Un avvenimento, un popolo, una storia – di don Savino

Come è grande questa nostra vita e come è grande Dio!

Mai infatti, ciascuno di noi poteva prevedere o solo lontanamente immaginare quello che è accaduto in questi 13 anni!
Ma è accaduto.
Un avvenimento che è arrivato quasi improvvisamente, come un bel giorno, a rischiarare le tenebre della notte. Una notte fatta di incertezze e diffidenze, di incomprensioni e pregiudizi, di ingenuità e di errori; quanti errori mi devo far perdonare, quante sgarbatezze e reazioni non dettate dalla carità ho avuto nei vostri confronti!
Ma l’Avvenimento ci ha portato la luce folgorante del Perdono che fa sparire tutto, come quando arriva il sole, ci si dimentica del buio. E poi, abbiamo imparato, che il limite è il gradino sul quale si costruisce la perfezione.
È accaduto l’Avvenimento più straordinario della storia che ha cambiato la nostra vita come quella di Andrea e Giovanni che, quando incontrarono Gesù tornarono a casa cambiati perché i loro occhi e il loro cuore erano colmi di quella Presenza.
Ciascuno con la sua libertà ha riconosciuto questo avvenimento decisivo per la sua vita e così ci siamo ritrovati ad essere un POPOLO.
Il Cristianesimo infatti è un Avvenimento e allora chiunque partecipa a questo avvenimento, essendo una Presenza, si rivela in un rapporto: la Compagnia. Una compagnia guidata al destino che è diventata il nostro popolo.
Ciascuno con la sua originalità, abbiamo assistito al miracolo di una unità che, non solo non ha azzerato le diversità, ma le ha esaltate, valorizzando ciascuno per le sua qualità e i doni che Dio ha dato ad ognuno. E questo è uno spettacolo che si può ammirare solo qui, nel Cristianesimo vissuto come avvenimento.
Questa società, il mondo così confuso nel quale viviamo, hanno bisogno di questo brandello di società nuova, che siete voi, per salvarsi. Perciò ci siamo ripetuti spesso lo slogan del Beato Giovanni XXIII:
“AMATE  LA COMUNITÀ PIÙ  DI  VOI  STESSI, MA  PER  TROVARE VOI STESSI”.
È nata quindi una storia scandita da tanti piccoli e grandi fatti che hanno costruito la vita personale di ciascuno e della nostra Comunità.
Una storia meravigliosa perché la scoperta che si è fatta sempre più evidente è che ogni fatto, anche quello più doloroso o spiacevole, aveva un senso ultimamente buono; e così la quotidianità è diventata non un ostacolo, ma un’occasione che ci ha insegnato a dire:
“Signore, che cosa mi vuoi dire attraverso questo fatto che mi sta capitando?”.
E così abbiamo toccato con mano che è proprio vero che “tutto coopera al bene di coloro che amano Dio”, perché ci siamo sorpresi a non odiare quel che si vive, ma a ringraziare Dio perché ce l’ha dato!
Sì, abbiamo avuto questo ardire, questa ingenua baldanza: Cercare Gesù. Amare Gesù. Proporre Gesù.
Soprattutto però siamo stati veri uomini quando l’abbiamo domandato: anzi questa è l’unica cosa che possiamo fare: domandare di amare Gesù. Fatelo sempre di più, perché solo così riaccade il miracolo di riuscire ad amare tutti e ciascuno.
Questa  è  la  nostra  storia:  un  cammino  insieme  domandando  Cristo e portandolo, come Maria e con Maria: “Maria portatrice di CRISTO”.
È nata una storia meravigliosa destinata a continuare e a crescere nel tempo perché Dio porta a compimento ciò che inizia, sempre. Ora non possiamo più vivere di nostalgia, ma di memoria: la memoria di quello che ci è accaduto ci sostenga in ogni circostanza, sempre certi della fedeltà di Dio.
Certo, i disegni di Dio sono misteriosi!
Ma una cosa è ancora più certa: se Dio ci chiede un distacco è sempre per un di più. Come il figlio che si stacca dai genitori per sposarsi; come il bimbo che si stacca dalla madre quando nasce: sono grandi dolori, ma sono per un bene più grande, come questo passaggio del nostro popolo alla guida del carissimo don Silvano: è per un bene più grande della Comunità di Molinazzo perché l’Avvenimento riaccada, perché il popolo rinasca, perché la storia continui a manifestare la dolcezza della Presenza di Gesù a tutti coloro che ancora non lo sanno.
Siate protagonisti di questa grande storia e siate sempre lieti e fieri per essere stati chiamati a far parte della più bella avventura della vita.
E grazie di tutto!                                                                                                              
 Saluto alla parrocchia di Molinazzo di Cormano, 10 giugno 2001