Alcuni giudizi critici su Giovanna Mulas

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“Non a caso, e finalmente, candidata italiana al Nobel per la letteratura. ‘Lughe De Chelu (e Jenna de bentu)’ è il libro della maturità stilistica raggiunta, della luce personale scoperta, o forse solo ritrovata nella Sardegna Madre.”

(H. Maensfield)

 

“Fascino un pò gotico, effetti di suspense e sorpresa ben studiati. Piacere della lettura garantito. E forse anche qualcosa di più.”

(L. Dobrilovic)

 

“E’ l’architettura narrativa il pregio più evidente  del romanzo di Giovanna Mulas (Lughe De Chelu e jenna de bentu, n.d.r.). Il tempo che vi scorre, annodando la vita di tanti personaggi, è un fiume nelle cui acque passato presente e futuro si confondono, secondo la già collaudata teoria del flusso di coscienza bergsoniana. (…) Il dialetto come radice, integrità dell’io, affetto fondante. La sua cantilena  è il ritmo della primordialità, visto che canta sulla bocca di streghe, così solidamente rievocate, che afferrano i segni del destino e li addomesticano dentro il sopore della formula e del rito oralmente tramandato.”

(F. Alaimo)

 

 

“(…) La qualità di scrittura della Mulas: moderna, disinibita, ricca d’invenzioni verbali, con pagine descrittive splendide. Rivive il fascino della Sardegna, natura e umanità, anche attraverso la parlata del luogo (Lughe De chelu, n.d.r.), e insieme lo scavo psicologico; in tal modo lo stile plasma la materia linguistica con nuove soluzioni in un lessico oltremodo personale.”

(L. Nanni)

 

“(…)E ora un’intuizione, non un’interpretazione: con questo libro (‘Lughe de Chelu e jenna de Bentu’ n.d.r.) la Mulas tocca vette alte, coraggiose. Affronta un rischio; quello di svelare interamente il sé.

Ma che altro è, la letteratura, se non affrontare i rischi della propria storia, della propria terra, del proprio linguaggio?”

(M. Ramirez)

  

“E’ talento. Talento allo stato puro.”.

(U. Laversa – S. Wood)

  

“(…) S’impone fin dalle prime pagine con un testo dai forti contenuti emotivi, in cui viene privilegiato il lavoro di scavo e di analisi della personalità, sia pure mediato e reso narrativamente efficace da una costruzione romanzesca di grande effetto abilmente sorretta da dialoghi di notevole intensità”

(M. Attento)

 

“Se scrivere è regalare emozione Giovanna Mulas, con la potenza di scrittura che le è propria, ha vinto. C’inchiniamo davanti a lei, maestra di sensi.”.

(A.   Aletti)

  

“(…)Uno stile secco, nervoso, a tratti scarno scandisce la distanza tra finzione e realtà, talvolta sovrapponendosi a sensazioni vaghe altre volte, le più riuscite, creando un’intercapedine ideale per meglio avvolgersi e lasciarsi cullare da una sottile, palpabile malinconia… .”

(V. Crociani Pedrino)

  

“(…) Ma chi è, in realtà, questa Giona Demura (‘Lughe de Chelu’, n.d.r.); coraggiosa, vera, maledetta madre e femmina sarda, se non l’essenza e la fisicità dell’autrice stessa?”

(G. Highland)

 

“(…)Lontana dagli eccessi della narrativa italiana più giovane, conoscitrice di stili nordici e occidentali resi con personale grazia e autonomia;(…) apre uno spaccato avvincente di vita e contemporaneità.”

(G. Luongo Bartolini)

 

“(…)il nostro mondo iperconsumistico scoraggia la fantasia. Ma ancora, e per fortuna, esistono donne capaci non solo di leggere fiabe, ma anche d’inventarle.”.

(M.R. Cutrufelli).

  

“(…) La Mulas, lo si capisce in fretta, non è alle prime armi. Ha un vero talento per l’invenzione narrativa, ama farsi prendere al laccio dai personaggi, adora creare dialoghi (punti di forza dei suoi libri) reali, diretti, in cui si sentono vibrare gli accenti di vere emozioni”

(B. Cerulli)

 

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