Attesa

Saggio breve o articolo di giornale

Ambito artistico-letterario

Traccia della prof.ssa Cristina Alunni

CONSEGNE

Sviluppa l’argomento scelto o in forma di saggio breve” o di articolo di giornale”, utilizzando i documenti e i dati che lo corredano e facendo riferimento alle tue conoscenze ed esperienze di studio.
Da’ un titolo alla tua trattazione.
Non superare le quattro o cinque colonne di metà di foglio protocollo.

Ambito artistico-letterario

ARGOMENTO:

Il concetto di attesa nella poesia dell’ottocento e del novecento

DOCUMENTI

1. Giacomo Leopardi Il sabato del villaggio

In questa poesia si attutisce il pessimismo leopardiano, nella descrizione dell’attesa del giorno di festa da parte dei personaggi di un villaggio.

Il sabato del villaggio

La donzelletta vien dalla campagna,
In sul calar del sole,
Col suo fascio dell’erba; e reca in mano
Un mazzolin di rose e di viole,
Onde, siccome suole,
Ornare ella si appresta
Dimani, al dì di festa, il petto e il crine.
Siede con le vicine
Su la scala a filar la vecchierella,
Incontro là dove si perde il giorno;
E novellando vien del suo buon tempo,
Quando ai dì della festa ella si ornava,
Ed ancor sana e snella
Solea danzar la sera intra di quei
Ch’ebbe compagni dell’età più bella.
Già tutta l’aria imbruna,
Torna azzurro il sereno, e tornan l’ombre
Giù da’ colli e da’ tetti,
Al biancheggiar della recente l’una.
Or la squilla dà segno
Della festa che viene;
Ed a quel suon diresti
Che il cor si riconforta.
I fanciulli gridando
Su la piazzuola in frotta,
E qua e là saltando,
Fanno un lieto romore:
E intanto riede alla sua parca mensa,
Fischiando, il zappatore,
E seco pensa al dì del suo riposo.
Poi quando intorno è spenta ogni altra face,
E tutto l’altro tace,
Odi il martel picchiare, odi la sega
Del legnaiuol, che veglia
Nella chiusa bottega alla lucerna,
E s’affretta, e s’adopra
Di fornir l’opra anzi il chiarir dell’alba.
Questo di sette è il più gradito giorno,
Pien di speme e di gioia:
Diman tristezza e noia
Recheran l’ore, ed al travaglio usato
Ciascuno in suo pensier farà ritorno.
Garzoncello scherzoso,
Cotesta età fiorita
È come un giorno d’allegrezza pieno,
Giorno chiaro, sereno,
Che precorre alla festa di tua vita.
DGodi, fanciullo mio; stato soave,
Stagion lieta è cotesta.
Altro dirti non vo’; ma la tua festa
Ch’anco tardi a venir non ti sia grave.

2. Da Giovanni Pascoli X Agosto

X Agosto è forse la poesia più famosa in cui Pascoli rievoca il più traumatico dei suoi drammi giovanili, l’uccisione del padre, avvenuta il 10 agosto del 1867, il giorno di san Lorenzo.
Il poeta simbolicamente vede nella pioggia di stelle che ricade sulla Terra in quella notte, il pianto del cielo sulla cieca ed oscura malvagità degli uomini e colloca il suo dolore personale e privato in una dimensione universale. Una rondine tornava al suo nido portando cibo ai suoi piccoli; anch’essa come l’uomo, proditoriamente ucciso, non farà ritorno. Lanalogia si esprime soprattutto nella corrispondenza tra il nido della rondine e il nucleo familiare del poeta, entrambi deprivati dell’elemento cardine della piccola comunità, e rimasti in attesa.

X Agosto

San Lorenzo, io lo so perché tanto
di stelle per l’aria tranquilla
arde e cade, perché sì gran pianto
nel concavo cielo favilla.
Ritornava una rondine al tetto:
l’uccisero: cadde tra spini:
ella aveva nel becco un insetto:
la cena dei suoi rondinini.
Ora è là, come in croce, che tende
quel verme a quel cielo lontano;
e il suo nido è nell’ombra, che attende
che pigola sempre più piano.
Anche un uomo tornava al suo nido:
l’uccisero: disse: Perdono;
e restò negli aperti occhi un grido:
portava due bambole in dono…
Ora là, nella casa romita,
lo aspettano, aspettano in vano:
egli immobile, attonito, addita
le bambole al cielo lontano.
E tu, Cielo, dall’alto dei mondi
sereni, infinito, immortale,
oh! d’un pianto di stelle lo inondi
quest’atomo opaco del Male!

3. Prima del viaggio – Eugenio Montale

Prima del viaggio si scrutano gli orari,
Le coincidenze, le soste, le pernottazioni
E le prenotazioni (di camere con bagno
O doccia, a un letto o due o addirittura un flat);
Si consultano
Le guide di Hachette e quelle dei musei,
Si cambiano valute, si dividono
Franchi da escudos, rubli da copechi;
Prima del viaggio s’informa
Qualche amico o parente, si controllano
Valige e passaporti, si completa
Il corredo, si acquista un supplemento
Di lamette da barba, eventualmente
Si da un’occhiata al testamento, pura
Scaramanzia perché i disastri aerei
In percentuale sono nulla;
Prima del viaggio si è tranquilli ma si sospetta che
Il saggio non si muova e che il piacere
Di ritornare costi uno sproposito.
E poi si parte e tutto è O.K. E tutto
È per il meglio e inutile.
E ora che ne sarà
Del mio viaggio?
Troppo accuratamente l’ho studiato
Senza saperne nulla. Un imprevisto
È la sola speranza. Ma mi dicono
Ch’è una stoltezza dirselo.

4. L’attesa di Vincenzo Cardarelli

Oggi che taspettavo (Vincenzo Cardarelli)

Oggi che taspettavo
non sei venuta.
E la tua assenza so quel che mi dice,
la tua assenza che tumultuava,
nel vuoto che tu hai lasciato,
come una stella.
Dice che non vuoi amarmi.
Quale un estivo temporale
s’annuncia e poi sallontana,
così ti sei negata alla mia sete.

L’amore, sul nascere,
ha di questi improvvisi pentimenti.
Silenziosamente
ci siamo intesi.

Amore, amore, come sempre,
vorrei coprirti di fiori e dinsulti.