A testa alta


Bianca Stancanelli

A TESTA ALTA

 

Autrice:  Bianca Stancanelli è giornalista e scrittrice, nata a Messina . Inviato speciale del settimanale Panorama, ha pubblicato con Marsilio due volumi di racconti (Cruderie nel 1996 e Morte di un servo nel 2000) e con Einaudi A testa alta (2003), storia del parroco siciliano Don Pino Puglisi ucciso dalla mafia, premiato con lAquila doro al Premio Estense 2003.

 

Trama: il libro parla di un prete Padre Pino Puglisi, nato il 15 settembre del 1937, che il 6 ottobre 1990 diventò parroco della chiesa di Brancaccio, un quartiere malfamato di Palermo. Nei primi tempi la chiesa era sempre vuota e nessuno si degnava di entrarci. Dopo qualche mese convinse dei ragazzi a giocare nel campo da calcio della chiesa e, anche se con molta fatica riuscì a convertire il loro animo al bene. Dopo circa un anno arrivarono in chiesa tre suor per aiutare il povero padre e successivamente si aggiunse anche un vecchio amico di Don Pino. Egli dopo qualche difficoltà riuscì a farsi strada fra la gente di Brancaccio, ma rimaneva sempre il più grande ostacolo: la mafia. Infatti la maggior parte dei ragazzi era figlio di un membro della mafia locale, ma Don Pino mostrava sicurezza anche se sapeva di rischiare la vita. Giorno dopo giorno egli riusciva a convincere sempre più persone ad andare a messa e decise di effettuare una messa esterna in modo da farsi sentire con degli altoparlanti in tutta Brancaccio. La mafia iniziava ad innervosirsi e teneva docchio Don Pino. Il giorno della festa di San Gaetano Padre Pino Puglisi propone una processione senza fuochi artificiali, musica e raccolta di fondi, ma la sua richiesta venne immediatamente rifiutata, così mentre i più ricchi festeggiavano lui, i ragazzi e tutte le povere persone di Brancaccio fecero una processione per le strade del quartiere cantando a squarcia gola. Il giorno del suo cinquantaseiesimo compleanno, il 15 settembre 1993, i ragazzi della comunità stavano preparando una sorpresa per il Padre. Don Pino mentre tornava in chiesa venne bloccato da tre macchine che lo accerchiarono. Egli non scappò, ma si fermò davanti a una di esse, dalla quale scesero dei ragazzi con una pistola silenziata. Padre Pino Puglisi li guardò e disse vi aspettavo”. Così morì il povero Padre, proprio come il giudice Falcone nel 1992.

 

Spazio: la vicenda si svolge a Brancaccio, un quartiere malfamato di Palermo. La maggior parte del racconto avviene nella chiesa del paese dove il protagonista Don Pino Pugliesi permette a chiunque di entrare a far parte della sua comunità.

 

Tempo: questo fatto è avvenuto tra l’8 ottobre 1990 ed il 15 settembre del 1993, giorno della morte di Don Pino. Il brano è privo di flash back, ellissi, ma è ricco di pause di riflessione durante le quali il Padre riflette su tutto ciò che sta accadendo in quel povero quartiere.

 

Stile: lo scrittore utilizza un linguaggio comprensibile e fluido, perché è tradotto nell’italiano parlato e non in quello siciliano, che avrebbe reso il libro poco comprensibile.

 

Tecniche: il libro è molto particolare, infatti è completamente privo di discorsi diretti. Invece esso è ricco di flussi di coscienza dove Padre Pino Puglisi riflette sulle azioni dei giovani di Brancaccio e sul motivo dell’esistenza della mafia.

 

Narratore: il narratore è esterno alla vicenda, ma racconta i fatti in base alle testimonianze avvenute negli anni successivi.

 

Conclusioni: penso fortemente che questo sia un bel libro, che fa emergere l’importanza di Padre Pino Puglisi, che riesce sempre ad uscire vincitore da qualsiasi conflitto. In classe abbiamo anche visto il film su questa storia vera e devo dire che ci sono state alcune frasi e azioni mi hanno in un certo senso stupito. Penso anche che sia un libro adatto solo alle persone più aperte perché è un libro che va capito profondamente.