Analisi della poesia

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Non recidere, forbice

di Eugenio Montale

Testo della poesia:

Non recidere, forbice, quel volto
solo nella memoria che si sfolla,
non far del grande suo viso in ascolto
la mia nebbia di sempre.
Un freddo cala … Duro il colpo svetta.
E l’acacia ferita da sé scrolla
il guscio di cicala
nella prima belletta di Novembre.

(Eugenio Montale, Le Occasioni; Mottetti)

Analisi:

Per comprendere questa poesia occorre innanzitutto capire il motivo preponderante dal quale il poeta ha creato questi versi : il dramma interiore.
La consapevolezza sempre più viva dello scorrere del tempo e quindi anche dello sfaldarsi dei ricordi, porta Montale ad una dolorosa supplica rivolta proprio a quella forbice, che viene per metonimia associata al tempo. Tutto ciò in relazione alla memoria, tema fondamentale del componimento, che può salvare od oscurare l’insieme dei nostri affetti più cari.
Il fatto di avere “aperto” con un imperativo negativo, usato anche nel terzo verso, racchiude un significato simbolico: più lontani sono i ricordi, maggiore è la vicinanza sottintesa della morte.
La supplica che Montale rivolge ad un tempo alieno dai sentimenti umani, è quella di risparmiare almeno il ricordo del volto della donna amata, volto che, a mio parere, ci viene presentato come una unica figura nitida nel bel mezzo di una nebbia grigiastra e folta.
Ed è proprio grazie all’uso di un crudo realismo che il poeta riesce ad esprimere le proprie angosce relative al “problema” del tempo.
Questo problema viene descritto in due momenti collegati fra loro grazie al parallelismo; prima viene spiegato dal punto di vista più sentimentale legato alla lontananza della donna amata, poi, invece, viene descritto proprio secondo la dura realtà: il tempo trascorre inesorabile.
A subire l’offesa di questo “trascorrere inesorabile” sono l’albero di acacia ed il guscio di cicala, che diventano gli emblemi della memoria che si scrolla di dosso il volto tanto amato.
Secondo me Montale, utilizzando tecniche come il parallelismo e la metonimia, ed esprimendo i propri sentimenti chiaramente e con un registro a mio parere medio, è stato capace di condensare al meglio l’unico vero problema che accomuna tutti gli esseri umani : il trascorrere del tempo.

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