Andrea Mantegna

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di Laura Alberico

Capace di realizzare la forma ideale attraverso lo studio dell’antico e di renderla viva mediante lo studio della natura”  – Goethe

Andrea Mantegna, pittore del periodo rinascimentale ha coniugato la tecnica dell’incisione a quella del dipinto per rendere, come afferma Vasari, la sua arte una scultura più che una pittura, simile più alla pietra che alla carne viva”. Mantegna iniziò a lavorare da giovane presso la bottega di Francesco Squarcione dove studiò i modelli dell’arte classica e i calchi in gesso che il maestro conservava nello studio. Alla corte dei Gonzaga l’artista realizza un’opera monumentale durata nove anni La camera degli sposi” che rappresenta una luminosa scenografia di vita contemporanea. Negli affreschi l’arte della prospettiva si coniuga mirabilmente agli effetti ottici che confluiscono nell’oculo centrale della volta. In esso il cielo rappresenta forse il primo prototipo di trompe doeil”. In questa opera è possibile vedere pienamente realizzato l’uso delle conoscenze matematico-geometriche in materia di prospettiva che consente di espandere lo spazio reale.  Proust ricorda con queste parole il dipinto di S. Sebastiano :un glorioso mattino il sole trafiggeva S.  .Sebastiano con le sue frecce”. Da queste parole possiamo percepire il vero significato dell’opera di Mantegna che esprime un intenso spirito drammatico ed eroico. Il realismo espressivo del santo sembra stagliarsi, quasi a contrasto, con lo sfondo di statica connotazione classica. Un’impronta più marcata della rappresentazione del dolore è palesemente raffigurata nel dipinto del Cristo morto” in cui i visi sembrano immortalati da una maschera di tragica e intensa accettazione e rassegnazione. L’opera di Mantegna rappresenta un legame tra la vena artistica classica e il realismo pittorico che affonda nella natura la sua incisiva espressività. Infatti Vasari così definisce l’opera di Mantegna : vitale, realistica, naturale”. E ricordando che l’artista fu anche incisore possiamo comprendere il senso delle parole di Cartier Bresson : l’artista incisore mette sulla stessa linea l’acido, il cuore, il torchio”.

Laura Alberico

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