Autonomia di Luigi Berlinguer VS autonomia di Stefania Giannini. Una questione metodologica – di Enrico Maranzana

Profonde e sostanziali differenze contrappongono l’approccio al problema educativo dell’esecutivo D’Alema/Berlinguer rispetto a quello elaborato da Renzi/Giannini [DPR 275/99 VS legge 107/2015].
Le strategie risolutive sono diametralmente opposte: da un lato tre percorsi unitari [formativo-educativo-dell’istruzione] conducono al successo formativo [“mirati allo sviluppo della persona umana adeguato ai diversi contesti” (art. 1 – comma 2)], dall’altro lato si procede alla cieca, per tentativi, per prove ed errori [PTOF – RAV – INVALSI].
La traslazione dei due procedimenti in campo ospedaliero facilita la formulazione di un giudizio.
 
Nel primo caso il governo dei processi formativi/educativi è locale [il feed-back è l’architrave della progettazione – (CFR Dlgs 297/94 art.7 comma 2 lettera d)], mentre “la buona scuola” pone i test Invalsi a modello [eterodirezione].
Le due modalità  di gestione evidenziano un divario insanabile.
L’enunciazione delle linee gestionali implica la conoscenza e il dominio delle dinamiche scolastiche mentre, la percezione della scuola come scatola nera, di cui si osservano solamente gli ingressi e le uscite, è l’abdicazione delle tipiche responsabilità  d’indirizzo che competono al Governo del paese.
 
Futuro e passato sono gli ambiti di riferimento delle due normative. La visione sistemica e l’abbattimento della complessità , caratteri ispiratori le disposizioni del 99, sono bypassati con l’introduzione di modalità  di gestione semplificatrici e banalizzanti.
Le strutture decisionali previste sono inequivocabile sintomo della dicotomia: all’articolazione degli organismi responsabili delle attività  formative-educative-dell’istruzione-dell’insegnamento si sostituisce un’organizzazione lineare con il dirigente scolastico al vertice.
 
Il significato di “Autonomia delle istituzioni scolastiche”, che riguardava il governo dei processi d’apprendimento, è stato sovrascritto dalla legge 107 che l’ha identificato con la gestione delle risorse.