Albert Speer l’architetto del terzo reich

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La Divina Commedia, Inferno, Canto 34, vv. 1-69

E quindi uscimmo a riveder le stelle. Come termina l’ Inferno di Dante, XXXIV, 70-139

A.S. 2001-2002

TESINA PER L’ESAME DI STATO DI LAURA BOSONI

 

 

Albert Speer l’architetto del diavolo

Si tratta del “braccio destro” del Fuhrer,  l’architetto del Terzo Reich.

Essendo un uomo dall’ambizione sfrenata,  più volte aveva dichiarato:  “Per una grande opera venderei l’anima al Diavolo,  come il Faust”.

Goebbels,  Ministro sotto il Terzo Reich,  gli commissionò la ristrutturazione del palazzo neoclassico Leopold e da questo evento iniziò l’ascesa di Speer , sempre più in vista nell’ambiente nazista d’élite.

Nel 1933 Hitler  salì al potere;  il primo maggio di quell’anno fu proclamato festa nazionale,  in conseguenza del qual fatto fu necessario organizzare un grandioso raduno, per cui fu incaricato proprio Speer  di curarne la scenografia.

In quell’occasione,  così si espresse Speer :   “Era una distesa immensa. Al centro di questa distesa, nel punto più alto, ho collocato Hitler . Tutti dovevano vederlo, tutti dovevano sentirlo…la piazza è come una grande femmina e il Fuhrer il suo uomo”.

I presenti da qualsiasi punto potevano ammirarlo:  Hitler  li sovrastava tutti.  Proprio allora iniziò l’intesa perfetta tra i due.

Goebbels,  visto il successo del raduno,  nominò Speer  responsabile ufficiale dei raduni del Terzo ReicHitler

Il 15 giugno del 33 lo presentò direttamente a Hitler , che così si espresse, in un tono che mai avrebbe usato in futuro con nessun altro:   “E’ un’anima che mi è affine”.  E Speer  di lui:  “Tutto è cambiato.  La mia vita è costantemente in uno stato di tensione”.

Un coincidenza funesta è alla base dell’ascesa di Speer :  Trost,  architetto di fiducia di Hitler ,  poco dopo quell’incontro folgorante, morì in un banale incidente stradale. Il successore fu appunto Speer ,  giovane di soli ventotto anni. .

Nel 34 a Norimberga fu organizzano un altro grande raduno e Hitler  gli commissionò il lavoro con queste parole:  “Ora lei costruirà edifici quali non siamo abituati a vedere da 4000 anni. ”

Il risultato fu ancora una volta esaltante, tanto che HITLER gli riservò aggettivi iperbolici:   “E’ il migliore di tutti. ”

Ma una domanda a questo punto può nascere spontanea: perché in lui non è sorta l’invidia?

L’invidia che logorò HITLER  nella sua vita era più profonda rispetto a quella comune,  tanto da arrivare ad uno stadio patologico.

Hitler  era affetto,  secondo autorevoli studiosi del comportamento,  da divisione della personalità;  egli viveva solo una parte del suo Sé e tendeva a mettere il resto negli altri.

Il rapporto che si venne a creare con SPEER  fu particolarmente profondo,  in quanto quest’ultimo rappresentava la sua compensazione:  anche HITLER sentiva in sé un’anima artistica,  da giovane infatti dipingeva acquerelli,  ma le sue opere,  pur curate nei minimi dettagli e di tecnica ineccepibile,  mancavano di estro ed originalità. non avendo ottenuto successo in campo artistico da giovane,  proiettava in SPEER la mancata realizzazione dei suoi desideri,  il che provocava in lui ammirazione insieme ad invidia.

Nel 36,  in occasione dei Giochi Olimpici disputati in Germania,  HITLER fece costruire a Norimberga uno stadio che arrivasse a contenere 400 000 persone per la cerimonia di chiusura del Giochi.

L’area ricoperta era di 16 km quadrati,  per un totale di un volume edificato di 9 milioni di km cubici!

Lo stadio in questione doveva essere realizzato in stile neoclassico,  a ferro di cavallo,  ricoperto di granito rosso;  doveva superare di tre volte la Piramide di Cheope.  Il risultato fu proprio ciò che HITLER aveva in mente tanto da dire :  “SPEER sa entrare nella mia anima come nessuno”.

Il lavoro successivo fu la costruzione di un rifugio tra le montagne bavaresi per il Fuhrer, che fosse intimo ed accogliente,  “Come il nido dell’aquila”.

I collaboratori del FUHRER   insinuarono che SPEER avesse costruito quel rifugio anche per se stesso,  in quanto vi era ospite fisso.  Era l’unico a soggiornare negli appartamenti privati del FUHRER

A volte litigavano e SPEER arrivava ad alzare la voce prima di andarsene, ma il cameriere del FUHRER   arrivava da lui con un biglietto del padrone  in cui gli diceva di volergli bene.

In seguito a questa indiscrezione,  si è azzardata l’ipotesi di una relazione omosessuale tra i due.

L’8 maggio del 37,  FUHRER   lo incaricò di edificare fin dalle fondamenta la nuova Berlino,  destinata a divenire la capitale del nuovo mondo: ”Berlino sarà il santuario della nazione”.

Il termine fissato da FUHRER   era per il 1950 quando, secondo la sua stima, le guerre sarebbero terminate.

Secondo i progetti, da ogni punto di Berlino si sarebbe potuta ammirare la colossale cupola del padiglione, che ospitava 180 000 persone e che, in linea con le dichiarazioni di esaltazione tipiche della propaganda nazista, avrebbe potuto contenere tre Cupole di S. Pietro.

Nel 38 cominciarono i lavori e fu lo stesso FUHRER   a porre la prima pietra: ” Questa è la prima pietra per costruire la Casa del Commercio. Oggi decreto l’inizio dei lavori per erigere la grande Berlino”:

Per far questo, dovette requisire 100 000 appartamenti per poi ricostruirli e già in quest’occasione si manifestarono le tendenze razziste del FUHRER

60 000 appartamenti erano di proprietà di famiglie ariane,  le quali venero regolarmente risarcire economicamente,  con in aggiunta la possibilità di avere un’altra casa.

Le restanti 40 000 famiglie di origine ebraica furono sfrattate senza alcun indennizzo.

Nei suoi discorsi,  SPEER non faceva mai accenno agli Ebrei,  non perché li elogiasse,  ma perché voleva dimostrare indifferenza.

Durante il processo di Norimberga, in seguito alla disfatta tedesca,  SPEER disse di non sapere niente riguardo i campi di concentramento,  ma gli storici più screditati pensano il contrario.

Il 14 giugno del 40 Parigi fu conquistata dai Tedeschi e SPEER  era lì,  fianco a fianco con HITLER

E SPEER  disse riguardo a quel momento:  “Ho visto HITLER in uno stato di estasi, guardandolo mi sono commosso”.

Il 7 febbraio 1942, il Ministro degli Armamenti morì e questa seconda funerea coincidenza permise a SPEER  di prendere il suo posto.  Quindi a questo punto della sua carriera, si trovò ad incarnare le caratteristiche tipiche del Faust:  bellezza, fama, onori, gloria e potere.

Nell’autunno del 42,  la potenza del Reich arrivò al suo apice e “Il FUHRER  esige ogni sacrificio per costruire nuove armi.  E noi lo giuriamo:  aumenteremo oltre ogni misura la produzione bellica. ”

“SPEER ,  firmerò qualsiasi documento lei vorrà sottopormi”,  il che dimostrò la cieca fiducia del FUHRER  nei confronti di SPEER ,  il quale non deluse le sue aspettative.

La più grande fucina di armamenti mai prodotta prima d’allora fu realizzata in Germania: la produzione di aerei il un anno passo passò da 14 00 unità a 25 000; la produzione di sommergibili fu incrementata del 15% e le munizioni aumentarono del doppio.

In questo contesto in cui la guerra era il motore primo dell’economia del Paese, fu naturale per HITLER nominare SPEER  Ministro dell’Economia e della Produzione Bellica.

I nemici di SPEER  cominciarono a delinearsi: erano  gli altri dirigenti del Partito e se stesso, perché SPEER faceva sempre i conti con la realtà: credeva meno degli altri nella potenza maligna del Nazismo.

, per provare la sua fiducia, negli ultimi tempi si rivolgeva così spesso a lui:  “Lei concorda con me che vinceremo la guerra? ”, questo voleva essere un atto di fede incondizionata nelle future realizzazioni del disegno di HITLER

Ma SPEER , orgoglioso e schietto come sempre, così gli rispondeva: ”No, mio FUHRER  ,  non lo credo. ”.

Nonostante questo suo atteggiamento supponente, la stima di HITLER nei suoi confronti rimase sempre la stessa e SPEER  continuò a costruire”questa volta non per la gloria del Reich, ma per salvare quello che resta della Germania e del suo popolo. ”.

Con questa affermazione, cominciò la costruzione di una fabbrica di armi in una zona impervia della Westfalia,  in cui più di 20 00 uomini persero la vita nei stretti cunicoli sotterranei nei quali erano obbligati a lavorare in condizioni disumane.

Il 20 luglio del 44, un ordigno scoppiò vicino ad HITLER , che rimase illeso; questa  fu la tredicesima volta in cui HITLER riuscì a scampare ad un attentato e così commentava questo strano fatto “ è stata la Provvidenza”.

I promotori dell’attentato furono arrestati e condannati a morte e HITLER  trovò dei documenti nei quali erano segnati nomi illustri di personaggi coinvolti nell’accaduto, tra i quali era compreso SPEER , con una nota che diceva “ da convincere”.

Ancora una volta HITLER lo perdonò.

Siamo nel gennaio del 45: a Est l’Armata Rossa di Stalin era alle porte dell’Impero e ad Ovest vi erano le truppe alleate di Eisenhower.

Come nel “ Crepuscolo degli Dei”, HITLER  proclamò che “La Germania morrà piuttosto che arrendersi”.

Precedentemente in un convegno aveva affermato “Se il popolo tedesco dovesse uscire sconfitto, vorrebbe dire che è stato troppo debole e non è riuscito a superare le prove che la Storia gli ha imposto. Se è così, allora è un popolo che merita di morire. I nemici si impadroniranno solo di un cumulo di macerie. ”.

Fedele al suo credo, ogni edificio di valore storico venne distrutto e SPEER  era attonito di fronte a questo inaspettato ordine, ” HITLER  è diventato pazzo. ”Addirittura HITLER  si lasciò convincere da SPEER  ad annullare l’ordine di distruggere completamente l’apparato produttivo del Paese.

Il 12 aprile del 45, si assistette all’ultima grande rappresentazione organizzata da HITLER , per concludere in maniera solenne ed iperbolica la favola del ReicHitler Fu organizzato il concerto dal titolo “ Crepuscolo degli Dei “ di Wagner.

I giovani nazisti all’uscita del teatro distribuirono capsule di cianuro( in un delirio satanico che si potrà trovare anche molto più avanti in sette demoniache in ogni parte del mondo)per invogliare al suicidio di massa.

Il 15 aprile , l’Armata Rossa lanciò l’offensiva finale contro Berlino e HITLER fu imprigionato.

Cinque giorni dopo, SPEER decise di rivederlo per l’ultima volta e, in preda ad un delirio, rischiando la sua vita, requisì un piccolo aereo, volò sopra le macerie di Berlino, riuscendo a raggiungere il caro amico per l’estremo saluto.

gli si confessò ,  ma HITLER  aveva uno sguardo vitreo e sembrava non ascoltarlo; al termine del discorso, HITLER  aveva gli occhi velati di lacrime.
gli consegnò una foto con la dedica “ All’amico di sempre”.

Il 22 aprile alle 4 di mattina, HITLER  morì suicidandosi( a quanto pare) nel suo bunker.

Durante il processo di Norimberga, SPEER si dichiarò colpevole e fu condannato a vent’anni di reclusione.

Morì a Londra nell’81.

Di lui dissero” è stato solo l’architetto del Diavolo. Mentre per HITLER  rappresentò l’incarnazione del perfetto ariano, ossia, come dalle sue parole: ” Agile, slanciato e vivace come un levriero, coriaceo come il cuoio, duro come l’acciaio Krupp”.

Perché in HITLER  troviamo così tanta violenza? Come possiamo spiegare lo sterminio di interi gruppi etnici, ebrei in primis,  e di migliaia di handicappati?  Sconcertanti nella loro cruda evidenza sono molti aspetti che sembrano accomunare la personalità di HITLER  col Diavolo.

Consapevole di queste coincidenza, Pio XII tentò più volte di praticare esorcismi a distanza su HITLER ma invano, perché quest’ultimo non era disposto a collaborare.

“Qualunque cosa succederà, il mio cuore rimarrà di ghiaccio”. Questa affermazione di HITLER può essere avvicinata alle leggende medioevali che volevano che il fondo dell’Inferno fosse di ghiaccio, e il seme e il sesso del male fossero ricoperti allo stesso modo dal ghiaccio.

Il secondo punto di contatto è individuato dal fuoco, emblema del diavolo dell’inferno e rappresentato nelle vicende di HITLER  dall’incendio del Reichstag e del suo incendio del corpo.

Il terzo punto è il lupo: da giovane, usava farsi chiamare col soprannome di “ er wolf”, inoltre i suoi animali preferiti erano i lupi alsaziani, quand’era nervoso, recitava una filastrocca che s’intitolava “ Chi ha paura del lupo cattivo? ”; chiamava SPEER ” Il mio branco di lupi”.

Anche la sua condotta sessuale era perversa: incesto, abuso di minorenni, coprofilia, istigazione al suicidio sono fatti che si ritrovano nella sua esistenza.

Inoltre, i suoi stretti collaboratori erano caratterizzati da deformità fisiche, come il piede caprino, o abitudini illecite e immorali, come l’abuso di morfina, abitudine al sadismo ,  tendenze paranoiche e abuso di alcool cronico.

Winston Churchill, avvezzo a consultare veggenti, intuì che nelle strategie di HITLER  si celavano comportamenti occulti.

Rintracciò il più importante satanista del tempo, Kroegli, assiduo frequentatore di Stonehenge, il quale si intrufolò tra i collaboratori di HITLER , spiandone le mosse e riferendole poi a Churchill.

HITLER soffriva di allucinazioni e aveva un visitatore notturno dal quale era attratto ma anche atterrito.

Ekhart, grande maestro dell’occulto, fu il padre spirituale del FUHRER   e così si espresse nei suoi riguardi. ” Seguite HITLER , lui danzerà, ma sono stato io a scrivere la musica”…” Io ho influenzato la Storia più di qualunque altro tedesco”. . ” A HITLER  abbiamo dato i mezzi per comunicare con loro”  Loro chi? Demoni? Spiriti? 

  • torna all’indice della tesina Il diavolo di Laura Bosoni

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