La metamorfosi

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Franz Kafka

Relazione mensile del libro di Francesco Galli

Autore:

Franz Kafka, nacque il 3 luglio 1883 a Praga da Hermann e Julie Lowy in una casa ai margini del quartiere del ghetto, privo ormai della fervida vita religiosa di tradizione ebraica e ridotto a vicoli angusti e sporchi, a case buie con cortili sudici, a bettole e locande rumorose. Ebbe un’infanzia solitaria, difficili rapporti con la madre e le tre sorelle e soprattutto con il padre, presenza massiccia schiacciante, il cui carattere, estroverso e collerico, era in netto contrasto con quello del figlio (introverso e fragile). Il giovane frequentò il liceo ginnasio e nel 1901 si iscrisse alla facoltà di legge dell’università di Praga e dopo la laurea, conseguita nel 1906, si impiegò prima alle Assicurazioni Generali e poi come esperto legale. In questo lavoro, da cui si sentiva oppresso e che non amò mai, si impegnò con diligenza, talento e senso del dovere. Aveva già conosciuto nel 1902 Max Brod, che sarà il suo più caro e fedele amico; con lui compierà viaggi e frequenterà i migliori intellettuali di Praga, fra cui anche il giovane Einstein. Distribuendo il tempo della sua giornata con scrupolo quasi maniacale, riservò allo scrivere le ore della notte, tormentato da crisi di insonnia, da nevrastenia e dai primi sintomi della tubercolosi. Nel 1912 scrisse e pubblicò La Metamorfosi. La malattia però progredisce ed egli la sente come una liberazione dall’incubo del lavoro impiegatizio e una restituzione al suo lavoro autentico di scrittore. Morì il 3 giugno del 1924. Gran parte delle sue opere fu pubblicata postuma a cura dell’amico Max Brod.

Riassunto:

Una mattina, al suo risveglio, Gregor Samsa destandosi si trova trasformato in un insetto. Dopo aver osservato il suo nuovo e ripugnante corpo, egli si ricorda i suoi impegni di lavoro (è un commesso viaggiatore) e si accorge di essere in ritardo; non è ancora disceso dal letto che i genitori e la sorella Grete bussano alle porte delle stanze attigue alla sua per richiamarlo all’ordine. Le porte sono chiuse a chiave, nessuno può entrare; tuttavia Gregor, anche se malvolentieri, è costretto a scendere e aprire quando a chiamarlo è il procuratore della sua azienda, accorso per assicurarsi che il suo dipendente abbia una scusa sufficiente. Gregor ha ormai accettato la sua condizione e nella speranza che gli altri facciano la stessa cosa, spalanca faticosamente la porta, ma immediatamente tutti gli altri scappano alla sua vista; dopo lo sconcerto il padre impugna un bastone e con un fare minaccioso ricaccia lo scarafaggio gigante nella camera da letto; questo rimane incastrato tra gli stipiti della porta e riceve una violenta pedata che lo ferisce su un fianco, ma che lo conduce finalmente al sicuro. Destatosi, Gregor trova del latte in una ciotola: subito si getta su quel cibo prelibato, ma resta deluso di non riuscire a berlo, disgustato. Inizia così la lunga prigionia di Gregor, che chiuso in camera origlia i discorsi dei genitori ed ha solo il conforto di vedere la sorella Grete, l’unica a occuparsi di lui, portandogli del cibo e riordinando la sua stanza. Presto l’ intera famiglia deve trovare un lavoro per mantenersi, poiché è venuto meno l’ apporto economico di Gregor, che prima era fondamentale. La blatta si nasconde con un lenzuolo sotto il divano per non spaventare sua sorella ; questa ricambia la cortesia organizzando il trasloco dei mobili della camera, per permettere a Gregor di muoversi liberamente sui muri e sul soffitto. Gregor si oppone però allo spostamento di un quadro che ritrae al sua fidanzata, appiccicandocisi sopra. La madre lo scorge e sviene; sopraggiunge il padre e punisce il parassita scagliandogli addosso con brutale violenza alcune mele; una di esse si conficca nel dorso di Gregor, che ferito gravemente si rifugia stordito nella sua tana. La famiglia disgraziata conduce una vita sempre più faticosa e annoiante; ben presto la sorella perde la pazienza e nega le cure all’insetto, il quale da tempo non tocca più cibo. Entrano in scena nuovi personaggi: una vecchia donna per le pulizie, che deride bonariamente lo scarafaggio, e tre affittuari, che sono molto esigenti nei confronti degli incerti padroni di casa. Una sera essi cenano nel salotto attiguo alla camera di Gregor , che esce dalla porta e li spia incuriosito. Terminato il pasto, gli ospiti si fermano ad ascoltare Grete alle prese con il violino; lo scarafaggio è sempre più interessato alla musica e si espone, invece gli ospiti, che non gradiscono più lo spettacolo, restano solo per cortesia. All’improvviso notano la blatta che avanza: nello stupore generale, si rifugiano in camera e annunciano di disdire immediatamente il contratto affittuario. Gregor è immobile, paralizzato; sua sorella denuncia il suo comportamento deleterio per tutta la famiglia, accusandolo di essere la causa di tutti i guai. Il padre concorda e si avvicina cupo verso quello che non considera più suo figlio; questi, sempre più debole, a fatica ritorna in camera e decide di liberare i suoi da tante sofferenze, lasciandosi morire di inedia. Il mattino seguente la donna di servizio lo trova disteso inerte per terra , e dà l’annuncio della sua morte ai familiari; essi accorrono e considerano il fatto come una liberazione. I pensionanti vengono cacciati di casa, come pure la domestica; l’ intera famiglia si congeda dal lavoro, per ritrovare la serenità e la prosperità che il parassita Gregor aveva tolto. Riconquistata la pace, eliminato il problema , essi sono finalmente liberi.

Personaggi:

I personaggi del racconto sono pochi e costituiscono un unico nucleo familiare , ma i rapporti che li legano sono estremamente complessi da analizzare.
Gregor Samsa (la rappresentazione metaforica di Franz Kafka) è un commesso viaggiatore alle dipendenze di una ditta molto esigente. Il suo lavoro è stressante ed alienante, ma egli vi si dedica con tutto il fervore possibile, tanto che da ben cinque anni non prende un giorno di ferie. Gregor lavora per ripagare i debiti del padre e mantenere la sua famiglia; sulle sue spalle grava un fardello che è troppo pesante per una persona sola; Gregor però aumenta le sue privazioni e fatica il doppio pur di non desistere. Ed ecco che col passare del tempo, il lavoro inghiotte tutto il tempo di Gregor, il quale non ha più né svaghi né solidi rapporti umani; il giovane diviene schiavo dell’azienda e della famiglia, prigioniero della sua camera, e senza svaghi egli perde anche la facoltà della parola, A questo punto Gregor non è più un essere umano, bensì un rifiuto prodotto dalla società, una vittima incapace di reagire: svegliandosi un mattino, si ritrova scarafaggio,. Analizzando i comportamenti di Gregor e cercando di capire come un uomo possa diventare un insetto, si ottiene la chiave per comprendere la psiche dell’autore. In primo luogo, risulta evidente il difficile rapporto che lega padre e figlio: Samsa si sente parassita, ma i veri parassiti sono i familiari, e persecutore, invece è una vittima, totalmente dipendente dagli ordini paterni. Il legame che unisce Gregor alla famiglia è fortissimo, ma vissuto come una costante oppressione; il figlio è incapace di agire e di volere, perciò subisce la superiorità del padre che diventa una ossessione. Gregor è vittima della figura paterna, ma al contempo è anche colpevole, perché incapace di reagire scappando di casa; consapevole di questa colpevolezza, non esiterà a porvi rimedio con la morte volontaria, espiazione di tutti i mali della famiglia Samsa. Il padre esercita nei confronti del figlio una violenza non solo psicologica, ma anche fisica, che Kafka descrive in scene memorabili: “ Afferrò con la destra il bastone che il procuratore aveva lasciato su una seggiola insieme al cappello e al soprabito, agguantò con la sinistra un grosso giornale sulla tavola , pestando i piedi, si diede a ricacciare Gregor nella sua stanza brandendo bastone e giornale. Tutte le implorazioni di Gregor non valsero a nulla, e d’altronde esse non venivano comprese; per quanto umilmente egli volgesse il capo, suo padre pestava i piedi in maniera sempre più energica”. Kafka dunque visse il comportamento con il padre con un complesso di inferiorità che non riuscì mai ad eliminare. Ma il padre non è l’ unico ad opprimere la coscienza di Gregor:; in maniera più sottile Grete desidera possedere suo fratello. Per questo motivo si occupa di lui fin dal primo giorno, ma, si badi bene, pretende di essere l’unica a farlo; non riversa sul fratello vero e proprio amore, tant’è vero che non lo accetta mai nel suo corpo, cercando l’affermazione personale. La donna decide per lui, lavora per lui, si occupa di lui finché questi non è diventato un vero parassita, incapace di vivere senza il suo aiuto. Così tra lui e la sorella più grande, Ottla, era nato un rapporto ignobile, un amore incestuoso che li vedeva entrambi complici. Nel racconto il legame particolare tra i due è solamente accennato da alcune riflessioni che Gregor fa e dalle pedisseque cure che Grete apporta nei primi mesi all’insetto. Ma dopo che Gregor-Franz dimostra di voler abbandonare la famiglia per quella donna che va identificata con Felice Bauer, la sorella cambia totalmente atteggiamento nei suoi confronti. Grete trascura Gregor, è negligente e gli nega anche il cibo; per lei, l’insetto schifoso non ha più alcun senso. Al contrario, Gregor degenera arrivando a desiderare fisicamente la sorella, come traspare dal racconto stesso. Gregor, con questo episodio, è arrivato al termine della sua metamorfosi: non è più un essere umano, bensì un animale che va eliminato. Al culmine del rapporto incestuoso, durato anche troppo, Grete dà un taglio netto al passato e pone fine ad un’ ignobile situazione, denunciando agli occhi del severo padre il fratello parassita. Gregor è vissuto senza un vero amore, senza svaghi, senza libertà di parola, senza emozioni: che senso ha la sua vita? Egli è ormai un insetto da eliminare, e solo con la morte la sua esistenza ottiene un significato: l’ intera famiglia viene liberata da una grande sventura e può finalmente ritrovare la pace e la prosperità: sua sorella inoltre, giovane e bella, potrà sposarsi, libera dal legame che la legava e Gregor.

Tempo:

Il racconto è stato scritto tra il novembre ed il dicembre del 1912, e presumibilmente la storia è ambientata nello stesso anno, ma tra l’inverno e la primavera; tuttavia mancano riferimenti cronologici precisi.

Spazio:

La vicenda è ambientata interamente in casa Samsa, in particolar modo nella stanza di Gregor e nel salotto ad essa attiguo. Le descrizioni degli interni sono poche e brevi, per lasciare spazio al racconto e non distrarre il lettore, ma hanno la funzione di caratterizzare gli stati d’animo dei personaggi, in particolar modo quello di Gregor, che si riflette nella stanza col tempo sempre più buia e vuota. Lo scarafaggio vive prigioniero nella sua camera da letto, e cerca un contatto con il mondo esterno affacciandosi alla finestra e restando per ore ad osservare la strada: nei suoi pensieri si scatena allora l’ idea di evadere, ma ne è incapace perché troppo legato alla famiglia.

Stile:

Lo stile di Kafka è conciso ed essenziale per lasciare spazio di riflessione ed immaginazione al lettore; egli elimina la similitudine per raccontare la propria esperienza, adottando una metafora che colpisce il lettore. L’ autore non ricorre a particolari tecniche narrative, ma la sua abilità è evidente nell’inventare i personaggi (prendendo comunque spunto dalla realtà) e nel descrivere alcune scene memorabili, che sembrano prese dai più recenti film d’azione

Narratore:

Il narratore nel racconto “La metamorfosi” è esterno e onnisciente. Due sono i punti di vista all’interno della narrazione: quello della famiglia e quello di Gregor che vive la metamorfosi in prima persona. Quest’ultimo è privilegiato in quanto è presente in tutto il racconto e, in particolare, nella prima parte, in cui tutte le azioni appaiono filtrate dall’insetto. La tecnica narrativa prevalente è il discorso indiretto libero, con il quale vengono riportati i pensieri di Gregor.

Commento:

Il libro mi è piaciuto in quanto mostra come la società odierna possa deformare le persone, sino a ridurle in schiavitù. L’unico problema di questo libro è che concede spazi forse un po’ eccessivamente ampi per la riflessione. Ho cercato di impegnarmi nella lettura per cogliere meglio alcuni particolari che sfuggire e non permetterebbero di comprendere pienamente il significato del racconto; proverò a rileggerlo tra qualche anno, probabilmente riuscendo a comprendere meglio il significato del testo.

Francesco Galli

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