Socrate (Atene, 470/469 a.C. – Atene, 399 a.C.) è una figura centrale nella storia della filosofia occidentale. Nonostante non abbia lasciato alcun scritto diretto, la sua figura è giunta fino a noi attraverso i dialoghi di Platone e le opere di Senofonte.
Il metodo socratico: l’ironia e la maieutica
Socrate è noto per il suo metodo di insegnamento, che consisteva in un dialogo continuo con i suoi interlocutori. Questo metodo, chiamato maieutica (dall’ostetrica, professione della madre di Socrate), aveva lo scopo di far emergere la verità nascosta all’interno di ciascuno attraverso una serie di domande.
- L’ironia socratica: Socrate spesso fingeva di non sapere per stimolare l’interlocutore a esporre le proprie idee.
- La maieutica: Attraverso una serie di domande sempre più precise, Socrate guidava l’interlocutore verso una comprensione più profonda del concetto in esame.
Il concetto di ironia socratica
L’ironia socratica è una tecnica dialettica che consiste nel fingere di non sapere per stimolare l’interlocutore a esporre le proprie idee. Socrate, attraverso domande apparentemente ingenue, induceva l’altro a contraddirsi o a rivelare le incoerenze del proprio pensiero.
L’ironia socratica aveva diverse funzioni:
- Stimolare la riflessione: L’ironia costringeva l’interlocutore a mettere in discussione le proprie certezze e a cercare una comprensione più profonda dei concetti.
- Svelare l’ignoranza: Socrate utilizzava l’ironia per mostrare all’interlocutore la propria ignoranza, spingendolo a cercare la verità insieme.
- Proteggersi dalle accuse: Fingendosi ignorante, Socrate si proteggeva dalle accuse di sofismo e di eresia.
La maieutica socratica
La maieutica è il metodo filosofico di Socrate, spesso paragonato all’arte dell’ostetrica (da cui il nome, che deriva dal greco “maieutiké”, ovvero “arte della levatrice”).
In sostanza, la maieutica è un metodo di insegnamento basato sul dialogo, attraverso il quale Socrate guidava i suoi interlocutori verso la scoperta della verità.
Come funziona la maieutica?
- L’ironia socratica: Socrate iniziava il dialogo fingendo di non sapere, ponendo domande apparentemente ingenue. Questo atteggiamento serviva a stimolare l’interlocutore a esporre le proprie idee e convinzioni.
- Le domande: Attraverso una serie di domande sempre più precise e puntuali, Socrate conduceva l’interlocutore a mettere in discussione le proprie certezze, a individuare le contraddizioni nelle proprie affermazioni e a scoprire la propria ignoranza.
- La scoperta della verità: L’obiettivo finale della maieutica era quello di far sì che l’interlocutore, attraverso questo processo di auto-esplorazione, giungesse da solo alla scoperta della verità. Socrate non insegnava, ma stimolava gli altri a pensare da soli.
Perché la maieutica è importante?
- La conoscenza di sé: La maieutica non si limita a trasmettere informazioni, ma ha lo scopo di far sì che l’individuo acquisisca una conoscenza profonda di se stesso e dei propri limiti.
- Lo sviluppo del pensiero critico: Il metodo socratico incoraggia lo sviluppo del pensiero critico, della capacità di analizzare le argomentazioni e di distinguere tra il vero e il falso.
- La ricerca della verità: La maieutica è una continua ricerca della verità, una ricerca che non si ferma mai e che coinvolge attivamente chi la pratica.
In sintesi, la maieutica è un metodo di insegnamento che va oltre la semplice trasmissione di conoscenze. È un viaggio alla scoperta di sé, un percorso che conduce alla comprensione profonda dei concetti e alla formazione di un pensiero autonomo e critico.
Il confronto tra la maieutica e altri metodi di insegnamento
La maieutica si differenzia notevolmente dai metodi di insegnamento tradizionali, basati sulla trasmissione di conoscenze da un docente a uno studente.
- Trasmissione vs. scoperta: Mentre i metodi tradizionali si concentrano sulla trasmissione di informazioni, la maieutica mira a stimolare la scoperta autonoma della conoscenza da parte dell’individuo.
- Ruolo del docente: Nell’insegnamento tradizionale, il docente è la figura centrale che detiene il sapere. Nella maieutica, Socrate si presenta come un facilitatore, un accompagnatore nel percorso di conoscenza.
- Attività dello studente: Nell’insegnamento tradizionale, lo studente è un ricevitore passivo di informazioni. Nella maieutica, lo studente è attivamente coinvolto nel processo di apprendimento, attraverso domande e riflessioni.
Confronto sintetico:
L’applicazione della maieutica nella vita quotidiana
La maieutica, pur essendo nata nel contesto filosofico, può essere applicata in molti ambiti della vita quotidiana:
- Educazione: In ambito educativo, la maieutica può essere utilizzata per stimolare il pensiero critico negli studenti e per favorire l’apprendimento significativo.
- Relazioni interpersonali: Nel dialogo con gli altri, la maieutica può aiutare a risolvere conflitti, a comprendere punti di vista diversi e a costruire relazioni più profonde.
- Sviluppo personale: Attraverso la maieutica, possiamo esplorare i nostri pensieri, le nostre convinzioni e i nostri valori, favorendo una crescita personale.
Esempi pratici:
- In una discussione: Invece di affermare la propria opinione in modo dogmatico, si possono porre domande all’interlocutore per comprendere meglio il suo punto di vista.
- Nella risoluzione di un problema: Invece di cercare subito una soluzione, si può analizzare il problema da diverse prospettive, ponendosi domande su ciò che si sa e ciò che non si sa.
- Nella presa di decisioni: Prima di prendere una decisione importante, si possono valutare i pro e i contro di ogni opzione, ponendosi domande sulla loro coerenza con i propri valori.
Le critiche alla maieutica
Nonostante i suoi indubbi vantaggi, la maieutica ha anche ricevuto alcune critiche:
- Efficacia limitata: Alcuni sostengono che la maieutica sia un metodo efficace solo per persone particolarmente motivate e disposte a impegnarsi in un dialogo profondo.
- Tempo: Il metodo maieutico richiede tempo e pazienza, e potrebbe non essere adatto a situazioni in cui è necessario acquisire rapidamente delle conoscenze.
- Relativismo: Alcuni criticano il relativismo implicito nella maieutica, sostenendo che la ricerca della verità non può prescindere da un riferimento a criteri oggettivi.
In conclusione, la maieutica è un metodo di insegnamento e di dialogo estremamente potente, ma non è privo di limiti. La sua efficacia dipende da diversi fattori, tra cui la motivazione degli interlocutori, la complessità dei temi affrontati e il contesto in cui viene applicata.
Il rapporto tra la maieutica e la dialettica
La maieutica e la dialettica sono due concetti strettamente legati, entrambi centrati sul dialogo e sulla ricerca della verità. Tuttavia, presentano alcune differenze:
- Obiettivo: La maieutica mira principalmente a far emergere la verità già presente nell’animo dell’individuo, attraverso un processo di auto-scoperta. La dialettica, in senso più ampio, si riferisce a qualsiasi forma di ragionamento che procede per contraddizioni e sintesi, con l’obiettivo di raggiungere una comprensione più profonda di un concetto o di un problema.
- Metodo: La maieutica si basa su un dialogo socratico, caratterizzato da domande e risposte, mentre la dialettica può assumere forme diverse, dalla semplice discussione alla costruzione di argomentazioni complesse.
- Scopo: La maieutica ha un focus più personale e individuale, mentre la dialettica può essere applicata a qualsiasi ambito del sapere.
In sintesi, la maieutica può essere considerata una forma specifica di dialettica, incentrata sull’auto-conoscenza e sullo sviluppo personale.
L’influenza della maieutica sulla pedagogia moderna
L’influenza della maieutica sulla pedagogia moderna è stata significativa. Molte delle correnti pedagogiche contemporanee si ispirano ai principi socratici, valorizzando il ruolo attivo dello studente nel processo di apprendimento.
- Pedagogia attiva: La maieutica ha contribuito allo sviluppo della pedagogia attiva, che pone al centro dell’azione educativa l’esperienza diretta dello studente e la sua partecipazione attiva alle attività didattiche.
- Apprendimento cooperativo: Il dialogo socratico ha ispirato l’approccio cooperativo all’apprendimento, in cui gli studenti lavorano insieme per risolvere problemi e costruire conoscenze condivise.
- Valutazione formativa: La maieutica ha influenzato la concezione della valutazione, che non si limita a misurare i risultati finali, ma si concentra sul processo di apprendimento e sulla crescita dello studente.
Il confronto tra la maieutica e il metodo scientifico
La maieutica e il metodo scientifico rappresentano due approcci alla conoscenza apparentemente molto diversi, ma presentano anche alcune affinità:
- Ricerca della verità: Entrambi i metodi sono orientati alla ricerca della verità, sebbene con strumenti e obiettivi diversi.
- Dubbio e critica: Sia la maieutica che il metodo scientifico si basano sul dubbio e sulla critica, invitando a mettere in discussione le proprie convinzioni e a cercare prove empiriche.
- Dialettica: Entrambi i metodi utilizzano la dialettica, sebbene in modo diverso: la maieutica per far emergere la verità interna all’individuo, il metodo scientifico per confrontare teorie e ipotesi con i dati empirici.
Tuttavia, esistono anche delle differenze significative:
- Oggetto di studio: La maieutica si concentra principalmente sulla conoscenza di sé, mentre il metodo scientifico è rivolto allo studio del mondo naturale.
- Metodologia: La maieutica utilizza il dialogo e l’introspezione, mentre il metodo scientifico si basa sull’osservazione, l’esperimento e la formulazione di leggi generali.
In conclusione, la maieutica e il metodo scientifico rappresentano due approcci complementari alla conoscenza. Il primo è incentrato sulla dimensione soggettiva e personale, il secondo sulla dimensione oggettiva e universale.
La conoscenza di sé: la virtù e la felicità
Socrate sosteneva che la vera conoscenza fosse la conoscenza di sé e che la virtù fosse strettamente legata alla conoscenza. Secondo lui, chi conosce il bene non può fare il male, poiché il male è frutto dell’ignoranza.
- La virtù: Per Socrate, la virtù più importante era la saggezza, intesa come consapevolezza dei propri limiti e continua ricerca della conoscenza.
- La felicità: La felicità, secondo Socrate, non dipendeva dai beni materiali, ma dalla coltivazione della virtù e dalla ricerca della saggezza.
Il processo e la morte di Socrate
Socrate fu accusato di empietà e di corruzione dei giovani. Condannato a morte, bevve la cicuta con serenità, dimostrando così la sua coerenza con i propri principi.
Il processo a Socrate è un evento fondamentale nella storia della filosofia. La condanna di un uomo saggio e giusto suscitò un’ondata di indignazione e contribuì a creare il mito di Socrate come martire della filosofia.
Le ragioni della condanna di Socrate furono molteplici:
- Invidia: Alcuni lo invidiavano per la sua influenza sui giovani e per la sua capacità di smascherare l’ignoranza degli altri.
- Paura: La sua critica all’ordine costituito e la sua ricerca della verità potevano essere viste come una minaccia per l’estabilishment ateniese.
- Misinterpretazione: Le sue idee furono spesso fraintese e distorte dai suoi accusatori.
La morte di Socrate segnò la fine di un’epoca e l’inizio di una nuova fase della filosofia greca, caratterizzata dalla figura di Platone e dal suo tentativo di dare una forma sistematica al pensiero del maestro.
Confronto tra Socrate e i Sofisti
Socrate e i Sofisti, pur essendo contemporanei e condividendo lo stesso contesto culturale, rappresentano due approcci radicalmente diversi alla filosofia.
- Obiettivo della filosofia: I Sofisti vedevano la filosofia come uno strumento per il successo nella vita politica e sociale, un modo per acquisire abilità retoriche e persuasive. Socrate, invece, considerava la filosofia come una ricerca della verità e della conoscenza di sé.
- Metodo: I Sofisti utilizzavano un metodo dialettico basato sulla contraddizione e sulla manipolazione delle parole per sconfiggere gli avversari. Socrate, al contrario, impiegava il metodo maieutico, un dialogo costruttivo volto a stimolare la riflessione e a far emergere la verità.
- Relativismo vs. assolutismo: I Sofisti erano relativisti, sostenendo che la verità è relativa e dipende dal punto di vista individuale. Socrate, invece, credeva nell’esistenza di una verità assoluta, raggiungibile attraverso la ragione.
In sintesi, mentre i Sofisti erano interessati al potere e all’efficacia del discorso, Socrate era concentrato sulla ricerca della verità e sulla formazione morale dell’individuo.
L’influenza di Socrate su Platone
Platone, allievo di Socrate, fu profondamente influenzato dal suo maestro. Molti dei dialoghi platonici sono ambientati durante conversazioni con Socrate, e le idee di quest’ultimo sono spesso presentate come la verità assoluta.
- Teoria delle Idee: Platone sviluppò la teoria delle Idee, secondo cui esiste un mondo delle idee perfette e immutabili, di cui il mondo sensibile è una mera copia imperfetta. Questa teoria può essere vista come un tentativo di dare una base ontologica alle idee di verità e giustizia che Socrate cercava.
- La Repubblica: In quest’opera, Platone delinea una società ideale governata dai filosofi, coloro che hanno una conoscenza diretta delle Idee. Questo ideale politico è profondamente radicato nell’etica socratica.
- Il metodo dialettico: Platone ereditò da Socrate il metodo dialettico, ma lo sviluppò in una forma più sistematica, utilizzandolo per costruire complessi sistemi filosofici.
L’eredità di Socrate
L’influenza di Socrate sulla filosofia occidentale è stata enorme. Il suo metodo dialettico, la sua ricerca della verità e la sua attenzione alla dimensione etica hanno ispirato generazioni di filosofi, da Platone, come abbiamo dimostrato, ad Aristotele fino ai nostri giorni.
Schema sintetico di studio su Socrate
SOCRATE
– Nasce ad Atene nel 470/469 a.C. e morì nel 399 a.C.
– Fu condannato a morte per empietà con l’avvelenamento
» accusato di corrompere i giovani e di non credere agli dei della città (dietro queste accuse si
nascondono risentimenti personali e manovre politiche)
» i suoi seguaci preparano una fuga, ma lui la rifiuta: sarebbe stato male
» pur di non rinunciare alla sua anima si fa uccidere,sarebbe stato peggio vivere con l’anima corrotta
» gli offrirono un accordo: salva la vita a patto che non avrebbe più filosofato
» preferisce morire rispetto a rinunciare alla filosofia, alla propria coscienza, a se stesso
– Non fondò una scuola, ma tenne il suo insegnamento in luoghi pubblici
– Riesce ad affascinare le masse e per questo si procura molti avversari e nemici
– non partecipa alla vita politica ma ne indaga le basi
– Figlio di uno scultore e una levatrice
– Spesso dirà di esercitare lo stesso lavoro della madre, ovvero di far partorire la verità dall’anima gravida degli uomini, in cui ci deve essere però già un’apertura alla verità, un presupposto. Nello stesso modo, solo le donne gravide possono partorire, non le sterili.
– La sua vita si può dividere in due fasi
1. frequentazione dei fisici (in particolare di Archelao)
2. influssi della sofistica: sposta il pensiero sull’uomo, sebbene polemizzi le loro tesi
– Non scrisse nulla
» non voleva insegnare una dottrina, ma un metodo, quello di far partorire la verità
» la scrittura non è un mezzo adatto a questo compito, accetta solo il dialogo tra uomini
» lo conosciamo attraverso gli scritti di altri autori, soprattutto ne “le nuvole” di Aristofane
» la filosofia è un momento dialettico di confronto delle mie idee con quelle degli altri
» la filosofia è un percorso che non si può ingabbiare nella scrittura
» il dialogo porta ad un esame dell’anima (spogliarsi dall’illusione di sapere per partorire la verità)
– I suoi discepoli hanno messo per iscritto i suoi insegnamenti e ci sono diverse fonti, purtroppo spesso in contraddizione tra di loro.
» Aristofane » mette in rilievo il Socrate della prima parte della sua vita
» Platone » idealizza Socrate e lo fa portavoce anche delle proprie idee e convinzioni
» Senofonte » descrive Socrate riducendolo e banalizzandolo
» impossibile che gli Ateniesi abbiano potuto mettere a morte un uomo così
» Aristotele » parla occasionalmente di Socrate (preso come scrittore più oggettivo)
– Rivoluzione » compie un’opera di rivoluzione nel pensiero dell’uomo che segna una rottura
rispetto a quella precedente formando le basi della mentalità attuale
» dopo Socrate ad Atene ha una svolta anche la letteratura
» si può chiamare una rivoluzione spirituale
PENSIERO
- ricerca di una definizione
» che cos’è l’uomo? Che cos’è la natura? (stessa problematica dei sofisti, ma più approfondita)
» la natura dell’uomo è la sua anima = l’uomo è la sua anima
» anima = sede dell’identità pensante, ed eticamente operante, della coscienza intellettuale e morale
» è ciò che contraddistingue l’uomo da qualsiasi altro essere
» è “l’io consapevole” » dà il via alla tradizione morale ed intellettuale
» capisce che i naturalisti, nella ricerca della physis hanno detto tutto e il contrario di tutto
» questo perché i naturalisti si sono posti dei problemi insolubili per l’uomo
» Socrate indaga su che cosa sia l’essenza dell’uomo
- curare se stessi significa curare la propria anima, non il proprio corpo
» il compito supremo dell’educatore, e quindi del filosofo, è quello di insegnare agli uomini
come curare la propria anima, come partorire la verità (verità è in noi, è quindi soggettiva)
» Socrate, come si legge nell’Apologia, ritiene di aver ricevuto questo compito da un dio
» distinzione netta tra corpo e anima deriva dall’influenza radicata dei misteri Orfici
» l’uomo si avvale del proprio corpo come di uno strumento, il soggetto è l’uomo, l’anima
» che cos’è l’uomo? » ciò che si serve del corpo, non il suo corpo, ovvero l’anima (Ï^Ï…Ï?ή)
» il corpo è solo il braccio operativo dell’anima
- la virtù dell’uomo è la scienza, la conoscenza, il vizio è l’ignoranza
» l’aretè(á¼EURÏηÏ,,ή), la virtù, è ciò che rende una cosa buona e perfetta in ciò che è
» è ciò che perfeziona ciascuna cosa facendola essere ciò che deve essere
» quell’attività che rende perfetta l’anima, la cosa più importante, è la scienza
» quindi i valori veri non sono legati alle cose esteriori (ricchezza…) né al corpo (bellezza…)
» la cura del corpo ha valore se in relazione alla coscienza
» cancella tutti i valori tradizionali, per instaurarne un unico, gli altri ne sono derivati
» la conoscenza è quando la virtù prevale sulla vita umana (quindi anche sulle azioni)
» non esiste più una pluralità di virtù, ce n’è una che è fondata sulle abitudini
» sottopone la vita umana e i suoi valori al dominio della ragione (come i naturalisti avevano
sottoposto la realtà, il cosmo al dominio dell’intelligenza suprema)
» la virtù stessa è già un premio, già un fine, vale la pena quindi essere virtuosi
» il fine non arriverà dopo la morte, ma è sperimentabile già sulla terra, nell’aldilà ci sarà
solo il premio per la condotta seguita sulla terra
- nessuno pecca volontariamente e chi fa il male lo fa per ignoranza del bene
» questo ragionamento, collegato al punto 3, è chiamato “intellettualismo socratico“
» il peccato viene ridotto a un difetto di conoscenza, a fare un errore pensando che si faccia
il proprio bene, a un errore di ignoranza
» non è possibile conoscere il bene e non farlo, l’uomo, per sua natura, ricerca sempre il
bene, e quando fa il male non lo fa in quanto male, perché si aspetta di ricavarne un bene
» non si deve temere ciò che fa male al corpo, ma ciò che fa male all’anima (ignoranza)
- l’orizzonte dell’uomo è la felicità
» la felicità non è soddisfare i piaceri estetici, ma quelli interiori
» la conoscenza, che non è un contenuto, ma un modo di fare, porta alla felicità
» il problema di Socrate è l’eudaimonia, cioè la felicità attraverso l’etica (=comportamento)
» la felicitàè quando l’anima corrisponde pienamente alla sua natura razionale
» in Aristotele leggiamo la definizione di uomo come animale razionale
» in greco si chiama eudaimonia = avere un demone buono che garantisce la buona sorte
» nel tempo questo concetto viene interiorizzato già dai presocratici
» la felicità non viene dalle cose esterne né dal corpo, ma dall’anima
» l’anima è felice quando è se stessa, quando è virtuosa
» la felicità è già sulla terra qualunque siano le circostanze nella vita e dopo di essa
» l’uomo virtuoso non può patire nulla, non in vita perché nessuno può danneggiargli
l’anima, solo le cose esteriori, non dopo la morte perché se c’è un aldilà verrà premiato
della condotta sulla terra, se non c’è diventa un essere nel nulla
» l’uomo è il vero artefice della propria felicità o infelicità
- con l’osservazione dell’ordine nella realtà deduce la prova dell’esistenza di Dio
» Dio non si vede, ma se ne percepisce la presenza con l’intelligenza
» è il primo a dare la prova dell’esistenza di Dio
» per lui Dio ha dotato l’uomo di un’intelligenza simile alla sua, che permette di percepirLo
- la libertà è il dominio della razionalità sull’animalità
» nuovo concetto dell’eroe: uomo che è capace di dominare il suo istinto ed è dominato dalla
ragione (è l’uomo cosciente, non più quello che combatte bene, o l’uomo bellissimo)
» l’eroe è colui che riesce a vincere i nemici interiori dell’anima, non esteriori
» il sapienteè colui che cerca di aver bisogno del numero inferiore di cose
» la libertà diventa un’autarchia, un’autonomia, sciogliere l’anima dal corpo
- il daimònion socratico
» è una “voce divina” che vieta, si fa sentire l’attimo prima di compiere il male
» non ordina mai, ma vieta ciò che va contro l’uomo
» ha un aspetto religioso, è come Dio che ti parla (accusato di creare altri dei)
» ha un aspetto psicologo, che coincide con la coscienza, con il cuore
» ha una spetto caratteriale, legato alla persona
» è come un istinto divino che ti trattiene quando sei sul punto di fare il male
» non centra con l’ambito delle verità filosofiche perché essi traggono la loro validità dal
logos, non da una rivelazione divina
- metodo dialettico socratico
» insegna tramite il dialogo a dare ragione delle proprie convinzioni
» il dialogo diventa occasione per esaminare la propria anima
» il fine è quello di rendere conto della propria vita, di rendersi coscienti, di rendersi virtuosi
- so di non sapere
» i sofisti si ponevano davanti all’ascoltatore come coloro che soli sanno tutto
» Socrate invece ammette di non sapere, e proprio questi lo rende più sapiente di altri
» compie una rottura con » il sapere dei naturalisti (si rivela vano perché irraggiungibile)
» il sapere dei sofisti (era solo superbia ed esercizio della retorica)
» il sapere dei politici e dei cultori (inconsistente ed acritico)
» distinzione tra sapere umano e sapere divino (irraggiungibile dall’uomo, ne sono esempio i
naturalisti che erano arrivati a dire tutto e il contrario di tutto su qualcosa di irraggiungibile)
» l’unico veramente sapiente è Dio, la sapienza dell’uomo non è nulla in confronto
» l’uomo si avvicina a Dio solo attraverso un percorso di conoscenza
» non crede negli dei della tradizione, li defisicizza (= toglie loro la dimensione fisica)
- ironia socratica
» l’ironia è la caratteristica peculiare della dialettica socratica, significa “dissimulazione”
» è il gioco scherzoso degli stratagemmi con cui si costringe a dar conto di se stesso
» è uno scherzo in funzione di uno scopo serio: aprire l’interlocutore alla ricerca di qualcosa
» fingeva di accogliere come propri i pensieri e i metodi dell’interlocutore, ingrandendoli e
lusingandolo per attirare la sua attenzione e per rendere ancora più traumatico e quindi
efficace la confutazione nella contraddizione di se stessi
- la confutazione (èlenchos)
» confutare è smontare le certezze false di qualcuno per aprire il desiderio di conoscenza
» è costituita dall’ironia e la dissolvenza(= capacità di passare da un problema all’altro
senza farlo notare, facendo spostare l’attenzione su qualcosa di più utile e logico)
» solo ammettendo di non sapere si è aperti ad una ricerca del sapere
» solo avvertendo un vuoto, una mancanza, si è aperti ad una conoscenza, idonei alla verità
» per ricercare certezze si deve sapere di non averle, altrimenti si è fermi su delle falsità
» produce quindi un effetto di purificazione dall’ignoranza, dalle false certezza
- la maieutica
» è l’arte del far partorire la verità dall’anima gravida degli uomini
» l’anima può giungere alla verità solo se ne è gravida (lo è attraverso il sapere di non sapere)
» è la ricerca di una definizione accordata da entrambi i dialoganti
» non c’è una verità assoluta, ma una possibile tramite un accordo tra persone
» anche lui è gravido perché ammette di non essere in grado di comunicare un sapere
determinato da definiti contenuti