Uno sguardo nella prospettiva di Dio – di Paolo Peretti

“Contemplerò ogni giorno il volto dei Santi per trovare riposo nei loro discorsi” Così mi hai scritto  sul primo libretto delle Ore che mi regalasti dopo avermi incontrato. Era il 1979, avevo 15 anni.
Da quel giorno iniziò attraverso di te un legame con Gesù, Mi hai educato  a scorgere nelle circostanze, oltre l’apparenza,  quella Presenza che le genera istante per istante, secondo un disegno di amore e di bene, tanto desiderato dal cuore, a cui il Signore ci invita ad aderire, come l’Angelo nell’annunciazione. Uno sguardo, il tuo, come quello con cui Gesù guardava i fiori del campo,  stupito per il vestito di cui il Padre celeste li aveva ricoperti; una prospettiva di eternità sperimentabile nel tempo, per cui nulla di ciò che passa viene perso.
 “Adesso la tua famiglia siamo noi”. Questo mi hai detto a 18 anni, stringendomi in un forte e commosso abbraccio nel giorno del funerale di mia mamma, 6 anni dopo la morte di mio papà. Così mi sei divenuto padre, fin nella concretezza, offrendoti come  pro-tutore di mio fratello, allora undicenne. Martellante nei suggerimenti, ma incessante nel ridestare continuamente la speranza,  mostrandomi con la tua vita, tutta poggiata sulla roccia dell’amato Signore, il concreto compimento della promessa di Cristo per centuplo e eternità’, come gusto, come bellezza, come certezza di bene.
“Forse avrei dovuto fermarti, ti chiedo scusa!” mi hai detto addolorato quando, ormai non più a Cesano, hai saputo della mia separazione. 15 anni dopo, appresa la simpatia nata con una cara amica (oggi mia moglie), preoccupato perché si compisse il disegno del Signore sulla mia vita,  mi hai convinto a rimettere nelle mani della Chiesa la verifica della validità del precedente matrimonio (decretato poi nullo dalla Sacra Rota grazie anche alla impensabile disponibilità della mia ex moglie).
“Si il Signore vi ha tenuto presenti a Sé in ogni istante del cammino che non sempre  comprendiamo! … Vi sono capitati in questo cammino le sorprese più imprevedibili, e le fatiche che sembravano insormontabili si sono rivelate premessa e promessa per un bene molto più grande e inimmaginabile. E così avete sperimentato che e’ proprio vera la promessa che ci ha affascinati fin dal primo istante del nostro incontro con Cristo: «sono persuaso che Colui che ha iniziato in voi quest’opera buona, la porterà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù»”. Così ci hai richiamato celebrando il mio matrimonio lo scorso 30 maggio 2015, indicandomi ancora che la vita’ e’ una chiamata a lasciarsi abbracciare dal Signore che ci “primerea” dentro la realtà e  ci accompagna coi suoi angeli (così chiamavi gli amici che ti venivano a trovare durante l’ultimo periodo provato dalla malattia).
“Oggi ho fatto la chemio e mi sento uno straccio. Ma uno straccio di Dio! Usatemi almeno per lavare i peccati.”. Questa e’ la vittoria sul cancro!
“Sai Paolo, il Signore mi sta togliendo tutto, perché mi deve bastare Lui!” (2/2/2016). L’inizio della fine o “del Fine”, ecco lo scopo della vita: incontrare l’amato Signore di cui sei stato umile servo seguendo con fedeltà il carisma donato a Don Giussani fin nella sua attuale prosecuzione con Don Carron.
Al Signore manca il nostro cuore, più di quanto Lui manchi a noi. Gli mancava il tuo cuore, caro amico e padre, e ti ha voluto far partecipare alla gloria dei Santi dopo che alla Sua domanda: “mi ami tu?” hai risposto col tuo “sì”, pieno, affidandosi alla Sua volontà, come ha scritto il 6/2/2016 (due giorni prima della tua nascita al Paradiso), meditando su un quadro della crocifissione di Chagall.
Così oggi, come allora col “si'” di Maria all’annuncio dell’Angelo (che la “corteggia” inginocchiato davanti a lei), il Signore diventa carne nelle fattezze del Suo popolo riunito dinanzi all’altare e alle spoglie mortali di questo Sacerdote, santo perché uomo vero, compiendo la promessa fatta allora: “Io sarò con voi fino alla fine del mondo”, introducendoci così nel mistero della Sua resurrezione, cui il mio caro amico Don Savino, da adesso,  partecipa in pienezza.
Ma chi sei Tu che hai la forza di rigenerare il cuore e la vita di chi si lascia abbracciare dalla Tua misericordiosa e misteriosa presenza? Perché: “….anche se ci fosse una donna che si dimenticasse, Io non ti dimenticherò mai”.  Davvero “Nulla e’ impossibile a Dio”.
Caro amico, grazie di avermi fatto conoscere la misericordia del Padre!