Analisi del periodo

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di Alissa Peron

Analizzare un periodo significa distinguere le proposizioni che lo compongono e dire di ognuna la specie e le caratteristiche. Se il periodo ha costruzione inversa, l’analisi si effettua dopo aver disposto le proposizioni in costruzione diretta, oppure anche lasciandole nell’ordine che presentano.

 

Cicerone denunciò e fece condannare Catilina per difendere la libertà e per salvare la repubblica che gli antenati avevano costruito. Costruzione diretta)

Cicerone denunciò : proposizione principale

e fece condannare Catilina: proposizione coordinata alla principale

per difendere la libertà : proposizione subordinata di primo grado implicita (finale)

e per salvare la repubblica : proposizione implicita coordinata (finale) alla subordinata di primo grado

che gli antenati avevano costruito: proposizione subordinata di secondo grado esplicita (relativa)

 

Poiché Catilina congiurava per abbattere la repubblica che gli antenati avevano costruito, cicerone lo denunciò e lo fece condannare. ( Costruzione inversa)

 

1.       ponendo in costruzione diretta.

Cicerone lo ( = Catilina) denunciò : proposizione principale

e lo ( = Catilina) fece condannare : proposizione coordinata alla principale

poiché Catilina (= egli) congiurava : proposizione subordinata implicita di primo grado (causale)

per abbattere la repubblica : proposizione subordinata implicita di secondo grado (finale)

che gli antenati avevano costruito : proposizione subordinata esplicita di terzo grado (relativa)

 

2.       Lasciando la costruzione inversa:

Poiché Catilina congiurava : proposizione subordinata esplicita di primo grado (causale)

per abbattere la repubblica: proposizione subordinata implicita di secondo grado (finale)

che gli antenati avevano costruito: proposizione subordinata esplicita di terzo grado (relativa)

Cicerone lo denunciò: proposizione principale

E lo fece condannare: proposizione coordinata alla principale

 

Proposizioni oggettive

Sono proposizioni che fungono da complemento oggetto del verbo della reggente. Sono rette da: verbi come dire, dichiarare, narrae, ecc. Esplicite: introdotte dalla congiunzione “che”; implicite: usano l’infinito preceduto dalla preposizione “di”.

Esempi:

Dico che l’Iliade è un grande poema.

Achille pensava erroneamente di essere invulnerabile.

 

Proposizioni soggettive

Sono proposizioni che fungono da soggetto al verbo della reggente. Sono rette da: verbi come dire, pensare, credere, sapere, stimare usati impersonalmente al passivo (si dice, si narra, si pensa, si crede ecc.) ed ancora verbi impersonali come sembra, conviene, bisogna, piace, accade, avviene ed ancora espressioni impersonali del tipo è necessario, è giusto, è noto, è opinione ecc. Esplicite: introdotte dalla congiunzione “che”; implicite: usano l’infinito preceduto dalla preposizione “di”.

Esempi:

Si ritiene che l’Iliade sia stata scritta da Omero.

 È noto che Achille è il protagonista dell’Iliade.

Con l’Iliade pare di essere trasportati in un mondo leggendario.

 

Proposizioni concessive

Sono proposizioni che indicano una circostanza nonostante la quale si verifica l’azione espressa dal verbo della reggente.

Esplicite: introdotte dalle congiunzioni benché, sebbene, quantunque, anche se.

Implicite: usano il gerundio preceduto da pure o ancora il participio passato e qualche volta l’infinito.

Esempi:

Ulisse,   benché fosse doloroso per lui,   fece ai Feaci il racconto delle sue sventure.

Pur essendo prigioniero di Poliremo, Ulisse non disperò.

 

Proposizioni condizionali e periodo ipotetico

Indicano la condizione o ipotesi dalla quale dipende l’avverarsi di quanto si afferma nella reggente. Una proposizione condizionale assieme alla sua reggente forma un periodo ipotetico: la proposizione condizionale si dice protasi , la reggente si dice apodosi. L’ordine delle due proposizioni non è fisso: può precedere sia la protasi sia l’apodosi.

Esempio:

Se studierai sarai promosso.

Nel periodo ipotetico esiste sia la forma esplicita sia quella implicita.

Esempio:

Soccorrendo Ulisse, Nausicaa farà cosa gradita a Giove.

 

Proposizioni interrogative indirette.

Sono proposizioni che contengono una interrogazione o domanda posta dalla reggente.

Sono rette da verbi di domanda (chiedere, domandare, interrogare), oppure verbi di dubbio (sapere, dubitare, essere incerto). Le esplicite sono introdotte da pronomi o avverbi interrogativi (che cosa, perché, quando, dove) oppure dalla congiunzione “se”. Le implicite usano l’infinito.

Esempi:

Mi chiedo se studi.

Allora si capì quanto grande fosse l’amore di Achille per Patroclo.

Ettore era incerto se affrontare Achille o fuggire.

 

Proposizioni eccettuative

Sono proposizioni che indicano una circostanza tolta la quale avviene o avverrà quanto è espresso dal verbo della reggente.

Le esplicite sono introdotte dalle congiunzioni e locuzioni congiuntive: fourchè, tranne che, eccetto che, salvo che seguite dall’indicativo e dal congiuntivo.

Le implicite sono introdotte dalle stesse congiunzioni, seguite però dall’infinito.

Esempi:

Ulisse si salvò, senonchè rimase senza nave.

Ulisse non potè fare nulla salvo che abbandonarsi ai venti su un rottame della nave.

 

Proposizioni comparative

Sono proposizioni che contengono un confronto con la reggente rispetto alla quale rappresentano come un secondo termine di paragone. Maggioranza e minoranza introdotte dalle congiunzioni che, che non, di quanto ecc. Uguaglianza introdotte da come, quanto, di quanto, in correlazione con così, così tanto ecc.

Esempi:

Ulisse ingannò Poliremo più di quanto si potesse credere.

Ulisse fu tanto astuto quanto Poliremo era crudele.

Tu studi meno di quanto dovresti.

 

Proposizione subordinata avversativa

Sono proposizioni che indicano un fatto o esprimono un concetto che si contrappone a quanto si afferma nella reggente. Esplicite introdotte da mentre, mentre invece. Implicite usano l’infinito introdotto da invece di, in luogo di, anziché.

Esempi:

Tu chiacchieri mentre (invece) dovresti stare attenta.

Ulisse, anziché partire subito, accettò l’ospitalità di Circe.

 

Proposizioni modali

Sono proposizioni che indicano il modo in cui avviene quanto si dice nella reggente. Esplicite: introdotte da come, secondo che, secondo quanto. Implicite usano il gerundio.

Esempio:

Ulisse chiuse le orecchie dei compagni con la cera come gli aveva consigliato la maga Circe.

Le sirene sedevano sugli scogli cantando dolcemente.

 

Proposizioni consecutive

Sono proposizioni che indicano la conseguenza di quanto si afferma nella reggente. Nella reggente si trovano per lo più avverbi (così, tanto, talmente), aggettivi (tale, siffatto) e locuzioni (a tal punto, in modo tale ecc.) che anticipano la proposizione consecutiva. Esplicite: introdotte dalla congiunzione che, usano l’indicativo. Le implicite usano l’infinito introdotto dalla preposizione da.

Esempi:

L’Odissea è tanto avvincente che piace più dell’Iliade.

Ulisse è eroe tale da superare tutte le difficoltà.

 

Proposizioni limitative

Sono proposizioni che limitano o circoscrivono il senso di quanto si afferma nella reggente. Esplicite introdotte dalle espressioni per quello che, per quanto in quanto a e usano l’indicativo e il congiuntivo. Implicite usano l’infinito introdotto da in quanto a.

Esempi:

Per quanto riguarda Ulisse, egli si fece riconoscere dal figlio Telemaco.

A quanto si legge nell’Odissea, Ulisse tornò a casa dieci anni dopo la fine della guerra.

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