A testa alta

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di Bianca Stancanelli

L’ AUTRICE è nata a Messina. Giornalista, ha esordito nel quotidiano LOra” di Palermo, occupandosi soprattutto di mafia e politica. Dal 1987 vive a Roma, dove è inviato speciale per il settimanale Panorama”. Ha pubblicato due volumi di racconti entrambi con leditore Marsilio: Cruderie (1996) e Morte di un servo (2000).

RIASSUNTO: Il libro parla della storia di Giuseppe Puglisi ( Don Pino Puglisi), tramite una raccolta di varie fonti. Vi sono infatti numerosi tratti in cui sono presenti interviste, confessioni di mafiosi ecc. Padre Pino Puglisi, era un prete che arrivato nel quartiere di brancaccio fece di tutto per sottrarre i bambini dalle strade, il che voleva dire sottrarli dal reclutamento della mafia. Per far ciò Pino Puglisi mise a posto il campo da calcio della parrocchia e cercò (riuscendoci ) di fondare un centro di accoglienza, il quale fungeva anche da scuola media per i ragazzini di Brancaccio, dato che nel quartiere non ne è presente nemmeno una. Puglisi però fu considerato dai boss di Cosa Nostra un fastidioso intralcio, proprio per il suo voler cambiare brancaccio, per evitare che i bambini entrino nel giro della mafia e per il suo non voler accettare le donazioni”. Nel 1993, precisamente nel giorno del suo compleanno fu assassinato di fronte alla sua casa, per mano di quattro persone. Ma la cosa che colpisce è il fatto che Puglisi era già stato minacciato e picchiato altre volte, oltre ad essere consapevole che quel giorno sarebbe stato ucciso, infatti in una conferenza disse a tutti che lui aspettava quegli uomini.
Confrontando il libro con il film, ho potuto notare moltissime analogie, infatti posso dire che il film cosa di solito molto insolita è stato molto fedele al libro e dunque ai vari avvenimenti accaduti. Anche sé come è solito il libro contiene molte più informazioni, infatti il libro a differenza del film non ha come soggetto solo Padre Puglisi ma addirittura Brancaccio, parla infatti dei suoi uomini di onore, dei ragazzini e delle povere famiglie di via Hazon.

PERSONAGGI:
Don Pino Puglisi: uomo nato a Brancaccio che ci torna come prete nella chiesa di San Gaetano. Personaggio principale del libro, il quale gli è stato dedicato, che fa il possibile dando anima e corpo per sconfiggere la mafia di Brancaccio.
I fratelli Graviano: si chiamano Filippo, Giuseppe e Benedetto sono i boss della mafia di Cosa Nostra a Brancaccio.
Suor Carolina e suor Alda: sono le suore venute in aiuto a Puglisi, la prima sarà quella più citata nel libro perché è quella che si occupa dei bambini, laltra invece si occuperà degli anziani.
Carmelo: detto Buttigghiuni per il suo aspetto fisico è il bambino più citato. La fine del libro parlerà di lui, il quale dopo aver compiuto diciotto anni è passato dal carcere minorile al carcere dellUcciardone. Questo perché accusato di aver spacciato droga.

SPAZIO: le vicende si svolgono quasi interamente a Brancaccio e maggiormente in spazi aperti, anche se a volte non fa proprio riferimento a dove sono i personaggi, ad esempio quando parla dei personaggi. Altre volte invece specifica proprio il luogo come lappartamento in via Hazon, in cui lo spazio viene descritto minuziosamente.

TEMPO: non ci sono frasi che ci fanno capire il tempo in cui si svolge la vicenda, lautore infatti si limita ad accennare le date più importanti, lunico dato certo che sappiamo è che padre Puglisi è stato a Brancaccio solo per tre anni prima di essere ucciso.

STILE: il linguaggio utilizzato dallautore e piuttosto semplice, vi sono però numerose parole, frasi e detti in dialetto palermitano, i quali sono resi comprensibili per la traduzione” riportata subito dopo.

TECNICHE e NARRATORE: in questo libro, prevale molto la narrazione, quindi il discorso indiretto, dato che lautore-narratore è esterno alla vicenda e per scrivere questo libro ha dovuto documentarsi da varie fonti, venendo a conoscenza delle caratteristiche idealistiche e fisiche dei personaggi. Vi sono poi alcune riflessioni, soprattutto nella parte finale del libro

TEMATICHE: questo libro ci fa riflettere sullamore che un uomo è disposto a dare alla comunità, fino al punto di condannarsi a morte” per essa. Inoltre possiamo vedere che anche uno solo uomo disarmato dalle armi ma armato di amore, speranza e fiducia possa indurre in un cambiamento ed è in grado di far tremare e preoccupare enti più potenti di lui, tanto da costringerli a farlo tacere per sempre.

COMMENTO: questo libro mi ha molto colpito, perché ha saputo attrarmi verso la sua lettura, lo ho trovato infatti molto interessante perché ti informa di una condizione di vita e sociale di un posto che non diresti nemmeno trovarsi in un paese evoluto come lItalia. Ti aiuta anche ad aprire gli occhi su un problema che è ormai una piaga del nostro paese.

ZANGARI DAVIDE 2^ F

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