale

Titolo II – Relazioni sindacali
art. 3 – Obiettivi e strumenti
art. 4 – Contrattazione collettiva integrativa
art. 5 – Partecipazione
art. 6 – Interpretazione autentica del contratto
art. 7 – Composizione delle delegazioni
art. 8 – Altre forme di partecipazione
art. 9 – Contributi sindacali

Titolo III – Rapporto di lavoro
art. 10 – Assunzione in servizio
art. 11 – Conferimento dell’incarico
art. 12 – Contratto individuale di lavoro
art. 13 – Personale in particolari condizioni di stato
art. 14 – Periodo di prova
art. 15 – Impegno di lavoro
art. 16 – Ferie e festività
art. 17 – Mutamento dell’incarico
art. 18 – Mobilità professionale
art. 19 – Incarichi aggiuntivi
art. 20 – Verifica dei risultati e valutazione del dirigente
art. 21 – La formazione del dirigente

Titolo IV – Sospensione e interruzione del rapporto di lavoro
art. 22 – Assenze retribuite
art. 23 – Congedi parentali
art. 24 – Congedi per motivi di famiglia e di studio
art. 25 – Assenze per malattia
art. 26 – Infortunio sul lavoro e malattie dovute a causa di servizio

Titolo V – Estinzione del rapporto di lavoro
art. 27 – Cause di cessazione del rapporto di lavoro
art. 28 – Cessazione del rapporto di lavoro e obbligo delle parti
art. 29 – Risoluzione consensuale del rapporto di lavoro
art. 30 – Recesso dell’Amministrazione
art. 31 – Nullità del licenziamento
art. 32 – Termini di preavviso

Titolo VI – Istituti di particolare interesse
art. 33 – Comitato paritetico per le pari opportunità
art. 34 – Comitato paritetico per il mobbing
art. 35 – Procedura di conciliazione e arbitrato in caso di recesso
art. 36 – Responsabilità dirigenziale
art. 37 – Comitato dei garanti
art. 38 – Effetti del procedimento penale sul rapporto di lavoro
art. 39 – Sospensione cautelare in caso di procedimento penale
art. 40 – Trattamento di trasferta
art. 41 – Trattamento di trasferimento
art. 42 – Responsabilità civile e patrocinio legale
art. 43 – Normativa vigente e disapplicazioni

Titolo VII – Disposizioni per le Scuole italiane all’estero
art. 44 – Campo di applicazione
art. 45 – La funzione del dirigente all’estero
art. 46 – Destinazione dei dirigenti scolastici all’estero
art. 47 – Sedi di destinazione all’estero
art. 48 – Raccordo con le normative contrattuali nazionali e rel. sindacali
art. 49 – Durata del servizio all’estero
art. 50 – Disapplicazioni e mantenimento in vigore
art. 51 – Foro competente
art. 52 – Struttura della retribuzione
art. 53 – Aumenti della retribuzione base
art. 54 – Effetti dei nuovi stipendi
art. 55 – Finanziamento della retribuzione di posizione e di risultato
art. 56 – Retribuzione di posizione
art. 57 – Retribuzione di risultato
art. 58 – Disposizioni particolari


PREMESSA: DISPOSIZIONI DI CARATTERE GENERALE
(campo di applicazione, durata, decorrenza, tempi e procedure di applicazione del contratto, testo unificato).

1. Il presente contratto collettivo nazionale si applica ai dirigenti scolastici dell’Area V, come definiti dall’art. 2 del CCNQ 23.09.2004, nonché ai dirigenti delle Istituzioni del Comparto AFAM, laddove presenti. Nel testo che segue il predetto personale verrà unitariamente indicato col termine “dirigente”.

2. Il presente contratto concerne il periodo 1 gennaio 2002 – 31 dicembre 2005 per la parte normativa, ed è valido dal 1° gennaio 2002 fino al 31 dicembre 2003 per la parte economica.

3. Gli effetti giuridici decorrono dal giorno della sottoscrizione, salva l’indicazione di una diversa decorrenza nel corpo del contratto stesso. La stipula conclusiva si intende avvenuta al momento della sottoscrizione da parte dei soggetti nego-ziali a seguito del perfezionamento delle procedure di cui all’art. 47 del decreto legislativo n.165/2001.

4. In considerazione dei tempi di sottoscrizione, il presente contratto dopo la scadenza, si rinnova tacitamente di anno in anno qualora non ne sia data disdetta da una del-le parti con lettera raccomandata entro trenta giorni dalla sottoscrizione stessa. In caso di disdetta, le dispo-sizioni contrattuali rimangono in vigore fino a quando non siano sostituite dal successivo contratto collettivo. Le piattaforme sono presentate con anticipo di 30 giorni rispetto alla firma definitiva del presente contratto. Durante tale periodo e per il mese successivo le parti non assumono iniziative unilaterali né danno luogo ad azioni conflittuali.

5. Dopo un periodo di vacanza contrattuale pari a tre me-si dalla data di scadenza della parte economica, al personale dell’Area sarà corrisposta la relativa inden-nità, secondo le scadenze previste dall’accordo sul costo del lavoro del 23 luglio 1993 e con le modalità di cui agli artt. 47 e 48 del decreto legislativo n.165/2001.

6. Il presente CCNL, inoltre, raccoglie, riordina e presenta in modo sistematico ed unitario anche tutte le disposizioni di fonte negoziale riferibili a contratti, accordi o intepretazioni autentiche fin qui intervenuti tra l’ARaN e le Organizzazioni sindacali di Area.

Sono qui riunificati, in particolare, i seguenti testi contrattuali firmati dal 01.03.02 al 06.06.03:

· CCNL per il periodo giuridico ed economico dal 01.09.2000 al 31.12.2001, firmato il 01.03.2002;
· Accordo successivo, ai sensi dell’art. 45 del CCNL 01.03.02, relativo ai dirigenti dell’Area V da destinarsi all’estero, sottoscritto il 06.06.03.

Le predette intese sono entrate in vigore il giorno della firma, salvo particolari decorrenze indicate da singoli articoli, e cessano di avere ogni efficacia dal giorno della firma definitiva del presente CCNL.
Le disposizioni contrattuali che seguono, pertanto, riportano tutte le norme di fonte negoziale vigenti, sia sia si tratti di nuove sia di precedenti, queste ultime modificate o meno.
Sotto la titol’azione di ciascun articolo sono riportate, tra parentesi, le eventuali precedenti fonti negoziali da cui discende la disposizione contrattuale.
Le disposizioni legislative citate e richiamate nel corpo dell’articolato che segue, anche se eventualmente abrogate, sono da considerarsi tuttora in vigore ai fini contrattuali, come previsto dell’art. 69 del d.lgs. n.165/2001.
La presente premessa fa parte integrante del CCNL qui sottoscritto dalle parti.

 

TITOLO I
DEFINIZIONE E CONTENUTI DELLA FUNZIONE DIRIGENZIALE

ART. 1
FUNZIONE DIRIGENZIALE NELLE SCUOLE E NEGLI ISTITUTI AFAM
(Art. 1, commi 2 e 3 del CCNL 01.03.02)

1. La funzione dirigenziale nelle scuole e negli istituti AFAM si esplica con i compiti e le modalità previsti dal D.lgs. 30 marzo 2001, n.165, fatte salve le modifiche e le integrazioni del DPR 28 febbraio 2003, n.132.

2. I dirigenti ricompresi nell’Area svolgono un ruolo di particolare complessità e specificità, caratterizzato:
· dall’essere preposti al corretto ed efficace funzionamento di Istituzioni funzionalmente e giuridicamente autonome, la cui autonomia ha peraltro assunto rilevanza costituzionale ai sensi del Titolo V della Costituzione;
· dall’agire in un contesto dove le responsabilità amministrative e gestionali devono necessariamente integrarsi e rapportarsi ad altri aspetti autonomistici interni all’Istituzione stessa e a libertà anch’esse costituzionalmente sancite, così come anche previsto dal DPR n.275/99;
· dalla pluralità di relazioni istituzionali che, pur nel contesto di una piena autonomia, derivano dall’oggettiva coesistenza di legislazioni esclusive e concorrenti e dalla progressiva innovazione del sistema dell’istruzione.

ART. 2
CONTENUTI DELLA FUNZIONE DIRIGENZIALE

1. Il dirigente scolastico, in coerenza con il profilo delineato nell’art.25 del D.Lgs. 165/2001 e nel rispetto delle competenze degli organi collegiali e di quelle attribuite dall’art. 3 del DPR n.275/99, assicura il funzionamento generale dell’unità scolastica, nella sua autonomia funzionale entro il sistema di istruzione e formazione, promuove e sviluppa l’autonomia sul piano gestionale e didattico, promuove l’esercizio dei diritti costituzionalmente tutelati, quali il diritto all’apprendimento degli alunni, la libertà di insegnamento dei docenti, la libertà di scelta educativa da parte delle famiglie.

 

TITOLO II
RELAZIONI SINDACALI

ART. 3
OBIETTIVI E STRUMENTI
(Art. 3 del CCNL 01.03.02)

1. Il sistema delle relazioni sindacali, caratterizzato da correttezza e trasparenza dei comportamenti e dal rispetto della distinzione dei ruoli e delle rispettive responsabilità dell’Amministrazione e delle Organizzazioni sindacali, è finalizzato a sostenere e promuovere le migliori condizioni di lavoro e di crescita professionale dei dirigenti unitamente all’incremento di qualità e di efficacia dei servizi cui essi sono preposti.

2. Si conviene che quanto sopra richieda relazioni sindacali puntualmente individuate e definite, che tengano adeguata considerazione del ruolo attribuito a ciascun dirigente dalle leggi e dai contratti collettivi e individuali nonché della specificità delle funzioni dirigenziali.

3. Il sistema delle relazioni sindacali si articola nei seguenti modelli relazionali:
a) contrattazione collettiva integrativa: si svolge a livello nazionale e a livello regionale, con le modalità, i tempi e le materie indicate all’art. 4;
b) partecipazione: si articola negli istituti dell’informazione e della concertazione, di cui all’art. 5;
c) interpretazione autentica dei contratti collettivi di cui all’art. 6.

 

ART. 4
CONTRATTAZIONE COLLETTIVA INTEGRATIVA
(Art.7 del CCNL 01.03.02)

1. In sede di contrattazione collettiva integrativa nazionale, presso il MIUR, sono disciplinati, con cadenza annuale:

a) criteri generali e modalità di attuazione dei programmi di formazione e di aggiornamento;
b) determinazione dei compensi per incarichi aggiuntivi;
c) determinazione dei fondi di posizione e di risultato;
d) criteri per la concessione dei congedi di cui all’art. 24, commi 4 e 5, del presente CCNL.
e) criteri per il conferimento e il mutamento degli incarichi.

2. In sede di contrattazione collettiva regionale presso ciascuna Direzione scolastica regionale sono disciplinati, con cadenza annuale o diversa per accordo tra le Parti:

a) criteri di determinazione della retribuzione di posizione e di risultato;
b) criteri generali e modalità di attuazione dei programmi di formazione e di aggiornamento attivati dalla Direzione scolastica regionale a livello locale;
c) modalità e criteri di applicazione dei diritti sindacali;
d) criteri e modalità di monitoraggio della conformità alle normative di sicurezza delle strutture sedi di attività formative nonché dell’attuazione delle normative in materia di sicurezza dei lavoratori e degli studenti.

3. La contrattazione integrativa si svolge alle condizioni previste dagli artt. 40 e 40 bis del decreto legislativo n. 165/2001. La verifica sulla compatibilità dei costi della medesima si attua ai sensi dell’art. 48, comma 6, del d. lgs. n. 165/2001. Decorsi trenta giorni lavorativi dal ricevimento del contratto integrativo da parte dell’Organo competente per la predetta verifica, in assenza di specifici rilievi esso si intende approvato.
Entro il primo mese di negoziato le parti non assumono iniziative unilaterali né procedono ad azioni dirette.
Sulle materie che incidono sull’ordinato e tempestivo avvio dell’anno scolastico o accademico la contrattazione deve concludersi due mesi prima dall’inizio degli stessi.

4. Le parti, decorsi sessanta giorni dall’inizio effettivo delle trattative, riassumono le rispettive prerogative e libertà di iniziativa e decisione relativamente alle materie non direttamente implicanti l’erogazione di risorse destinate al trattamento economico, cos’ come previsto dall’art. 45, comma 1, del D.lgs. n. 165/2001, nel rispetto, comunque, delle specifiche discipline fissate dal presente Ccnl. Durante il predetto periodo di sessanta giorni deve essere programmato un congruo numero di incontri funzionale alla più sollecita e positiva conclusione delle trattative.

5. La contrattazione integrativa per i dirigenti AFAM si svolge presso il MIUR.

ART. 5
PARTECIPAZIONE
(Artt.4,5 e 6 del CCNL 01.03.02)

1. Il MIUR fornisce informazione preventiva e, ove necessaria, la relativa documentazione cartacea e/o informatica ai soggetti sindacali identificati all’art. 7 sulle seguenti materie:

a) dati generali sullo stato dell’occupazione e di utilizzazione del personale dirigente;
b) andamento generale della mobilità del personale;
c) stato di attuazione dei processi d’innovazione;
d) iniziative di sostegno alla persona;
e) modalità organizzative sulle procedure concorsuali per l’assunzione dei dirigenti;
f) modalità di valutazione dell’attività dirigenziale;
g) misure di pari opportunità;
h) implicazioni delle innovazioni organizzative e tecnologiche sulla qualità del lavoro e sulla professionalità dei dirigenti.

2. La Direzione scolastica regionale fornisce informazioni e, ove necessaria, la relativa documentazione cartacea e/o informatica ai soggetti sindacali identificati all’articolo 7 sulle seguenti materie:

a) operatività e stato dei processi di valutazione dirigenziale;
b) criteri e modalità di conferimento delle reggenze;
c) criteri e modalità per la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro.

3) Su richiesta di una o più rappresentanze sindacali di cui all’art. 7, le Amministrazioni di cui ai precedenti commi forniscono informazioni successive su provvedimenti amministrativi e atti di gestione attinenti le materie del presente CCNL o comunque rilevanti ai fini della prestazione di lavoro dei dirigenti. Le informazioni vanno fornite in tempi congrui e nelle forme opportune, tenendo conto in via prioritaria dell’esigenza di continuità dell’azione amministrativa.

4. Ricevuta l’informazione, i soggetti sindacali di cui all’art. 7 possono chiedere che si dia inizio alla procedura di concertazione sulle materie di cui ai punti e), f),g), h) del comma 1, b) e c) del comma 2.
La concertazione si svolge in appositi incontri che iniziano entro 48 ore dal ricevimento della richiesta. Nella concertazione le parti verificano la possibilità di un accordo mediante un confronto che deve concludersi entro 15 giorni dalla sua attivazione. Dell’esito della concertazione è redatto verbale dal quale risultano le posizioni delle parti. Durante il periodo in cui si svolge la concertazione le parti non assumono iniziative unilaterali sulle materie oggetto della stessa.
Sulle materie che incidono sull’ordinato e tempestivo avvio dell’anno scolastico la concertazione deve comunque concludersi due mesi prima dell’inizio dello stesso.

 

ART. 6
INTERPRETAZIONE AUTENTICA DEL CONTRATTO
(Art. 11 del CCNL 01.03.02)

1. In attuazione dell’art. 49 del decreto legislativo n.165/2001, quando insorgano controversie sull’interpretazione del presente CCNL, le parti che lo hanno sottoscritto si incontrano per definire consensualmente il significato della clausola controversa, con le procedure di cui all’art. 47 del medesimo D.Lgs. n.165/2001.
2. Al fine di cui al comma 1 la parte interessata invia all’altra apposita ri-chiesta scritta con lettera raccomandata. La ri-chiesta deve contenere una sintetica descrizione dei fat-ti e degli elementi di diritto sui quali si basa; essa deve comunque far riferimento a problemi interpretativi ed applicativi di rilevanza generale.
3. L’eventuale accordo sosti-tuisce la clausola controversa sin dall’inizio della vi-genza del contratto.

ART. 7
COMPOSIZIONE DELLE DELEGAZIONI
(Art.9 del CCNL 01.03.02)

1. Le delegazioni trattanti in sede di contrattazione integrativa sono costituite come segue:
I – A livello nazionale di Aministrazione:

a) Per la parte pubblica:
– dal Ministro o da un suo delegato;
– da una rappresentanza dei dirigenti titolari degli uffici direttamente interessati alla trattativa.b) Per le organizzazioni sindacali:
– dai rappresentanti delle organizzazioni sindacali di categoria firmatarie del presente CCNL.

II – A livello di Direzione scolastica regionale:

a) per la parte pubblica:
– dal Direttore generale regionale o da un dirigente suo delegato.b) per le organizzazioni sindacali:
– dai rappresentanti delle organizzazioni sindacali di categoria firmatarie del presente CCNL.

 

ART. 8
ALTRE FORME DI PARTECIPAZIONE
(Art. 10 del CCNL 01.03.02)

1. Allo scopo di assicurare una migliore partecipazione del dirigente alle attività dell’amministrazione, è prevista la possibilità di costituire a richiesta, senza oneri aggiuntivi, Commissioni bilaterali ovvero Osservatori per l’approfondimento di specifiche problematiche, in particolare concernenti l’organizzazione del lavoro in relazione ai processi di riorganizzazione delle Istituzioni scolastiche e accademiche, l’osservazione sull’andamento dei processi di valutazione, nonché l’ambiente, l’igiene, la sicurezza del lavoro e le attività di formazione. Tali organismi, ivi compreso il Comitato per le pari opportunità per quanto di sua competenza, hanno il compito di raccogliere dati relativi alle predette materie e di formulare proposte in ordine ai medesimi temi. La composizione dei citati organismi, che non hanno funzioni negoziali, è di norma paritetica e deve comprendere una adeguata rappresentanza femminile.

ART. 9
CONTRIBUTI SINDACALI
(Art. 12 del CCNL 01.03.02)

1. I dirigenti hanno facoltà di rilasciare delega a favore dell’organizzazione sindacale da loro prescelta, per la riscossione di una quota mensile dello stipendio per il pagamento dei contributi sindacali nella misura stabilita dai competenti organi statuari. La delega è rilasciata per scritto ed è trasmessa all’amministrazione a cura del dirigente o dell’organizzazione sindacale.

2. La delega ha effetto dal primo giorno del mese successivo a quello del rilascio.

3. Il dirigente può revocare in qualsiasi momento la delega rilasciata ai sensi del comma 1, inoltrando la relativa comunicazione all’amministrazione di appartenenza e all’organizzazione sindacale interessata. L’effetto della revoca decorre dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della stessa.

4. Le trattenute devono essere operate dalle singole Amministrazioni sulle retribuzioni dei dirigenti in base alle deleghe ricevute e sono versate mensilmente alle organizzazioni sindacali interessate secondo modalità concordate con le Amministrazioni medesime.

5. Le Amministrazioni sono tenute, nei confronti dei terzi, alla segretezza sui nominativi del personale delegante e sui versamenti effettuati alle organizzazioni sindacali.

 

TITOLO III – RAPPORTO DI LAVORO

ART. 10
ASSUNZIONE IN SERVIZIO.
(Artt. 13 e 23 del CCNL 01.03.02)

1. Il dirigente scolastico è assunto dall’Amministrazione a tempo indeterminato, a seguito dell’espletamento delle procedure di reclutamento previste dalla legislazione vigente.

2. l’Amministrazione, prima di procedere all’assunzione, invita l’interessato a presentare la documentazione prescritta dal bando di concorso, assegnandogli un termine non inferiore a 30 giorni, che può essere prorogato a 60 giorni in casi particolari e a richiesta dell’interessato medesimo.
Contestualmente l’interessato è tenuto a dichiarare sotto la propria responsabilità di non avere altri rapporti di impiego pubblico o privato, salvo quanto previsto dal comma 9 del successivo art. 14, e di non trovarsi in nessuna delle situazioni di incompatibilità richiamate dall’art. 53 del D.lgs. n.165/2001. In caso contrario, l’interessato dovrà produrre esplicita dichiarazione di opzione per il rapporto di lavoro esclusivo con la nuova Amministrazione che procede all’assunzione.
Scaduti i termini precedentemente indicati, l’Amministrazione comunica all’interessato che non procederà alla stipula del contratto di lavoro.

 

ART. 11
CONFERIMENTO DELL’INCARICO
(Artt. 13 e 23 del CCNL 01.03.02)

1. Ciascun dirigente ha diritto al conferimento di un incarico in assenza di provvedimenti adottati ai sensi dell’art. 21 del D.Lgs. n. 165/2001.

2. Gli incarichi dirigenziali sono conferiti a tempo determinato; l’affidamento e l’avvicendamento degli incarichi, per le tipologie previste dalle norme vigenti, avvengono nel rispetto di quanto previsto dal D. lgs. n.165/2001.

3. Il procedimento di definizione e di conferimento dell’incarico deve precisare, contestualmente o attraverso il richiamo delle direttive emanate dall’organo di vertice, la natura, l’oggetto, i programmi da realizzare e gli obiettivi da conseguire in coerenza con il POF della specifica Istituzione scolastica, sentito anche il dirigente scolastico, i tempi di loro attuazione, le risorse umane, finanziarie e strumentali a disposizione, la durata dell’incarico ed il trattamento economico complessivo.

4. L’incarico è conferito dal Direttore scolastico regionale nell’ambito della dotazione dei rispettivi ruoli regionali della dirigenza con le modalità e alle condizioni previste dal D.lgs. n.165/2001. Ai dirigenti scolastici utilizzati presso l’Amministrazione centrale e regionale gli incarichi sono conferiti dai responsabili dei relativi Uffici.
Esso ha la durata minima di tre anni e massima di cinque, decorrendo comunque dall’inizio dell’anno scolastico o accademico.
In via eccezionale l’incarico o il rinnovo può essere di durata inferiore a tre anni nel caso di collocamento a riposo del dirigente in data antecedente ai predetti tre anni.
Nei casi di incarichi di studio, di ricerca, ispettivi o di incarico presso l’Amministrazione centrale e periferica dell’Istruzione, in funzione di collaborazione in strutture di staff o in servizi di consulenza e supporto alle istituzioni scolastiche, tenuto conto di quanto stabilito dall’art, 26, comma 8, della legge n. 448/98, la durata dell’incarico è correlata al programma di lavoro e all’obiettivo assegnato.
Deve essere assicurata, da ciascun Ufficio Scolastico regionale, la pubblicità ed il continuo aggiornamento degli incarichi conferiti e dei posti dirigenziali vacanti e ciò anche al fine di consentire agli interessati l’esercizio del diritto a produrre eventuali domande per l’accesso a tali posti dirigenziali vacanti.

5. L’assegnazione degli incarichi è effettuata nel seguente ordine:
a) conferma degli incarichi ricoperti;
b) assegnazione di altro incarico per ristrutturazione e riorganizzazione dell’ufficio dirigenziale;
c) conferimento di nuovo incarico e assegnazione degli incarichi ai dirigenti scolastici che rientrano, ai sensi delle disposizioni vigenti, dal collocamento fuori ruolo, comando o utilizzazione, ivi compresi gli incarichi sindacali e quelli all’estero. A tal fine, gli interessati dovranno presentare domanda al competente Ufficio scolastico regionale in tempo utile, tenendo conto del termine fissato al comma 3 del presente articolo;-
d) mutamento d’incarico in pendenza di contratto individuale;
e) mutamento d’incarico in casi eccezionali;
f) nuovo incarico per mobilità professionale;
g) mobilità interregionale.

6. Nell’ambito delle fasi di cui alle lettere b), c) d) ed e) del comma 1 viene conferito l’incarico con priorità nella provincia di residenza del dirigente scolastico interessato e successivamente nelle altre province della regione.

7. Le operazioni di conferimento degli incarichi devono concludersi entro il 15 luglio per consentire ai dirigenti scolastici di assumere il nuovo incarico dal 1° settembre dell’anno scolastico successivo.

8. I responsabili dei singoli Uffici Scolastici regionali effettueranno, con le procedure e i criteri di cui all’art. 20, entro tre mesi dalla scadenza naturale del contratto individuale, una valutazione complessiva dell’incarico svolto. Qualora, nell’ambito dei criteri generali di cui al comma 4, non venga confermato lo stesso incarico precedentemente ricoperto e non vi sia una espressa valutazione negativa ai sensi del citato art. 20, sono tenuti ad assicurare al dirigente, nell’ambito degli incarichi disponibili, un incarico di norma equivalente. Per incarico equivalente s’intende quello cui corrisponde almeno un’analoga retribuzione di posizione.

9. Nelle ipotesi di ristrutturazione e riorganizzazione che comportino la modifica o la soppressione dell’ufficio dirigenziale ricoperto, si provvede ad una nuova stipulazione dell’atto di incarico, tenendo conto, per quanto possibile, delle preferenze del dirigente interessato.

 

ART. 12
CONTRATTO INDIVIDUALE DI LAVORO

(Artt. 13 e 23 del CCNL 01.03.02)

1. Al provvedimento di conferimento dell’incarico accede un contratto individuale di lavoro che, nel recepire la disciplina del presente CCNL, indica in particolare:

– la data d’inizio del rapporto;
– la qualifica, il trattamento economico fondamentale, di posizione e di risultato;
– la sede di lavoro;
– le possibili cause di risoluzione del rapporto di lavoro.
2. Il contratto individuale specifica che il rapporto di lavoro è regolato dai contratti collettivi nel tempo vigenti anche per quanto concerne le cause di risoluzione e i relativi termini di preavviso. Costituisce in ogni modo causa di risoluzione del contratto, senza obbligo di preavviso, l’annullamento della procedura di reclutamento che ne costituisce il presupposto.

3. Fatto salvo quanto previsto dall’art. 13, ai fini dell’articolazione delle funzioni dirigenziali e delle connesse responsabilità, cui è correlata la retribuzione di posizione, si tiene conto dei seguenti criteri generali concernenti le oggettive caratteristiche delle istituzioni scolastiche:

A) Criteri attinenti alla dimensione;
B) Criteri attinenti alla complessità;
C) Criteri attinenti al contesto territoriale;

4. I criteri generali di cui al precedente comma 3 sono così specificati:

A) DIMENSIONE

a) numero degli alunni;
b) numero dei docenti;
c) numero personale amministrativo, tecnico ed ausiliario.

B) COMPLESSITA’

a) istituzioni scolastiche con pluralità di gradi o di indirizzi;
b) istituzioni scolastiche individuate come sede di riferimento didattico ed
organizzativo per i centri di educazione degli adulti;
c) istituzioni scolastiche con sezioni funzionanti presso i presidi ospedalieri o
presso gli istituti di detenzione e pena, o con corsi serali;
d) istituzioni scolastiche con officine e/o laboratori ad alta specializzazione o con
rilevante specificità;
e) istituzioni scolastiche con annesse sezioni staccate o con succursali, plessi e/o
scuole aventi incidenza sull’organizzazione dei servizi;
f) istituzioni scolastiche con aziende agrarie e convitti annessi;
g) istituzioni scolastiche con vigilanza su scuole private.

C) CONTESTO TERRITORIALE

a) istituzioni scolastiche situate in zone di particolare disagio socio-economico;
b) istituzioni scolastiche situate in zone di particolare disagio territoriale (piccole
isole, zone di montagna, ecc.).

5. I criteri di cui al comma precedente potranno essere integrati in sede di contrattazione integrativa a livello regionale con altri legati alle specifiche realtà locali.

 

ART. 13
PERSONALE IN PARTICOLARI POSIZIONI DI STATO

(Art. 50 del CCNL 01.03.02)

1. Per i dirigenti ai quali, in base e nei limiti stabiliti dalle norme vigenti e in particolare dall’art. 26, comma 8, della legge n. 448/98, vengono assegnate dall’Amministrazione centrale o regionale del MIUR funzioni di collaborazione in strutture di staff e in servizi di consulenza, studio, ricerca e supporto alle istituzioni scolastiche autonome, anche con riferimento ai processi di innovazione in atto, l’apposito incarico viene conferito dai responsabili degli Uffici presso i quali detto personale è utilizzato, in base ai seguenti criteri generali:

a) oggetto e complessità gestionale delle funzioni affidate;
b) posizione nell’ambito dell’organizzazione dell’Amministrazione;
c) responsabilità implicate dalla posizione;
d) requisiti richiesti per lo svolgimento dell’attività di competenza.

2. Trova applicazione per i tipi di incarichi di cui al comma 1 il d.lgs. n.165/2001, nonché, in quanto applicabili, i criteri generali richiamati dall’art. 11.

3. Si applica a tutto il personale compreso nell’Area V l’art. 18, comma 4, del CCNQ 7.8.1998 relativo alle modalità di utilizzo dei distacchi, delle aspettative e dei permessi.

4. Il periodo trascorso dal personale compreso nell’Area in posizione di comando, distacco, esonero, aspettativa sindacale, utilizzazione e collocamento fuori ruolo, con retribuzione a carico dell’Amministrazione del MIUR, è valido a tutti gli effetti come servizio di istituto, anche ai fini dell’accesso al trattamento economico accessorio. A detto personale competono, pertanto, tutte le voci retributive, ivi compresa la retribuzione di posizione (parte fissa e parte variabile) e di risultato. A decorrere dal 1° settembre 2006 la retribuzione di posizione (parte variabile) e quella di risultato sono previste nell’identica misura di quella attribuita nella sede di titolarità. I dirigenti ricevono un incarico nominale per la durata corrispondente al comando. Le sedi affidate per incarico nominale diventano disponibili per altro incarico.
Restano ferme le disposizioni in vigore che prevedono la validità del periodo trascorso da questo personale scolastico in altre situazioni di stato che comportano assenza dall’istituzione di titolarità. Al rientro in sede è garantita la precedenza al dirigente che precede cronologicamente nella titolarità della stessa e, a parità cronologica dell’affidamento, al dirigente che l’abbia effettivamente svolto.

 

ART. 14
PERIODO DI PROVA
(Art. 15 del CCNL 01.03.02)

1. I neo assunti sono soggetti al periodo di prova nella qualifica di dirigente per una durata pari all’anno scolastico, nel corso del quale dovrà essere prestato un servizio effettivo di almeno 6 mesi.

2. Ai fini del compimento del periodo di prova si tiene conto del solo servizio effettivamente prestato.

3. Il periodo di prova è sospeso in caso di malattia e negli altri casi espressamente previsti dalle leggi o dagli accordi collettivi. Nell’ipotesi di malattia il dirigente scolastico ha diritto alla conservazione del posto per un periodo massimo di 18 mesi, decorso il quale il rapporto può essere risolto, salvo quanto previsto dall’art. 25, comma 8. Nell’ipotesi di infortunio sul lavoro o malattia derivante da causa di servizio trova applicazione l’art. 26.

4. Le assenze riconosciute come causa di sospensione ai sensi del comma 3 sono soggette allo stesso trattamento economico previsto per i dirigenti non in prova.

5. Decorsa la metà del periodo di prova e fatti salvi i casi di sospensione di cui al precedente comma 3, ciascuna delle parti può recedere dal rapporto in qualsiasi momento senza obbligo di preavviso né di indennità sostitutiva del preavviso. Il recesso opera dal momento della comunicazione alla controparte. Il recesso dell’Amministrazione dev’essere motivato.

6. Decorso il periodo di prova senza che il rapporto di lavoro sia stato risolto, il dirigente si intende confermato in servizio con il riconoscimento del servizio prestato, a tutti gli effetti, dal giorno dell’assunzione.

7. In caso di recesso, la retribuzione viene corrisposta fino all’ultimo giorno di effettivo servizio. Spetta altresì al dirigente la retribuzione corrispondente alle giornate di ferie maturate e non godute per esigenze di servizio.

8. Il periodo di prova non può essere rinnovato o prorogato alla scadenza, salvo quanto previsto dal comma 3.

9. In caso di mancato superamento della prova, il dirigente può rientrare, a domanda, nell’Amministrazione di comparto di provenienza, sulla base della disciplina prevista dal relativo CCNL. Il dipendente viene collocato nell’area, nella posizione economica e nel profilo professionale rivestito in precedenza

 

ART. 15
IMPEGNO DI LAVORO
(Art. 16 del CCNL 01.03.02)

1. In relazione alla complessiva responsabilità per i risultati, il dirigente organizza autonomamente i tempi ed i modi della propria attività, correlandola in modo flessibile alle esigenze della Istituzione cui è preposto e all’espletamento dell’incarico affidatogli.

2. Qualora, in relazione ad esigenze eccezionali, si determini un’interruzione od una riduzione del riposo fisiologico giornaliero o settimanale o, comunque, derivante da giorni di festività, al dirigente scolastico deve essere in ogni caso garantito, una volta cessate tali esigenze eccezionali, un adeguato recupero del tempo di riposo sacrificato alle necessità del servizio.

 

ART. 16
FERIE E FESTIVITA’
(Art. 17 del CCNL 01.03.02)

1. Il dirigente ha diritto, in ogni anno di lavoro, ad un periodo di ferie retribuito pari a 32 giorni lavorativi, comprensivi delle due giornate previste dall’articolo 1, comma 1, lettera a), della l. 23 dicembre 1977, n. 937. In tale periodo al dirigente spetta anche la retribuzione di posizione.

2. I dirigenti assunti al primo impiego nella Pubblica Amministrazione dopo la stipulazione del presente CCNL, hanno diritto a 30 giorni lavorativi di ferie comprensivi delle due giornate previste dal comma 1. Dopo tre anni di servizio agli stessi dirigenti spettano i giorni di ferie previsti nel comma 1.

3. Nel caso che presso l’Amministrazione o presso la struttura cui il dirigente è preposto l’orario settimanale di servizio si articoli su cinque giorni per settimana, le ferie spettanti sono pari a 28 giornate lavorative, ridotte a 26 per i dirigenti assunti al primo impiego; in entrambe le fattispecie le ferie sono comprensive delle due giornate di cui al comma l.

4. Al dirigente sono altresì attribuite 4 giornate di riposo da fruire nell’anno scolastico ai sensi della legge n. 937 del 1977 ed alle condizioni ivi previste.

5. Le festività nazionali e la ricorrenza del Santo Patrono nella località in cui il dirigente presta servizio sono considerate giorni festivi e, se coincidenti con la domenica, non danno luogo a riposo compensativo né a monetizzazione.

6. Nell’anno di assunzione ed in quello di cessazione dal servizio la durata delle ferie è determinata proporzionalmente al servizio prestato, in ragione dei dodicesimi di anno maturati. La frazione di mese superiore a quindici giorni è considerata a tutti gli effetti come mese intero.

7. Il dirigente che abbia fruito di assenze retribuite ai sensi del successivo art. 22 conserva il diritto alle ferie.

8. Le ferie costituiscono un diritto irrinunciabile e, salvo quanto previsto al successivo comma 13, non sono monetizzabili. Costituisce specifica responsabilità del dirigente programmare e organizzare le proprie ferie comunicandole al direttore dell’Ufficio Scolastico regionale in modo da garantire la continuità del servizio.

9. In caso di rientro anticipato dalle ferie per impreviste necessità di servizio, il dirigente ha diritto al rimborso delle spese documentate per il viaggio di rientro in sede e per quello di ritorno al luogo di svolgimento delle ferie, nonché all’indennità di missione per la durata del medesimo viaggio; il dirigente ha inoltre diritto al rimborso delle spese sostenute per il periodo di ferie non goduto.

10. Le ferie sono sospese da malattie che si protraggano per più di 3 giorni o diano luogo a ricovero ospedaliero. E’ cura del dirigente informare tempestivamente l’Amministrazione, producendo la relativa documentazione sanitaria.

11. In presenza di motivate, gravi esigenze personali o di servizio che non abbiano reso possibile il godimento delle ferie nel corso dell’anno scolastico, le ferie dovranno essere fruite entro il primo semestre dell’anno scolastico successivo. In caso di esigenze di servizio assolutamente indifferibili, tale termine può essere prorogato alla fine dell’anno scolastico successivo.

12. Il periodo di ferie non è riducibile per assenze per malattia o infortunio, anche se tali assenze si siano protratte per l’intero anno scolastico. In tal caso, il godimento delle ferie avverrà anche oltre il termine di cui al comma 11.

13. Fermo restando il disposto del comma 8, le ferie per qualsiasi causa disponibili all’atto della cessazione dal rapporto di lavoro e non fruite dal dirigente per esigenze di servizio, danno titolo alla corresponsione del pagamento sostitutivo.

 

ART. 17
MUTAMENTO DELL’INCARICO
(Artt. 24 e 25 del CCNL 01.03.02)

1. Il mutamento degli incarichi dei dirigenti ha effetto dall’inizio di ogni anno scolastico o accademico.

2. Dall’anno successivo, a richiesta del dirigente che abbia superato il periodo di prova, può essere disposto il mutamento dell’incarico anche in pendenza di contratto individuale per sede e/o Istituzione diversa da quella di servizio. Il mutamento di incarico può avvenire, comunque ed esclusivamente, sulla base di criteri coerenti con quanto previsto dal D.lg.s n.165/2001 e dall’art. 11 del presente contratto.

3. Il dirigente che ha ottenuto il mutamento dell’incarico ai sensi del comma 2 per una delle sedi o delle Istituzioni richieste non ha titolo a formulare ulteriori richieste analoghe per i successivi due anni.

4. Il mutamento di incarico su posti liberi è ammesso eccezionalmente nei seguenti
casi di particolare urgenza e di esigenze familiari:
a) insorgenza di malattie che necessitano di cure in strutture sanitarie esistenti solo
nelle sedi richieste;
b) trasferimento del coniuge successivamente alla data di stipula del contratto
individuale;
c) altri casi previsti da norme speciali.

5.Per motivate esigenze, previo assenso del dirigente dell’Ufficio scolastico regionale
di provenienza e con il consenso del dirigente dell’Ufficio scolastico della regione richiesta, è possibile procedere ad una mobilità interregionale fino al limite del 15% complessivo dei posti vacanti annualmente. La richiesta deve essere presentata entro il mese di maggio di ciascun anno e l’esito comunicato entro il successivo 15 luglio.
Nelle ipotesi di cui al presente comma, il mutamento d’incarico, ove concesso, non può nuovamente essere richiesto nell’arco di un triennio dall’incarico conferito.

 

ART. 18
MOBILITA’ PROFESSIONALE
(Art. 24 del CCNL 01.03.02)

1. I settori formativi ai fini della mobilità professionale, come previsto dall’art. 29, comma 1, del D.lgs. n. 165/2001, sono i seguenti:
a) scuola primaria e media
b) istituti secondari superiori
c) istituti educativi.

2. Possono presentare domanda di mobilità professionale i dirigenti che abbiano superato il periodo di prova, da calcolarsi in 180 giorni decorrenti dal 1° settembre.

3. Alla mobilità professionale è destinata un’aliquota di posti fino al 30 per cento di quelli annualmente vacanti e disponibili in ciascun settore formativo.

 

ART. 19
INCARICHI AGGIUNTIVI
(Art. 26 del CCNL 01.03.02)

1. Il MIUR e le Direzioni regionali, sulla base delle norme vigenti, possono formalmente conferire i seguenti incarichi, che il dirigente è tenuto ad accettare:

a) presidenza di commissioni di esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore e presidenza di commissione di esame di licenza media;
b) reggenza di altra istituzione scolastica, oltre quella affidata con incarico dirigenziale;
c) presidenza di commissioni o sottocommissioni di concorso a cattedre;
d) funzione di Commissario governativo;
e) componente del nucleo di valutazione delle Istituzioni scolastiche di cui all’art. 20;
f) incarichi derivanti da accordi interistituzionali;
g) incarichi relativi alle attività connesse all’EDA e alla terza area degli istituti professionali;
h) ogni altro incarico previsto come obbligatorio dalla normativa vigente.

In deroga a quanto previsto dall’art. 24, comma 3, del D.lgs. n.165/2001, i compensi relativi agli incarichi di cui sopra, in quanto di natura obbligatoria e non declinabili, sono integralmente e direttamente percepiti dal dirigente.

2. Le attività svolte ai sensi dell’art. 53, comma 6, del D.lgs. n.165/2001 non sono soggette a regime autorizzatorio ed i relativi eventuali compensi vengono integralmente e direttamente percepiti dal dirigente.

3. Qualora gli incarichi aggiuntivi siano assunti sulla base di deliberazioni degli organi scolastici competenti, per l’attuazione di iniziative e per la realizzazione di programmi specifici con finanziamenti esterni, il compenso è determinato in una quota, da corrispondere direttamente, pari all’80 %. Il residuo 20% confluisce ai fondi regionali in attuazione del principio di onnicomprensività della retribuzione.

4. Allo scopo di remunerare il maggiore impegno e responsabilità dei dirigenti che svolgono incarichi aggiuntivi non obbligatori e debitamente autorizzati, viene loro direttamente corrisposta una quota, in ragione del proprio apporto, pari al 30% della somma complessiva; il residuo 70% confluisce ai fondi regionali in attuazione del principio di onnicomprensività della retribuzione.

5. Nell’attribuzione degli incarichi aggiuntivi, gli Uffici scolastici regionali seguono criteri che tengono conto degli obiettivi, priorità e programmi assegnati al dirigente, del relativo impegno e responsabilità, delle capacità professionali dei singoli, assicurando altresì il criterio della rotazione.

 

ART. 20
VERIFICA DEI RISULTATI E VALUTAZIONE DEL DIRIGENTE
(Art. 27 del CCNL 01.03.02)

1. Il dirigente risponde in ordine ai risultati della propria azione dirigenziale, tenuto conto delle competenze spettanti in relazione all’assetto funzionale tipico delle Istituzioni cui è preposto.

2. L’Amministrazione adotta preventivamente i criteri generali e le procedure che informano il sistema di valutazione, dandone informazione preventiva alle OO.SS.-

3. I criteri di cui al comma 2 devono tener conto della correlazione tra le direttive impartite, gli obiettivi da perseguire e le risorse umane, finanziarie e strumentali effettivamente poste a disposizione del dirigente, tenuto altresì conto degli obiettivi e finalità del POF dell’Istituzione medesima.

4. Il sistema di valutazione è organizzato in procedure essenziali e snelle volte ad apprezzare i contenuti concreti della funzione dirigenziale. Le procedure stesse si propongono, innanzitutto, la valorizzazione e lo sviluppo professionale del dirigente, prevedono la partecipazione al procedimento da parte del valutato, favoriscono il confronto e il dialogo tra valutatori e valutato, privilegiando nella misura massima possibile l’utilizzazione di dati oggettivi.

5. La valutazione è effettuata da un nucleo nominato dal Dirigente generale regionale e composto da un dirigente tecnico, un dirigente amministrativo e un dirigente scolastico. Il dirigente scolastico facente parte del nucleo deve avere almeno 10 anni di servizio nella qualifica di Capo d’Istituto e dirigente scolastico, aver frequentato e superato apposito corso di formazione e prestare servizio in provincia diversa da quella in cui insiste l’Istituzione cui è preposto il dirigente valutato. La partecipazione ed il superamento del corso di formazione è requisito necessario per la partecipazione al nucleo di valutazione anche da parte del dirigente tecnico e del dirigente amministrativo.

6. Tutti i dirigenti scolastici possono accedere al predetto corso di formazione purché in possesso dei requisiti di cui al comma precedente.

7. L’incarico di valutatore ha la durata massima di sei anni, è rinnovabile dopo un’interruzione di due anni e non dà luogo ad esonero dal servizio.

8. La valutazione finale è formulata dal Direttore regionale, tenuto conto di quanto emerso dalla valutazione del nucleo predetto. La valutazione finale difforme da quella del nucleo deve essere congruamente e chiaramente motivata.

9. Il nucleo di valutazione svolge con ogni dirigente un colloquio di restituzione nel corso del quale vengono illustrati gli esiti della valutazione e le motivazioni che l’hanno indotta.

10. La valutazione ha carattere pluriennale legata alla durata dell’incarico conferito. Si articola altresì in fasi annuali in funzione della retribuzione di risultato, privilegiando, in tale fase, l’aspetto autovalutativo. Entrambe le tipologie di valutazione sono espresse in forma descrittiva.

11. La valutazione può essere anticipata in base a decisione del Direttore regionale nel caso di rischio di grave risultato negativo ipotizzabile prima della scadenza annuale. Della decisione deve essere informato il dirigente interessato.

12. Prima di procedere alla definitiva formalizzazione di una valutazione non positiva, il Direttore regionale acquisisce in contraddittorio le deduzioni del dirigente interessato. Entro i successivi 15 giorni il Direttore regionale assume le determinazioni di competenza.

13. Avverso le determinazioni di cui al comma precedente è ammesso il ricorso alle procedure di cui all’art. 35 del presente CCNL.

14. I dirigenti che si trovano in altre posizioni di stato vengono valutati con i sistemi di valutazione adottati dagli Enti o dalle Amministrazioni presso cui prestano servizio.

15. Il sistema di valutazione di cui al presente articolo è oggetto di monitoraggio annuale da parte dell’Amministrazione. Degli esiti del monitoraggio viene data informativa alle OO.SS.

 

ART. 21
LA FORMAZIONE DEL DIRIGENTE
(Art. 14 del CCNL 01.03.02)

1. Nell’ambito dei processi di riforma della Pubblica Amministrazione verso obiettivi di modernizzazione e di efficienza/efficacia al servizio dei cittadini, la formazione costituisce un fattore decisivo di successo e una leva strategica fondamentale per gli apparati pubblici.

2. In relazione alle premesse enunciate al comma 1, la formazione e l’aggiornamento professionale del dirigente sono assunti dall’Amministrazione come metodo permanente teso ad assicurare il costante adeguamento delle competenze dirigenziali allo sviluppo del contesto culturale, tecnologico e organizzativo di riferimento e a favorire il consolidarsi di una cultura di gestione orientata al risultato e all’innovazione.

3. Gli interventi formativi, secondo le singole finalità, hanno sia contenuti di formazione al ruolo, per sostenere processi di mobilità o di ordinaria rotazione, sia contenuti di formazione allo sviluppo, per sostenere processi di inserimento in funzioni di maggiore criticità ovvero emergenti nell’evoluzione dei processi di trasformazione.

4. L’aggiornamento e la formazione continua costituiscono elemento caratterizzante dell’identità professionale del dirigente, da consolidare in una prospettiva aperta anche alla dimensione ed alle esperienze europee ed internazionali. Entro tale quadro di riferimento culturale e professionale, gli interventi formativi hanno, in particolare, l’obiettivo di curare e sviluppare il patrimonio di competenze necessario a ciascun dirigente, in relazione alle responsabilità attribuitegli, per l’ottimale utilizzo dei sistemi di gestione delle risorse umane, finanziarie, tecniche e di controllo, finalizzato all’accrescimento dell’efficienza/efficacia della struttura e del miglioramento della qualità dei servizi resi.

5. Il Ministero definisce annualmente la quota delle risorse da destinare ai programmi di aggiornamento e di formazione dei dirigenti tenendo conto delle direttive governative in materia di formazione e delle finalità e delle politiche che le sottendono, nonché delle eventuali risorse aggiuntive dedicate alla formazione stessa in attuazione del Patto sociale per lo sviluppo e l’occupazione del 22-12-1998.

6. Le politiche formative della dirigenza sono definite dall’Amministrazione in conformità alle proprie linee strategiche e di sviluppo. Le iniziative formative sono realizzate dalla stessa Amministrazione, da altri Enti, dall’Università, da soggetti pubblici (quali la Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione, la Scuola Superiore dell’Ecomia e delle Finanze, etc.) o da agenzie private specializzate nel settore ed associazioni professionali, anche d’intesa tra loro. Le attività formative devono tendere, in particolare, a rafforzare comportamenti innovativi dei dirigenti e la loro attitudine a promuovere e sostenere iniziative di miglioramento volte a caratterizzare le strutture pubbliche in termini di dinamismo e competitività.

7. La partecipazione alle iniziative di formazione, inserite in appositi percorsi formativi, anche individuali, è comunicata all’Amministrazione dal dirigente interessato con congruo anticipo, intendendosi autorizzata se non esplicitamente e motivatamente negata o rinviata, ed è considerata servizio utile a tutti gli effetti.

8. Il dirigente può, inoltre, partecipare, senza oneri per l’Amministrazione, a corsi di formazione ed aggiornamento professionale che siano comunque in linea con gli obiettivi indicati nei commi che precedono. A tal fine al dirigente è concesso un periodo di aspettativa non retribuita per motivi di studio della durata massima di tre mesi nell’arco di un anno.

9. Qualora l’Amministrazione riconosca l’effettiva connessione delle iniziative di formazione e aggiornamento svolte dal dirigente ai sensi dei commi 7 e 8 con l’attività di servizio e l’incarico affidatogli, può concorrere con un proprio contributo alla spesa sostenuta e debitamente documentata.

10. I dirigenti che hanno superato il periodo di prova possono usufruire, ai sensi della 23.12.1998, n.448, art. 26, comma 14, di un periodo di aspettativa non retribuita della durata massima di un anno scolastico ogni dieci anni. Per i detti periodi i dirigenti possono provvedere a loro spese alla copertura degli oneri previdenziali.

11. Le Parti convengono che possa essere istituito un Ente bilaterale, tra il MIUR, espressione del Comitato di settore dell’Area, e le OO.SS. firmatarie del presente CCNL, che persegua l’obiettivo di programmare e realizzare qualificate e certificate iniziative di formazione nazionale per il personale dell’Area. L’Ente predetto non dovrà comportare alcun onere aggiuntivo.
A tal fine, entro trenta giorni dalla sottoscrizione definitiva del presente CCNL, le Parti si impegnano ad attivare presso il MIUR una commissione paritetica di studio che definisca modalità di costituzione, ordinamento e strumenti dell’Ente di cui sopra.

TITOLO IV
SOSPENSIONE E INTERRUZIONE DEL RAPPORTO DI LAVORO

ART. 22
ASSENZE RETRIBUITE
(Art. 18 del CCNL 01.03.02)

1. Il dirigente ha diritto di assentarsi dal servizio, conservando la retribuzione, nei seguenti casi:
– partecipazione a concorsi od esami, limitatamente ai giorni di svolgimento delle prove, ovvero a congressi, convegni, seminari e corsi di aggiornamento professionale facoltativo entro il limite complessivo di giorni otto per ciascun anno scolastico, ivi compresi quelli eventualmente occorrenti per il viaggio;
– lutti per perdita del coniuge, di parenti entro il secondo grado, di soggetti componenti la famiglia anagrafica o di affini di primo grado in ragione di giorni tre anche non consecutivi per evento;
– particolari motivi personali o familiari, entro il limite complessivo di tre giorni per ciascun anno scolastico;
– il dirigente scolastico ha altresì diritto ad assentarsi per 15 giorni consecutivi in occasione di matrimonio, con decorrenza entro il quarto giorno dal matrimonio stesso.
2. Gli eventi di cui sopra sono dichiarati agli atti dell’Istituzione anche mediante autocertificazione e comunicati alla Direzione regionale

3. Le assenze di cui al comma 1 possono cumularsi nell’anno scolastico, non riducono le ferie e sono valutate agli effetti dell’anzianità di servizio.

4. Durante i predetti periodi di assenza al dirigente spetta l’intera retribuzione, compresa quella di posizione.

5. Le assenze previste dall’art. 33, comma 3, della legge 104 del 1992, come modificato e integrato dall’art. 19 della legge n. 53/2000, non sono computate ai fini del raggiungimento del limite fissato dai precedenti commi e non riducono le ferie.

6. Il dirigente ha altresì diritto ad assentarsi per tutti gli eventi in relazione ai quali specifiche disposizioni di legge o dei relativi regolamenti di attuazione prevedono la concessione di permessi o congedi comunque denominati.

 

ART. 23
CONGEDI PARENTALI
(Art. 19 del CCNL 01.03.02)

1. Ai dirigenti si applicano le vigenti disposizioni in materia di tutela della maternità e della paternità contenute nel D.lgs. 151 del 2001 e successive modificazioni ed integrazioni.

2. Nel periodo di astensione obbligatoria, ai sensi degli artt. 16 e 17, commi 1 e 2 del D.lgs. 151/2001, alla dirigente o al dirigente, anche nell’ipotesi di cui all’art. 28 del citato decreto legislativo, spetta l’intera retribuzione mensile, inclusa quella di posizione.

3. In caso di parto prematuro, alle dirigenti spettano comunque i mesi di astensione obbligatoria non goduti prima della data presunta del parto. Qualora il figlio nato prematuro abbia necessità di un periodo di degenza presso una struttura ospedaliera pubblica o privata, la madre ha la facoltà di richiedere che il restante periodo di congedo obbligatorio post-parto ed il restante periodo ante-parto non fruito, possano decorrere in tutto o in parte dalla data di effettivo rientro a casa del figlio; la richiesta viene accolta qualora sia avallata da idonea certificazione medica dalla quale risulti che le condizioni di salute della dirigente consentono il rientro al lavoro. Alla dirigente rientrata al lavoro spettano in ogni caso i periodi di riposo di cui all’art. 39 del D.lgs. n. 151/2001.

4. Nell’ambito del periodo di congedo parentale di cui all’art. 32, comma 1, del D.lgs. 151 del 2001, per le dirigenti madri o, in alternativa, per i dirigenti padri, i primi trenta giorni di assenza, fruibili anche in modo frazionato, non riducono le ferie, sono valutati ai fini dell’anzianità di servizio. Per tale assenza spetta l’intera retribuzione mensile, compresa la retribuzione di posizione.

5. Successivamente al periodo di astensione di cui al comma 2 e fino al compimento del terzo anno di vita, nei casi previsti dall’art. 47 del D.lgs. 151 del 2001, alle dirigenti madri ed, in alternativa, ai dirigenti padri sono riconosciuti, per ciascun anno di età del bambino, trenta giorni di assenza retribuita secondo le modalità indicate nel comma 2. Ciascun genitore, alternativamente, ha altresì diritto di astenersi dal lavoro, nel limite di cinque giorni lavorativi all’anno, non retribuiti, per le malattie di ogni figlio di età compresa fra i tre e gli otto anni.

6. I periodi di assenza di cui ai commi 4 e 5, nel caso di fruizione continuativa, comprendono anche gli eventuali giorni festivi che ricadano all’interno degli stessi. Tale modalità di computo trova applicazione anche nel caso di fruizione frazionata, ove i diversi periodi di assenza non siano intervallati dal ritorno al lavoro del dirigente o della dirigente.

7. Ai fini della fruizione, anche frazionata, dei periodi di astensione dal lavoro, di cui all’art. 32, commi 1 e 2, del D.lgs. 151/2001, la dirigente madre o il dirigente padre presentano la relativa comunicazione, con l’indicazione della durata, all’Ufficio scolastico regionale di norma quindici giorni prima della data di decorrenza del periodo di astensione. La comunicazione può essere inviata anche a mezzo di raccomandata con avviso di ricevimento purché sia assicurato comunque il rispetto del termine minimo di quindici giorni. Tale disciplina trova applicazione anche nel caso di proroga dell’originario periodo di astensione.

8. In presenza di particolari e comprovate situazioni personali che rendano impossibile il rispetto della disciplina di cui al precedente comma, la comunicazione può essere presentata entro le quarantotto ore precedenti l’inizio del periodo di astensione dal lavoro.

9. Ferma restando l’applicazione dell’art. 7 del D.lgs. 151/2001, qualora durante il periodo della gravidanza e fino a sette mesi dopo il parto si accerti che l’espletamento dell’attività lavorativa comporta una situazione di danno o di pericolo per la gestazione o la salute della dirigente madre, l’Amministrazione provvede al temporaneo impiego della medesima e con il suo consenso in altre attività, nell’ambito di quelle disponibili, che comportino minor aggravio psicofisico.

10. Al dirigente rientrato in servizio a seguito della fruizione dei congedi parentali, si applica quanto previsto dall’articolo 17 della legge n. 53 del 2000.

 

ART. 24
CONGEDI PER MOTIVI DI FAMIGLIA E DI STUDIO
(Art. 20 del CCNL 01.03.02)

1. Il dirigente può chiedere, per documentati e gravi motivi familiari, un periodo di congedo continuativo o frazionato, non superiore a due anni, in conformità a quanto disposto dall’articolo 4, commi 2 e 3, della legge n. 53/2000.

2. I periodi di congedo di cui al comma 1 non si cumulano con le assenze per malattia previste dal successivo art. 25.

3. Il dirigente ammesso ai corsi di dottorato di ricerca, ai sensi della legge 13 agosto 1984, n. 476 oppure che usufruisca delle borse di studio di cui alla legge 30 novembre 1989, n. 398 è collocato, a domanda, per tutto il periodo di durata del corso o della borsa in aspettativa per motivi di studio senza assegni, fatta salva l’applicazione dell’art. 52, comma 57, della legge n. 448 del 2001. Il periodo è considerato utile ad ogni altro effetto.

4. Ai sensi dell’art. 5 della L.53/2000, fermo restando quanto previsto dal successivo art.6, ai dirigenti con anzianità di servizio di almeno cinque anni presso la stessa Amministrazione, possono essere concessi, a richiesta, congedi non retribuiti per la formazione nella misura percentuale annua complessiva del 10 % del personale in servizio, presente al 31 dicembre di ciascun anno, con arrotondamento all’unità superiore.

5. Per la concessione dei congedi di cui al comma precedente, i dirigenti interessati ed in possesso della prescritta anzianità, devono presentare al Direttore regionale una specifica domanda, contenente l’indicazione dell’attività formativa che intendono svolgere, della data di inizio e della durata prevista della stessa. Tale domanda deve essere presentata, di norma, almeno trenta giorni prima dell’inizio delle attività formative.
La contrattazione integrativa regionale stabilirà le procedure di accoglimento delle domande.

6. Al fine di contemperare le esigenze organizzative degli uffici con l’interesse formativo del dirigente, qualora la concessione del congedo possa determinare un grave pregiudizio alla funzionalità del servizio, non risolvibile durante la fase di preavviso di cui al comma precedente, l’Amministrazione può differire la fruizione del congedo stesso fino ad un massimo di sei mesi.

7. Il dirigente che abbia dovuto interrompere il congedo formativo per malattia può rinnovare la domanda per un successivo ciclo formativo, con diritto di priorità.

8. Il diritto alla formazione previsto e disciplinato dal presente articolo compete anche al dirigente che abbia chiesto ed ottenuto un periodo di congedo ai sensi dell’art. 4, comma 2, della legge n. 53/2000. Le modalità di partecipazione agli eventua