A proposito del “bambino multiculturale e multietnico”…. – di Cristina Rocchetto

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Vorrei proporre in maniera schematica, e chi legge mi scuserà, alcuni punti
sul tema della bi-nazionalità di cui vedo tanto parlare sul Web.

1) Un bimbo multietnico e multinazionale, un figlio di emigrati, si sentirà
sempre diverso, indipendentemente da ciò che dice il suo documento.

La
diversità è un’esperienza complessa: provate a vivere vent’anni in un Paese
straniero, prima di pronunciarvi contro chi afferma di non sentirsi del tutto
Italiano pur vivendo in Italia, chiedete ai figli degli emigrati italiani se si
sentono davvero del tutto tedeschi, americani, belgi eccetera eccetera, prima
di offendervi perché un bimbo nato in Italia, con passaporto italiano o meno,
ricorderà sempre di avere radici anche altrove!

2) Persone che conoscano in sé l’esperienza della diversità sono un
arricchimento per tutti, perché ci ricordano che il mondo è grande e che la
gente, nel mondo, viaggia, si sposta, scappa, sceglie luoghi diversi. Un bimbo
nero non si sentirà mai solo occidentale e farà sempre i conti con l’esistenza
del suo colore; e così un bimbo cinese, un bimbo indiano eccetera eccetera…
PRETENDERE che non si guardi allo specchio e non sappia di avere alle spalle
una storia che lo collega ad altri luoghi geografici ed etnie, se non ad altre
culture, è ridicolo. Per cortesia…

3) Quando sei figlio di stranieri, vivi spesso il confitto tra due culture sin
dalla più tenera età, In alcune mie interviste svolte in Germania ho parlato
ampiamente di questi temi direttamente con persone di 2° e 3° generazione. Ho
inoltre, come madre italiana di un bimbo cresciuto inizialmente bilingue,
DIFESO il mio/nostro sacrosanto diritto a crescere bilingui i nostri bambini.

4) Mio figlio è nato a Londra. I suoi genitori, cioè io ed il mio compagno,
erano conviventi ed io da 6 mesi non ero oltre la soglia di reddito per pagare
le tasse. Ha quindi acquisito la sola cittadinanza italiana. Io mi sono
attenuta alla legge e non la ho commentata.

Comprendo che gli extracomunitari hanno problemi diversi. Ma credo che il
discorso sia molto delicato e che affrontarlo in termini superficiali,
propagandistici e strumentalizzati sia assolutamente nocivo per tutti. Altri
Paesi hanno altre leggi Per le nostre, bisogna fare i conti con la
sostenibilità di certe posizioni, prima di aver paura di essere tacciati di
razzismo: che c’entra il razzismo?…


Cristina Rocchetto

(Vicepresidente e Responsabile sportello minori C.S.IN per il Friuli
Venezia Giulia)

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