
La spedizione notturna di Diomede e Odisseo seconda e ultima parte, Iliade, X, vv.…
28 Dicembre 2019
Riassunto delle gesta di Diomede nel quinto libro dell’Iliade
28 Dicembre 2019Questo passo dell’Iliade appartiene al Canto XI, detto anche “L’Assalto dei Troiani”, ed è uno dei momenti più intensi della battaglia tra Achei e Troiani.
Testo e Parafrasi
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Disse; e spogliò dell’armi l’insigne figliuol di Peóne. nel destro piede, al tarso. Fuor fuori passando la punta, Ma perché mai cosí va l’animo mio dubitando? e tutto un brano via della pelle gli svelse dal fianco; |
ParafrasiParide, il marito di Elena dai capelli splendenti, tese il suo arco contro Diomede, il capo acheo, mentre si trovava protetto dietro una colonna sulla tomba di Ilo, antico re di Troia. Diomede era intento a spogliare delle armi Agàstrofo, guerriero appena ucciso, quando la freccia scoccata da Paride lo colpì al piede destro, trapassandolo e conficcandosi nel terreno. Paride esultò per il successo del suo tiro e si vantò con Diomede, dicendo che, se lo avesse colpito all’addome, avrebbe messo fine alla sua vita e dato sollievo ai Troiani, che temevano il valoroso guerriero acheo. Diomede, senza lasciarsi intimidire, rispose con fermezza, deridendo Paride: lo definì un arciere codardo, abile solo con l’arco ma incapace di combattere da vicino. Paragonò la sua freccia a un colpo innocuo sferrato da una donna o da un bambino, mentre le sue lance, al contrario, erano in grado di infliggere ferite mortali. Nel frattempo, Ulisse si avvicinò e si mise al fianco di Diomede, il quale, sofferente per la ferita, salì sul carro e ordinò al suo auriga di portarlo alle navi. Così Ulisse rimase da solo in mezzo ai Troiani, che lo circondarono minacciosi. L’eroe greco, pur consapevole del pericolo, si fece forza e decise di non fuggire, ma di combattere valorosamente. Ulisse si scagliò contro i Troiani e uccise diversi guerrieri, tra cui Diopite, Toone, Ennomo e Chersidamante. Quando colpì Caropo, il fratello di Soco, quest’ultimo si lanciò all’attacco per vendicarlo e riuscì a ferire Ulisse al fianco. Ma il colpo non fu mortale grazie alla protezione della dea Atena. Ulisse, consapevole della gravita della situazione, rispose a Soco dicendo che presto sarebbe stato lui a perire. Con un colpo preciso, lo trafisse alla schiena e la lancia attraversò il suo petto. Soco cadde al suolo e Ulisse si vantò della sua vittoria, dichiarando che i corvi avrebbero divorato il suo corpo, mentre lui, se fosse morto, avrebbe ricevuto una degna sepoltura dagli Achei. Ulisse estrasse la lancia dal proprio fianco, ma subito il sangue iniziò a scorrere abbondante, facendogli perdere le forze. I Troiani, vedendo la ferita del nemico, si fecero avanti per finirlo, ma Ulisse si ritirò lentamente, chiamando a gran voce i suoi compagni. Menelao, avendo udito il grido, si affrettò per soccorrerlo. |
Analisi del Testo
Qui emergono alcune delle tematiche fondamentali dell’epica omerica:
- Il valore eroico: Ulisse e Diomede incarnano il modello dell’eroe omerico, pronto ad affrontare la morte pur di non macchiarsi di viltà. Anche se ferito, Ulisse non fugge immediatamente, ma combatte fino allo stremo delle forze.
- Il disprezzo per la guerra a distanza: Diomede deride Paride, sottolineando come l’uso dell’arco sia disonorevole rispetto al combattimento corpo a corpo, che richiede forza e coraggio. Questo concetto riflette la visione omerica della guerra, in cui il valore si misura nello scontro diretto.
- Il ruolo della divinità: Atena protegge Ulisse, impedendo che la ferita di Soco sia mortale. L’intervento degli dei è una costante nell’epica, sottolineando la loro influenza sulle sorti umane.
- Il tema della gloria e della morte: Ulisse esalta il proprio destino eroico, affermando che, se morirà, sarà onorato con una degna sepoltura, a differenza dei Troiani, il cui destino è spesso quello di essere abbandonati ai corvi.
- La solidarietà tra gli Achei: Il richiamo di Ulisse non rimane inascoltato: Menelao accorre per aiutarlo, a dimostrazione dello spirito di fratellanza tra i guerrieri.
Commento e Interpretazione
Questo brano evidenzia il dualismo tra due tipologie di guerrieri: da un lato Paride, che combatte con l’arco e preferisce la distanza; dall’altro Diomede e Ulisse, simboli del coraggio e della lotta corpo a corpo. Omero non ha dubbi su quale sia la figura più valorosa: la guerra, secondo l’ideale omerico, deve essere combattuta in campo aperto, e non con armi considerate “codarde”.
La figura di Ulisse in questo passo è particolarmente significativa: egli non è solo un abile stratega e un maestro di inganni, come lo si conosce nell’Odissea, ma anche un formidabile guerriero, capace di affrontare i nemici da solo e di resistere, nonostante la ferita subita. La sua tenacia e la sua intelligenza lo rendono uno degli eroi più ammirati del poema.
Infine, il concetto di “fama imperitura” (κλέος άφθιτος) si manifesta chiaramente nel discorso di Ulisse: la morte in battaglia non è temuta, purché essa sia gloriosa e garantisca un ricordo eterno. Questo principio, fondamentale nella cultura greca antica, è ciò che motiva gli eroi a combattere senza esitazione.
In definitiva, il brano mette in evidenza il valore, la paura, la strategia e il peso del destino nel contesto della guerra di Troia, offrendo un vivido ritratto del mondo eroico omerico.




