Autonomia e competenze

Compito della scuola è formare giovani competenti, cioè autonomi e responsabili, cioè capaci di affrontare la realtà.

Nella democrazia ateniese i cittadini non erano lavoratori (chi lavorava erano gli schiavi), invece nella Firenze del medioevo il cittadino lavora (botteghe) oppure nella Firenze del cinquecento, l’uomo (umanesimo rinascimentale) lavora, ha cariche pubbliche, ma anche lavora.

La scuola per competenze è da intendere come la Firenze del cinquecento, non come la Atene del tempo della polis.

Nella scuola per competenze bisogna lavorare”, bisogna sporcarsi le mani”.

L’autonomia è creare le condizioni di una esperienza libera, cioè di un avvenimento educativo.

Nella scuola per competenze, non è l’insegnante che tira la carretta e i ragazzi che frenano, ma sono i ragazzi che trainano. Come dice Baden-Powell occorre imparare a guidare da sé la propria canoa”.

La scuola, in questo senso, è laboratorio”, cioè una scuola in cui i ragazzi fanno, creano, ma non solo nelle materie tecniche: c’è allora un laboratorio di storia, un laboratorio di latino, ecc

Occorre affezionarsi alla scuola, alla classe, trovare qualcosa di sensibile che connota la scuola.

Al centro dell’offerta formativa ci sono le occasioni di apprendimento, che possono rompere il gruppo classe.

Educare vuol dire rendere possibile linatteso

Arendt dice che ogni uomo è unico e con la nascita di ciascuno viene al mondo qualcosa di nuovo nella sua unicità”.