Verifica di Filosofia

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Heidegger, Marx e Kierkegaard

di Alissa Peron

Traccia

1. Heidegger: caratteri dell’esistenza inautentica.

2. Materialismo storico e materialismo dialettico in Marx.

3. Kierkegaard: il singolo e la possibilità.

Svolgimento

1. Heidegger afferma che l’uomo, l’esserci, può scegliere tra esistenza autentica ed inautentica, e la maggior parte sceglie quella inautentica. In questa dimensione l’individuo non è distinguibile dagli altri, domina il “si” impersonale; tratti dell’esistenza inautentica sono la chiacchiera, attraverso la quale si assume come proprio il sentire comune, la curiosità e continua ricerca del nuovo senza approfondire nulla, e l’equivoco, poiché si è convinti di conoscere il mondo e la realtà, mentre invece essa viene soltanto banalizzata e non se ne ha alcuna conoscenza.

2. Marx sostiene che le vere forze motrici della storia siano i modi di produzione della società, quindi le sue caratteristiche socio-economiche, che ne costituiscono la struttura; da esse derivano le costituzioni politiche e le idee dei filosofi, anch’esse importanti ma non strutturali bensì sovrastrutturali; questa visione è definita materialismo storico. Per Marx inoltre in ogni società in ogni momento della storia c’è stata una lotta tra due classi, una dominante ed una oppressa, e che lo svolgimento dei fatti è stato determinato dagli effetti di questo rapporto conflittuale tra le classi; si parla perciò di materialismo dialettico. Nella società capitalistica le classi in lotta sono borghesia e proletariato, e Marx si propone di costruire una filosofia rivoluzionaria, capace di cambiare i rapporti tra di esse, secondo lui non necessari ma dettati dalle leggi del capitalismo, e creare una società senza classi abolendo il regime della proprietà privata.

3. La filosofia di Kierkegaard si occupa dell’esistenza dell’individuo singolo ed irripetibile, che cerca di affermare il più possibile la propria singolarità; tuttavia non vi è razionalità nell’esistenza e l’individuo è collocato in un orizzonte di infinita possibilità, in cui non può trovare alcuna certezza, e vive perciò in un’angoscia continua ed indeterminata, senza una causa precisa. L’uomo è costretto a scelte radicali ed inevitabili, i cosiddetti “aut aut”, oppure a scegliere di non scegliere; se sceglie se stesso e quindi di affermarsi come individuo vive nell’angoscia della possibilità, se sceglie di non scegliere se stesso vive nella disperazione per il senso di colpa che gli deriva dal non aver esaltato la sua singolarità.

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