ALBERTO CADIOLI – IL “ROMANZETTO” DI TRIESTE E UNA DONNA – saggio sul Canzoniere di Umberto Saba

IL “ROMANZETTO” DI TRIESTE E UNA DONNA

  • Analizza quegli elementi di “epicità” che lo stesso Saba in storia e in cronistoria del Canzoniere evidenzia
  • L’epicità viene fatta coincidere con la narratività

→ Saba stesso dice che “non solo canta dei sentimenti ma anche dipinge figure e racconta fatti

→ porta come esempio Preghiera per una fanciulla povera definita come “specie di novelletta”

→ raccogliere gli episodi di vita quotidiana e raccontarli in versi accompagnati dalla trascrizione dei sentimenti,

     in questa prospettiva il Canzoniere diventa, come dice Saba stesso, “la storia di una vita” → l’idea di

     “romanzo” è intrinseca alla trascrizione della “vita”

→ nella prima sezione di Coi miei occhidel 1912 “vita” ricorre già 18 volte

→ potremmo etichettarlo come romanzo psicologico

obiezione dello stesso Saba che si scaglia contro l’idea di un ‘romanzo in versi’: “se egli avesse pensato una

     cosa simile, sarebbe stato un cialtrone” perché “ogni vera poesia è sempre, alle origini, poesia d’occasione”

→ ma non c’è contraddizione tra valorizzazione dell’ispirazione e una poesia epica/narrativa → a differenza del

     “romanzo in versi” (la cui trama si fonda su un modello precostituito), attingendo alla realtà si costituisce

     naturalmente in senso narrativo → Saba infatti identifica il poeta con “un muratore che fa la sua casa”

     aggiungendo “pietra su pietra” fino ad avere in mano “il libro bell’e fatto”

  • Perché Saba ha un interesse spiccato per il racconto dei “fatti”, anche se non necessariamente dei “propri”?

→ perché ne constata l’esemplarità = possibilità di dar conto attraverso un fatto particolare dell’universale, della

     condizione dell’uomo in generale, antropologicamente considerato fuori dalla storia

  • Caratteristica fondante della narrativa di Saba: il racconto di una singola poesia è inscindibile dalla struttura che organizza l’intero macrotesto → soprattutto in Trieste e una donna: conserva un carattere romanzesco specifico, da cogliere nello svilupparsi e precisarsi dell’idea sabiana di poesia fino alla definitiva organizzazione
  • La narrazione non ha come criterio l’ordine cronologico della composizione

COI MIEI OCCHI [Firenze, 1912]

  • Sottotitolo: Coi miei occhi (il mio secondo libro di versi)
  • Dedica all’amico triestino Giorgio Fano
  • Volume di 84 pagine
  • Struttura:
    • Si apre con la poesia introduttiva Al Signore
    • Seguono due sezioni:
      1. Coi miei occhi (31 poesie)

Dopo la tristezza e All’anima mia: introdotte da due occhielli, quasi a sottolinearne un’autonomia

  1. Nuovi versi alla Lina (17 poesie)

  • Si conclude con la poesia di chiusura La solitudine, staccata dalla seconda sezione

→ occhiello autonomo per il titolo, poi ripetuto nella successiva pagina dispari insieme al testo

  • L’ordine di presentazione dei componimenti si ispira a un criterio tematico → lo vediamo con la collocazione delle poesie e la campionatura di alcune parole chiave (N.B: decontestualizzate)

MA (dice Claudio Milanini): “le liriche erano disposte in modo tale da mettere in primo piano il

     personaggio-poeta, proteso nella ricerca di un umanesimo fondato sulla natura” → l’io sempre in sottofondo

  • Suddivisione tematica di Coi miei occhi
    • Città di Trieste (poesie 1-8): frequenza sia del nome proprio di città (“Trieste” nell’intera sezione ricorre 6 volte, 5 nelle prime quattro poesie) sia del termine generico “città” (presente 11 volte, 9 delle quali nelle prime otto poesie) → valorizzazione della città natale come “personaggio” autonomo, qualcosa di diverso e di più importante si uno “sfondo”

→ qui la figura femminile non sembra ancora definita come personaggio dai tratti riconoscibili

  • Figure della vita quotidiana (poesie 9-19 + 23-24): figure indipendenti dal personaggio di Trieste e non sempre intrecciate alla figura della donna (solo in 2 poesie l’interlocutore è la donna, ancora senza nome e in corso di definizione, anche se già presenta il suo carattere forte) → il protagonista è l’io, che cattura con lo sguardo la realtà davanti a cui considera la propria condizione individuale e, a partire da questa, quella dell’uomo in generale

→ poesia Il fanciullo: attraverso gli occhi l’io che scrive fa propria la realtà; il suo sguardo “nuovo” sulle

     cose è stato letto come definizione che il poeta dà della sua arte

  • Tema del tempo (poesie 20-22): legato allo sguardo sulla vita e sulle sue figure, che diventa meditazione sulla propria esistenza
  • Tema della donna (poesia 25): il personaggio della donna entra a tutto tondo
  • Dopo la tristezza: poesia a sé, interrompe il tema della donna per una riflessione sulla “bruciante adesione del poeta alla propria esistenza” secondo il meccanismo dell'”intermittence du coeur”

→ accomunata per isolamento tipografico (occhiello + pag bianca + testo + pag bianca) con All’anima mia

  • Ripresa del tema della donna ma in chiave di crisi coniugale (poesie 27-30): introduzione della figura della donna identificata con il personaggio letterario e melodrammatico di Carmen
  • All’anima mia: poesia a sé

  • Nuovi versi alla Lina: da questa situazione nasce il canto d’amore, di conflitto, di speranza di questa sezione
    • 17 poesie con un unico nucleo tematico di fondo, esposto fin dalla prima, Una donna: “i giorni miei / son tristi: una donna ne fa strazio”

→ tensione unitaria nel dialogo col personaggio femminile, nel passaggio da “io” a “tu”

  • La donna assume un nome: Lina → personaggio reale e definito
  •  io poetico lacerato tra due sentimenti opposti: spontanea nostalgia e tenerezza VS consapevolezza di doverla odiare → fino a coltivare un inconscio desiderio dell’assassinio, come nella storia letteraria di Carmen, che però si trasforma da liberazione ad incubo → risoluzione finale
  • Pur nella loro autonomia di singoli componimenti, hanno una riconoscibile unitarietà nella ricorrenza degli eventi, dei personaggi, dei sentimentiepicizzazione delle strutture e della materia lirica

CANZONIERE [1919]

  • Modello del Canzoniere di Heine: idea di radunare in un unico libro ben strutturato sia la produzione giovanile sia le raccolte via via pubblicate
  • 186 titoli distribuiti in 6 sezioni che ricoprono tutti i 18 anni di produzione poetica scandendo la biografia dell’autore nei suoi vari periodi
    • Adolescenza
    • Pria giovinezza
    • Servizio militare
    • Il ritorno a Trieste
    • Il matrimonio e la famiglia
    • La riscoperta di Trieste e la crisi familiare
    • La crisi esistenziale e la consolazione del mondo esterno
    • I versi della guerra e le ultime poesie

si sta già manifestando quella tensione al libro come “romanzo della vita” che si chiarirà successivamente

→ sottopone a un disegno narrativo l’intera produzione poetica

  • Nuova struttura:
    • Un’unica macrosezione intitolata Coi miei occhi, Nuovi versi alla Lina (38 poesie)

→ essa è però suddivisa in tre sottosezioni

  1. Prime 32 poesie
  2. Nuovi versi alla Lina: Una donna → 15 poesie
  3. Ultimo gruppo di 5 poesie

  • Cambiamenti rispetto a Coi miei occhi  del 1912
    1. Viene eliminata la poesia introduttiva Al Signore
    2. Interventi sui testi di singole poesie → es: la lingua di Nuovi versi alla Lina viene corretta nella direzione di un maggiore realismo
    3. I componimenti che costituivano la seconda sezione vengono unificati in un’unica poesia sotto il titolo di nuovi versi alla Lina: Una donna → a ciascuno, senza più titolo, viene dato un numero romano

si è trasformata in un singolo racconto

  1. Con significativi spostamenti di posizione delle singole poesie l’ordine tematico viene frantumato

CANZONIERE [Trieste, 1921]

  • Cambiamenti rispetto al Canzoniere del 1919
    1. Presenza di una sezione specifica con un nuovo titolo: Trieste e una donna, 1910-1912

→ ripropone solo le 31 poesie di Coi miei occhi senza suddivisioni interne

  1. Percorso ben scandito cronologicamente: data le sezioni e i singoli componimenti in numeri romani, in una successione numerica continua, sottolineando la parte del tutto che le sezioni ora vogliono rappresentare
  2. Nuovi versi alla Lina perde l’aggiunta al titolo Una donna

  • La raccolta si apre con la poesia L’autunno → non assume il valore di “dedica” quanto di vero e proprio incipit della narrazione, offrendo tutti gli elementi che saranno poi sviluppati nel percorso della raccolta
    • Divisione in tre strofe: carattere dominante di Trieste e una donna → poche volte sono 6 strofe
      1. Prima strofa: introduce un “fatto”, una “situazione”
      2. Seconda strofa: descrive e sviluppa il fatto
      3. Terza strofa: conclude l’esposizione con un commento,, a volte fulmineo
    • Definisce subito la figura della donna: bella e pericolosa come Carmen, che porta un dolore segreto
    • Prospetta subito il tema della crisi coniugale
    • L’apertura del racconto si colloca in un orizzonte narrativo ricco di interrogativi
    • Delinea un aspetto formale diffusissimo: importanza del pronome e degli aggettivi personali di II persona e della loro contrapposizione con le forme di prima persona → caratterizzano subito il racconto in rapporto ai suoi personaggi: sarà pieno di conflitti come la loro relazione
    • Fin dalla prima poesia si manifestano i tratti del “personaggio da romanzo” o “da melodramma”

→ emerge la consistenza fisica e psicologica (realista) del personaggio di Lina fin da subito

  • Ridefinizione della struttura in senso più propriamente narrativo

→ la tensione narrativa assume in Trieste e una donna un carattere specifico, che ne permette una lettura

     autonoma → viene anche stampato e diffuso da solo

→ questo impone a Saba di modificare la collocazione di molti titoli → ne consegue la:

  • Diffusione dei temi e dei personaggi lungo tutto il libro in un continuo gioco intertestuale
    • Nuovi versi alla Lina: si colloca come poesia unica inserita senza soluzione di continuità tra le altre → diventa uno dei tasselli, e il più rilevante per estensione, del racconto di Trieste e una donna
    • La capra e Il maiale: estranee al racconto che veniva a svilupparsi, sono anticipate in Casa e campagna
    • A mia figlia, Il torrente, Il faro: seguono a L’autunno, contribuiscono a precisare il personaggio maschile
    • Il giovinetto: rompe la sequenza narrativa appena indicata inserendo un frammento di vita quotidiana non immediatamente riconducibile ai temi precedenti
    • Trieste: approfondisce e definisce il personaggio maschile, lo individua definitivamente come io narrante

→ introduce anche esplicitamente il tema della città, con un suo ruolo e una sua fisionomia

→ si notano in alcune correzioni al testo della poesia la progressiva delineazione del personaggio “io narrante”, una figura che cerca ai margini della città un cantuccio “a me fatto”, alla sua vita, che diventa nell’ultima edizione “pensosa e schiva” dalla precedente “contemplativa”

Storia editoriale delle pubblicazioni di Saba per casa editrice:

→ rilevante per individuare le pluridimensioni che la poesia sabiana può offrire alla lettura se si considerano i singoli componimenti nella loro autonomia individuale o come parte integrante del Canzoniere o ancora come elementi costitutivi di libri autonomi

Einaudi

  • Prima edizione, 1945: Il Canzoniere (1900-1945) nella collana “I poeti”
  • Seconda edizione, 1948: Il Canzoniere (1900-1947) nella collana “I Millenni”

→ sottotitolo: Seconda edizione aumentata, riveduta e corretta

  • Terza edizione, 1957: Il Canzoniere (1900-1947)

→ rivista dall’autore, senza più sottotitolo

  • Quarta edizione, 1958: pubblicata dopo la morte di Saba, praticamente identica alla terza
  • Quinta edizione, 1961: Il Canzoniere (1900-1954) → aggiunge gli ultimi libri usciti in quest’ordine:
    • Epigrafe (1947-1948)
    • Uccelli (1948)
    • Quasi un racconto (1951)
    • Sei poesie della vecchiaia (1953-1954)
  • Sesta edizione, 1963: ripropone un altro ordine delle ultime poesie secondo la volontà dello scrittore:
    • Uccelli
    • Quasi un racconto
    • Sei poesie della vecchiaia
    • Epigrafe

Mondadori

  • Fin dagli anni Quaranta era stato editore dei singoli volumi, accolti dalla collana “Lo Specchio”
  • 1949: più specifica collezione “Tutte le opere di Umberto Saba” accoglie le sue opere

Garzanti

  • 1951: “Prima edizione di lusso” del Canzoniere (1900-1947) → è l’ultima edizione seguita personalmente da Saba

Nella storia editoriale emerge l’importanza di Trieste e una donna → la sua costituzione si precisa progressivamente fino a delinearsi come romanzo d’amore tormentato, con una storia che poteva essere isolata dal “romanzo della vita”

CANZONIERE [1945]

  • Cambiamenti rispetto a quello del 1921

→ Giordano Castellani dice che sono “due opere diverse, non riconducibili l’una all’altra”

  • Dall’indice di Trieste e una donna vengono tolte: A mia figlia, Il faro, Nello studio d’uno scultore fiorentino, Il fanciullo e il bersagliere
  • I due personaggi della città e della donna si intrecciano, non costituiscono blocchi separati
  • La figura dell’io narrante è sempre presente, ma diventa protagonista in una serie di poesie centrali: Intorno a una casa in costruzione (14), L’ora nostra (15), Il giovanetto (16), Il poeta (17), Il fanciullo  (18), Il pomeriggio (19), Il bel pensiero (20)
  • Tra Più soli  e Nuovi versi alla Lina c’è una pagina bianca

Parentesi sulla scelta nelle diverse edizioni:

→ nella seconda edizione accresciuta del ’48: tra Più soli (p. 129) e Nuovi versi alla Lina (p. 131)

→ nell’edizione singola di Trieste e una donna (1910-1912) del 1950: sembra riproporsi la divisione di Coi

    miei occhi Nuovi versi alla Lina è preceduto da occhiello e da pagina bianca: collocazione fortemente

    isolata nella direzione di una piena autonomia

→ conclusione: la confusione delle edizioni rivela scarsa consapevolezza redazionale, ma anche una

     difficoltà del poeta, un’incertezza a distinguere o meno dalle altre poesie i Nuovi versi alla Lina

  • All’anima mia pur terminando l’ultima dei Nuovi versi alla Lina, segue senza interruzioni
  • Anticipazione al terzo posto di Trieste

  • Delineiamo il percorso che Saba costruisce nel canzoniere
    • Nelle prime poesie (1-9) direttamente rivolte alla donna è introdotta una lunga serie di interrogazioni
    • Trieste: precisa il carattere del personaggio “io narrante” e il secondo personaggio (Trieste) → i personaggi “Trieste” e “Carmen/Lina” si fronteggiano in una stessa poesia con l’io-narrante, ma non sono mai presenti contemporaneamente
    • A partire da Carmen (10) le interrogazioni si interrompono → c’è solo il lamento di fronte alla crisi dell’interruzione del rapporto e si affaccia il desiderio dell’omicidio, che poi si sostituisce con il “conforto”
    • La tensione della crisi coniugale e la desolazione del poeta si ripropongono nelle poesie successive fino all’ “esplosione” di Nuovi versi alla Lina, una raccolta di 15 componimenti numerati con numeri arabi
    • Il nome “Lina”, mai comparso nelle 27 poesie precedenti irrompe nel titolo Nuovi versi alla Lina e ritorna più volte → non può più portare la maschera di Carmen, si erge come protagonista con spessore corporale evidente; è un personaggio drammatico che non si lascia ridurre ad un’immagine letteraria data dal narratore, è un’antagonista dotata di propria voce, anche indipendente
  • Nuova struttura che evidenzia l’idea di una tensione narrativa con l’accento sui tre personaggi e la loro storia

→ a fianco ci sono motivi collaterali ma non di sfondo: le poesie sugli animali e sui fanciulli  (Il giovinetto, Il

     fanciullo, Il fanciullo appassionato) portano nella vicenda dell’io narrante (che in essi si riconosce)

     l’ammirazione per una maschia fierezza mai posseduta oppure ormai perduta

→ i personaggi secondari hanno realtà tangibile, ma non c’è traccia di stampo documentario

  • La propensione per la rappresentazione realistica può leggersi in rapporto alla costruzione del “romanzetto”

INTERPRETAZIONI

  • Lavagetto:

È la storia di un lento, inesorabile esproprio e dei tentativi che Saba – il personaggio Saba- compie per difendere il proprio dominio

Nei Nuovi versi alla Lina racconta la storia di un adulterio, dove l’adultera è sua moglie; lui è l’omo abbandonato

  • Luperini:

I tre personaggi hanno le stesse caratteristiche, e irresistibilmente tendono a unificarsi in un solo personaggio agitato dall’eros → l’impulso sessuale è ripetutamente definita pura e innocente ma una minaccia grava fin dall’inizio; infatti questa innocenza alla fine non regge e si manifesta nella rottura del rapporto

Per questo l’ultimo componimento di Trieste e una donna si intitola Solitudine

Il “cuore” non basta, occorrono anche gli “occhi” = l’analisi, la visione

  • Conclusione di Cadioli:

La solitudine trova la sa più sicura collocazione nell’edizione definitiva, come ultimo componimento di Trieste e una donna: la narrazione è conclusa, la solitudine è il punto di arrivo anche se si proietta nel futuro