Attaccamento, separazione e perdita

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“dalla nascita ……… alla morte”

Tesina multidisciplinare – Corso Dirigenti di Comunità – Anno 2005/2006 di Nicola Schiavone

Presentazione

Sempre più numerose e violente vicende di cronaca nera in questi ultimi anni, spesso motivate da disagio psichico e rapporti difficili all’interno della famiglia, mi hanno spinto a riflettere sul rapporto che si stabilisce tra i componenti del nucleo familiare, principalmente quello tra genitore e figlio, e quello derivante con la società.
Molti, troppi fatti di sangue, soprattutto all’interno dell’ambito familiare, sono imputabili al cattivo comportamento che i genitori hanno intrattenuto con i propri figli nei primi mesi di vita degli stessi. Tale comportamento spesso produce nel futuro adulto un disagio psichico che è dato dall’incapacità di affrontare efficacemente i conflitti.
Da questo punto di vista sono rimasto positivamente colpito, durante gli studi, da quella “teoria dell’attaccamento”, studiata, elaborata e portata all’attuale applicazione da John Bowlby, uno dei più grandi psicanalisti del ventesimo secolo; tale teoria mi è parsa una solida base da cui partire per cercare le ragioni di tali “anormali” comportamenti.
Una vecchiaia felice dipende in gran parte dalle tappe più o meno positive vissute dall’individuo lungo l’intero arco vitale dettate da un’infanzia positiva e con una “base sicura”.
Come diceva lo stesso Bowlby, a tal punto ispirato dalla teoria dell’evoluzione di Darwin, occorre “chiudere la catena positiva e rompere quella negativa”.
L’idea fondamentale di John Bowlby è quella dei cicli di deprivazione: il bambino emotivamente deprivato di oggi diventerà il genitore trascurante di domani.
Bowlby sostiene che con una concentrazione di sforzi sociali, economici e psicologici, la società potrebbe invertire questi circoli negativi così che si possa, in due o tre generazioni, rendere possibile a tutti i ragazzi ed a tutte le ragazze crescere e diventare uomini e donne che, garantiti nella salute e nella sicurezza, siano capaci di fornire ai loro figli una vita stabile e felice.
In questo elaborato ho cercato di esporre come l’enorme ricerca e gli studi operati da John Bowlby hanno rilevato alcuni elementi relazionali che forniscono le fondamenta della salute psicologica: un senso di sicurezza, di efficienza, di essere amati e di avere la capacità di amare, di essere una persona nel mondo, proprio come gli altri e, tuttavia, con una storia biografica, di affrontare e resistere ai fallimenti, alle perdite e alle delusioni, che sono la conseguenza inevitabile della nostra esistenza.

Un proverbio buddista recita così:

“Semina un pensiero e potrai raccogliere un’azione; semina un’azione e potrai raccogliere un’abitudine; semina un’abitudine e potrai raccogliere una personalità; semina una personalità e potrai raccogliere un destino.”

Quel destino che ogni essere umano ha il diritto di plasmare positivamente, con l’aiuto e l’amore dei propri cari.

Nicola Schiavone

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