Vociani

vociani
In un breve volgere di anni nell’imminenza della prima guerra mondiale, alcuni poeti pubblicano i loro testi. Dando per assodata l’estrema autonomia di questo gruppo, che non si struttura come una scuola o un movimento di avanguardia, questo gruppo di poeti è stato poi definito dei vociani” perché legato alla rivista La Voce”, soprattutto nelle fasi in cui fu diretta non da Prezzolini (fase sociale-politica-idealista-crociana), ma da Papini, nel 1912-13, e da De Robertis, nel 1914-16 (quest’ultima fase fu chiamata della Voce bianca”)
espressionisti
Essi vengono anche chiamati espressionisti” perché esprimono in modo drammatico e intenso il rapporto conflittuale con il mondo, deformando tutto in chiave onirica o visionaria, anche il lessico (Rebora) e la sintassi (Campana), generando (loro che appaiono più tradizionalisti dei futuristi) una rivoluzione stilistica di grande influenza sui poeti della imminente stagione ermetica e in Montale (soprattutto Sbarbaro)
frammentisti
De Robertis elabora la poetica del frammento”, in quanto per lui, e per questi poeti, si può esprimere la poesia pura solo in componimenti brevi, per concentrare la forma e i sentimenti (poetica opposta a quella dei crepuscolari come Gozzano).
Anche questo ebbe evidenti influssi nella produzione successiva, per esempio di Ungaretti