
12 Esilio Walter Muto dal canto di Dante di Luigi Gaudio
28 Dicembre 2019
Piccarda Eleonora Rindi in sala d’incisione dal canto di Dante di Luigi Gaud…
28 Dicembre 2019🎶✨ Francesca da Rimini – Inferno V Canto di Dante musicato dal Prof. Luigi Gaudio, interpretata da Miriam Gaudio
🎸 Due versioni: una al femminile (al 2° capotasto) e una maschile, per adattare la tonalità e il timbro vocale.
📜 Testo poetico e significato
La canzone riprende integralmente le terzine dantesche del celebre episodio di Paolo e Francesca, i due amanti condannati all’inferno per la colpa di un amore adultero e travolgente.
Siamo nel secondo cerchio dell’Inferno, quello dei lussuriosi, dove le anime sono trascinate per l’eternità da una bufera incessante, simbolo della passione incontrollata.
Francesca narra in prima persona la sua storia:
-
la forza dell’amore, definito da Dante come una passione inarrestabile (“Amor ch’al cor gentil ratto s’apprende“),
-
la causa del peccato (la lettura del romanzo cavalleresco su Lancillotto e Ginevra),
-
il tragico epilogo (“Amor condusse noi ad una morte“).
Dante, profondamente colpito dal racconto, reagisce con pietà : “E caddi come corpo morto cade.”
🎼 Analisi musicale e valorizzazione del testo
🎵 Intro
-
Versione Donna:
LAm4 – LAm -
Versione Uomo:
Rem – DO
Il tono è subito dolente e riflessivo: la musica, come un vento malinconico, evoca la condizione delle anime erranti nel cerchio infernale.
Una scelta timbrica che sottolinea la dimensione emotiva, tragica e sospesa della narrazione.
🔹 Prima Parte – L’origine dell’amore
“Siede la terra dove nata fui…”
“Amor ch’al cor gentil ratto s’apprende…”
I versi danteschi sono costruiti su rime incatenate (terzina: ABA BCB…), ma la linea melodica li scioglie in una forma cantabile, rendendo la poesia accessibile anche a chi non conosce Dante.
Il concetto di amore fatale e predestinato trova forza nel ritmo cadenzato degli accordi e nella voce che si muove tra toni dolci e solenni.
🔹 Seconda Parte – L’intensità del sentimento
“Amor ch’a nullo amato amar perdona…”
“che, come vedi, ancor non m’abbandona.”
Musicalmente, la tonalità si fa più coinvolgente.
Il crescendo armonico accompagna l’escalation emotiva: il sentimento d’amore diventa totalizzante, incontenibile, eterno anche nella dannazione.
🌟 Climax – Il Bacio e il Libro Galeotto
“Noi leggiavamo un giorno per diletto…”
“la bocca mi basciò tutto tremante…”
Qui la musica si fa confessione. Il momento del bacio, tratto dalla lettura del mito arturiano, viene cantato con delicatezza e struggimento.
L’accordo su “la bocca mi basciò tutto tremante” sembra quasi tremare davvero, restituendo tutta la tenerezza e la colpa dell’istante.
🎵 Outro – La condanna e l’eternitÃ
-
Versione Donna:
SIm -
Versione Uomo:
MIm – SI4 – SI – MIm
L’accordo finale, sospeso o grave, non chiude del tutto la canzone: riflette la condizione eterna dei due amanti, bloccati nel loro peccato e nel loro amore, incapaci di evolversi.
💡 Valore didattico e interpretativo
Un esempio riuscitissimo di trasposizione musicale della grande poesia:
-
mantiene intatto il testo originale (senza parafrasi o adattamenti),
-
amplifica la sua potenza emotiva attraverso la musica,
-
rende Dante contemporaneo e coinvolgente, ideale anche per i giovani ascoltatori.
🌹 Francesca è, dunque, molto più che una semplice canzone su Dante: è un ponte tra letteratura e musica, tra sentimento e riflessione morale.
Un esempio di come la cultura italiana possa essere attualizzata senza snaturarsi.
🎵 Testi e accordi di una canzone del “Canto di Dante” del prof. Gaudio
www.atuttascuola.it/divina – [email protected] – 347-8318450
Francesca     (versione donna) al secondo capotasto
Inferno V
| Intro: LAm4Â Â Â LAm
LAm                                     SOL Siede la terra dove nata fui su la marina dove ’l Po discende per aver pace co’ seguaci sui. 99 FA                                         MI4   MI Amor, ch’al cor gentil ratto s’apprende DO                                        SOL prese costui de la bella persona che mi fu tolta; MI4   MI e ‘l modo ancor m’offende. DO                                        SOL Amor, ch’a nullo amato amar perdona, LAm                                     MI4   MI mi prese del costui piacer sì forte, che, come vedi, ancor non m’abbandona. REm                              MI4  MI Amor condusse noi ad una morte. Caina attende chi a vita ci spense”. Queste parole da lor ci fuor porte. 108 […] |
SIm                                                   LA
Noi leggiavamo un giorno per diletto SOL                                      FA#4 FA# di Lancialotto come amor lo strinse; soli eravamo e sanza alcun sospetto. 129 SOL                                      FA#4 FA# Per più fïate li occhi ci sospinse quella lettura, e scolorocci il viso; ma solo un punto fu quel che ci vinse. RE                                                     LA Quando leggemmo il disïato riso esser basciato da cotanto amante, SOL                                      FA#m MIm                                     FA#4 FA# MIm                                     FA#4 FA# Outro: SIm |
Francesca     (versione per uomo)
Inferno V
Rem                             DO
Siede la terra dove nata fui
SIb                               LA4          LA
su la marina dove ’l Po discende
per aver pace co’ seguaci sui.                                              99
Amor, ch’al cor gentil ratto s’apprende,
FAÂ Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â DO
prese costui de la bella persona
REm                                              LA4      LA
che mi fu tolta; e ‘l modo ancor m’offende.                        102
Amor, ch’a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
SIb                                         LAm
che, come vedi, ancor non m’abbandona.                          105
SOLm                                           LA4      LA
Amor condusse noi ad una morte.
Caina attende chi a vita ci spense”.
Queste parole da lor ci fuor porte.                                      108  […]
MIm                             RE
Noi leggiavamo un giorno per diletto
DOÂ Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â SI4Â Â SI
di Lancialotto come amor lo strinse;
soli eravamo e sanza alcun sospetto.                        129
Per più fïate li occhi ci sospinse
SOLÂ Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â RE
quella lettura, e scolorocci il viso;
MIm                                      SI4  SI
ma solo un punto fu quel che ci vinse.            132
Quando leggemmo il disïato riso
esser basciato da cotanto amante,
DOÂ Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â SIm
questi, che mai da me non fia diviso,             135
la bocca mi basciò tutto tremante.
Galeotto fu ’l libro e chi lo scrisse:
LAm                                               SI4  SI  MIm
quel giorno più non vi leggemmo avante”.     138






