
La corrente poetica dell’ermetismo
28 Dicembre 2019
Lessico poetico e figure retoriche
28 Dicembre 2019✍️ Lettura della poesia “Settembre” di Vittorio Sereni, con parafrasi, analisi stilistica, tematiche e commento interpretativo.

✒️ Testo e parafrasi
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🔁 ParafrasiGià l’òlea (oleandro, o forse olivo selvatico) profuma i giardini, |
🧩 Analisi stilistica
📐 Versi liberi
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Nessun metro fisso; prevale la musicalità interna e l’andamento discorsivo.
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La sintassi spezzata crea sospensione, sottolineando l’incertezza e la malinconia.
🔹 Figure retoriche e scelte stilistiche
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Metafora: “lago che si ritira” = perdita, fine di una stagione (forse della giovinezza o della pace).
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Allitterazioni e assonanze: rafforzano il tono sospeso e crepuscolare.
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Sinestesia: “fragrante… d’amarezza ci punge” unisce sensazione olfattiva e dolore emotivo.
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Enumerazione di oggetti abbandonati (remi, reti) evoca abbandono, rovina.
🎯 Tematiche principali
🍂 Fine dell’estate / fine di un tempo
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Il passaggio da estate a autunno diventa metafora esistenziale: una stagione della vita che finisce, con nostalgia e consapevolezza del tempo che passa.
💧 Memoria e perdita
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Oggetti spiaggiati evocano passato, azioni finite, relazioni spezzate: la spiaggia è come un archivio muto di ciò che non c’è più.
⚰️ Accettazione della morte
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Nella seconda parte la poesia vira dal paesaggio all’interiorità: l’accettazione del destino, della fine, viene accompagnata da una rassegnata forza (“cammineremo con più coraggio”).
🐕 Comunità e semplicità
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L’immagine finale, quasi arcaica, del “guado coi cani” suggerisce un ritorno all’essenziale, alla solidarietà umana e animale in una quotidianità senza retorica.
🧩 Commento interpretativo
Settembre è una poesia di transizione e consapevolezza, che unisce paesaggio e condizione interiore. Il paesaggio del lago e della pianura lombarda si carica di significato simbolico: l’oleandro profumato ma pungente, il lago che si ritira, i segni dell’abbandono e del disuso.
Sereni affronta in modo sobrio e intensissimo il tema della fine, non solo stagionale ma esistenziale. La poesia è attraversata da un sentimento di melanconia quieta, che accoglie la morte non con terrore, ma con coraggio pacato e dignitoso.
La chiusa (“andremo a lento guado coi cani”) evoca una quotidianità concreta e affettuosa, lontana dalla retorica. La poesia suggerisce che nel fluire lento della vita, nella sua minuta banalità, può trovarsi una forma di pace.




