Viaggio notturno nella letteratura italiana ep.11 (16/06/2020)

L’imperatore Diocleziano (284 -305), legato all’esercito e al culto solare, prevalente tra i soldati, avviò per la prima volta una persecuzione sistematica dei cristiani. Le fonti da questi ultimi ispirate probabilmente esagerano gli effetti della persecuzione, che ebbe termine con l’abdicazione dello stesso imperatore. Agli occhi di Diocleziano, il cristianesimo rappresentava però senz’altro, per le ragioni ricordate in precedenza, una mina pericolosa piazzata presso le fondamenta dell’edificio imperiale romano. Tuttavia, è assai difficile pensare al paganesimo di Diocleziano in termini simili a quelli che avevano caratterizzato il paganesimo augusteo. Non va dimenticato, infatti, che anche la natura di culto solare era sostanzialmente monoteistica.
La persecuzione di Diocleziano a nulla valse, se non a confermare la sorprendente vitalità del culto cristiano e il suo forte radicamento sociale, soprattutto nelle regioni orientali dell’Impero. Pertanto il successore di Diocleziano, Costantino (306 – 337), mirò piuttosto ad assicurarsi il sostegno di questa grande forza in continuo progresso. Del resto, agli inizi del IV secolo, in un allentarsi della tensione escatologica che era stata propria della visione del mondo cristiana dei primi secoli, la maggioranza dei cristiani non riteneva più così prossimi il ritorno del Cristo sulla terra e la fine dei giorni. E, altro fatto di non secondaria importanza, a questo punto anche il radicamento sociale del cristianesimo aveva subito delle trasformazioni di non poco conto: sempre più numerosi erano gli appartenenti a ceti eminenti, il cui rapporto con il potere costituito era di natura assai più complessa e tendenzialmente meno conflittuale.

Audio Lezioni di Storia Romana del prof. Gaudio

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