VITTORIO SERENI – La pietà ingiusta: introduzione e analisi

Fase cruciale poesia novecentesca rappresentata anni 60 segna una svolta vera per il modo di rappresentare la poesia.
Frontiera → prima raccolta
Da un lato c’erano una serie di contatti con poesia di stampo ermetico ma De Benedetti intuì un’esigenza di realismo maggiore, di ancoraggio alla realtà
Vicenda del l’io personaggio molto stilizzata
Diario di Algeria → seconda raccolta
Lo pubblica nell’immediato dopoguerra: racconta la propria esperienza della guerra, che è sintomatica tanto più eccentrica, laterale, è un’esperienza mancata→ questo sarà un cruccio/rimorso che lo accompagnerà per tutta la vita
→ viene arruolato come soldato esercito italiano fascista
→ mandato attraverso Europa est fino in Grecia nella prospettiva di sbarcare in nord Africa
→ ma la compagnia di Sereni viene fatta rientrare in Italia
→ poi mandati in Sicilia sempre in un primo momento sempre con prospettiva di sbarcare in nord Africa, ma nel luglio
     ’43 sbarcano gli americani, quindi battaglione di Sereni viene fatto prigioniero
→ trasportati in nord Africa come prigionieri in campi di concentramento anche se molto diversi da quelli tedeschi, 
     vengono tenuti in condizioni molto decorose, non è esperienza drammatica per condizioni di vita dure
Semplicemente Sereni e i suoi compagni non hanno fatto nulla
assiste ai momenti cruciali della guerra da lontano, condizione di reclusione sospensione dalla storia dal tempo e
     questo rimarrà per sempre un cruccio profondissimo
senso di un’esperienza mancata, di aver mancato l’impegno con la storia, la possibilità di partecipare al riscatto
     dell’Italia alla guerra di liberazione alla resistenza, perché torna in Italia a liberazione ormai compiuta
Prima sezione: testi che si susseguono in ordine diaristico (con indicazione di data e luogo) che ripercorrono le tappe del  suo viaggio militare(Italia-Europa dell’est-Grecia-cattura vicino a Trapani da parte degli americani)
→ la sezione centrale scandisce un anno di prigionia in questi campi di concentramento
→ l’io poetico si trova a Milano e ripensa a quello che è avvenuto nel passato
→ dal pdv stilistico formale ancora si avverte qualche traccia di linguaggio evasivo rarefatto, qualche debito con
     l’ermetismo, ma l’urto con la tematica storica attribuisce una carica narrativa testimoniale, un impegno con la realtà
Alla fine degli anni ’50: Gli strumenti umani → terza raccolta
→ diventa uno degli intellettuali più stimati e potenti: direttore della Mondadori, principale casa editrice italiana
→ prende corpo la sua terza raccolta (Gli strumenti umani), struttura più dialogica polifonica rappresentativa, rende conto del suo difficile rapporto con società è tempo in cui si trova immerso.
Sereni è un autore estremamente parco, la sua produzione poetica si riduce a 4 libri di poesia, fatto abbastanza anomalo nell’ambito della poesia novecentesca.
È uno dei massimi poeti del 900 occupa posizione analoga rispetto a Montale nella prima metà del 900
Vittorio Sereni, La pietà ingiusta (da Gli strumenti umani, 1965)
La pietà ingiusta fa parte di un filone cospicuo di testi in cui riflette da vari punti di vista sull’esperienza della II guerra mondiale e la vicenda dell’olocausto
→ sempre più si acuirà in Sereni impressione che la II guerra mondiale ha segnato un punto di strappo nella storia
    dell’uomo, perché porta alla luce la possibilità di un male assoluto mai sperimentato così potente
→ la storia non può più procedere oltre quel male, quel male ha interrotto, ha bloccato il senso della storia, non è
     possibile andare avanti perché continua ad occupare la mente di tutti anche dopo la sua fine
Ha struttura complessa, stratificata.
  • Situazione enunciativa:
Come si percepisce fin dal primo verso si presenta come tipico testo con presa diretta dell’io in scena
→ ci descrive la situazione nel momento stesso in cui la sta vivendo
Il testo si apre introducendo una battuta altrui in lingua francese
→ traduzione:
bisogna fare attenzione, sai.
E soprattutto, se l’affare vada a buon fine,
non rinvangare le cose passate.
Sembra stato uno, uno delle SS
 che si è arruolato nell’esercito
 senza essere tedesco…
→ sono istruzioni rispetto ad un atteggiamento da tenere, riguarda un terzo soggetto che deve partecipare a un
     incontro d’affari → l’io poetico deve incontrare personaggio rispetto al cui passato ci sono delle ombre
  • Situazione rappresentata:
Chi è questo personaggio? È stato una SS → situazione eticamente molto intensa, difficile, drammatica
episodio reale: Sereni fa un mestiere importante per cui viaggia spesso all’estero, il francese era usato come lingua di mediazione in quel tempo; si trova a dover trattare con ex SS
Prima strofa:
Pone soggetto davanti a serie di crucci: anche gli altri partecipanti all’incontro si preoccupano di smorzare tentazione da parte di Sereni che sarebbero inopportuni in questo contesto
Intera battuta in francese non segnalata da segni diacritici che accompagnano discorso diretto
non ricerca un effetto di mimetismo, non lascia la battuta francese per amor di realtà cronachistica
→ è un elemento di disorientamento per il lettore che da un certo punto di vista enfatizza ma anche attutisce il
     contenuto della rivelazione contenuta in questa battuta = devi scendere a patti con un criminale nazista
→ viene espressa formalmente anche da scelta di alterazione del codice linguistico, rivelazione viene registrata
     dall’io poetico nei versi immediatamente successivi, che sono una sorta di monologo interiore espresso
     attraverso un discorso diretto libero, perché la voce non ci dice “io penso che…”, è ciò che sta pensando in
     quel momento, lo pensa e lo trascrive immediatamente
Prima parte racchiusa in una unica blocco strofico anche con un altro dispositivo di ingabbiamento della battuta francese: doppio verso a gradino
Seconda strofa:
Da qui il testo prosegue su doppio binario:
  1. Realistico di cui il poeta rende conto della scena che sta vivendo
→ descrive la scena in cui si svolge pranzo o cena di lavoro
  1. Visionario-allucinatorio → mentre si trova in questa scena il suo rimuginare intorno all’esperienza che sta facendo (l’aver davanti a sé un ex criminale nazista) produce nella mente del poeta un effetto dissociazione, una fuga di immagini, di associazioni
→ già aria di niente mette un altro piano rispetto a quello strettamente reale, ma non è strappo forte
→ già piccola stratificazione del discorso nella parentesi: armi (chi le avesse) → tende a sovrapporre alla
     scena reale l’assillo delle memorie di una esperienza altra che ha a che fare col passato
→ questa interferenza prende piede e si esaspera nei versi successivi con accumulo di immagini che
     rimandano ad una dimensione d’incubo o esplicitamente agli orrori della guerra:
  • Orripilanti cataste: quasi appaiono sulla tavola o sotto anche se negate → sovrappone pranzo a sterminio nazista
  • Matasse innocue
  • Oro a scaglie: pratica della sistematica estrazione di denti e protesi d’oro a cui venivano sottoposti i prigionieri nei campi di concentramento
  • Deserto di sale
  • Nubi d’anime esalanti-esulanti da camini: immagine dei forni crematori
  • Stormi
  • Una raffica in un’ora di notte: fucilavano nella notte alcuni prigionieri
  • Cammello che ripassa per la cruna in piena libertà: immagine biblica (Vangelo di Marco, 10;25: E’ più facile che un cammello passi per la cruna di un ago che un ricco entri nel regno di Dio!)
→ ciò che sembrava essere impossibile è diventato possibile
  • Città di cenere
Si intrecciano nella mente in questo flusso coscienziale magmatico con osservazioni razionali: l’affare è un presento, l’affare un trucco, solo adesso si comincia a capire
→ denuncia come la colpa imperdonabile di questo soggetto è stata dimenticata, sta facendo affari come un
     uomo qualunque, anzi è pretesto per celebrare piena reintegrazione di questo soggetto nella società
La poesia registra la reazione di sconvolgimento mentale emotivo provocata da essere seduto al tavolo della trattativa con un ex SS, che fa riflettere l’io su un cruccio etico: come si può perdonare e andare oltre?
Terza strofa:
Costruita in modo analogo alla II: una parte realistica e una allucinata senza che sia esplicitato il passaggio
dirò più tardi: elemento ambiguo per situazione enunciativa→ chi lo dice? Il soggetto che vive questa situazione  già immagina di esserne fuori, di essere a distanza da questa situazione, di ripensarci e di giudicarla incredibile, inammissibile ma mentre già è nella situazione la giudica impossibile incredibile
→ sdoppiamento coscienziale, diffrazione su piano temporale, percezione di sé da fuori, da futuro prossimo
Indebita pietà → qui spiega il titolo: il contenuto inammissibile, visioni immotivate a cui si lega sentimento addirittura di pietà, esserne coinvolti fino a indebita pietà
Secondo flusso di immagini: esercito nazista in sfacelo dopo la sconfitta, rientra consapevole ormai della sconfitta militare che prelude alla fine di un’epoca, alla fine della guerra, all’ingresso di un nuovo stato di pace, una nuova società civile rappacificata in cui quale può essere quel destino che quei soldati immaginano per sé? → si immedesima nella consapevolezza della sconfitta e del marchio di infamia che graverà su tutti loro una
     volta finita la guerra → un soldato nazista non poteva avere percezione che le colpe di cui si era macchiato lo
     avrebbero accompagnato per sempre
→ tra tutte spicca la faccia di quella persona SS che ha davanti a sé, se la immagina nel momento di
     consapevolezza della sconfitta e di non avere più un futuro come lo scolaro bocciato
→ queste visioni inducono nel poeta un movimento di pietà subito certificata come ingiusta e nello stesso
     tempo c’è → si affaccia anche per gli altri come possibilità di provare moto di pietà per il destino del singolo
     uomo che ha vissuto dall’altra parte questa tragedia epocale che ha coinvolto tutti → il fatto di essere
     dall’altra parte lo ha macchiato di una colpa imperdonabile dal piano del giudizio, ma al di là del giudizio c’è
     moto di pietà. Immagini allucinatorie restituiscono difficoltà da parte del soggetto di confrontarsi con la
     situazione con cui ha a che fare
Strofe finali:
Cambio di registro: mentre le prime distese, caotiche in flussi sintattici catene di immagini vorticose, qui sentenziosità e secchezza, ritorno al piano realistico → firma dell’affare certificherà una volta per tutte anche da parte del poeta la reintegrazione dell’SS
→ ma sotto che segno questa reintegrazione? → pace formale, istituzionale barattata con pietà umana
Scena reale però poi si colora ancora di tinte grottesche: mozzicone di mano
la firma assume una valenza ulteriore, si proietta
→ questo soggetto scomparirà avendo ottenuto ciò che desiderava: la riammissione in una socialità legittima
  • Metrica:
L’alternanza realismo-visionarietà si vede anche nel piano formale, caratterizzato da forte e spiccata informalità 
→ uso rima asistematico del tutto
→ molti versi hanno misure ampie superando l’endecasillabo → difficile da dire che si tratta di idea che
    allungamento del verso sia un effetto  della poesia che va verso una gestualità che ha ben poco di prosastico,
→ zone di cornice con più tensione di chiusura, discorsività sentenziosa epigrammatica

Settembre di Vittorio Sereni