Il visconte dimezzato

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di Italo Calvino

 

RELAZIONE DEL LIBRO :”IL VISCONTE DIMEZZATO’

 

1 OSSERVAZIONI SULLE SCELTE STILISTICO ESPRESSIVE

L’autore in questo romanzo utilizza la lingua in modo principalmente informativo narrando i fatti e descrivendo i vari personaggi;

“Il visconte dimezzato” é un libro di agevole lettura infatti é alieno da parole colte, difficili e da ridondanze (linguaggio pomposo…), Italo Calvino usa parole comuni, periodi brevi e linguaggio sempre pienamente comunicativo. Il registro usato é quello medio.

 

2 RAPPORTO FABULA E INTRECCIO

Fabula e intreccio coincidono in tutto il romanzo, ma vi sono presenti alcuni piccoli flash-back e alcune anticipazioni(“se avesse potuto prevedere la terribile sorte che l’attendeva…”).

 

3 SCEMATIZZAZIONE DELLA VICENDA

Medardo uomo dimezzato,spaccato per il lungo da un colpo di cannone all’epoca delle guerre austro-turche,ritorna al suo paese (Terralba) ridotto la metà di se stesso. Il dimezzato divenuto un uomo molto crudele,semina il panico in tutta la tranquilla cittadina con le sue azioni malvagie e la sua violenza:fa impiccare uomini innocenti,dimezza tutte le cose che incontra,uccide gli animali._ Tuttavia,in seguito,si scopre che é viva anche l’altra metà,quella buona,che si pensava fosse stata portata via dalla palla di cannone. Questa compie solo buone azioni aiutando in tutti i modi i cittadini in difficoltà:emarginati, lebbrosi,poveri…fino a divenire quasi più insopportabile del Gramo(parte cattiva)con la sua premura. Infine entrambe le metà si innamorano di una pastorella,Pamela,figlia di due poveri contadini che,per non far torto a nessuno,decide di sposare tutti e due. Allora le due metà,contrarie a questa decisione,si battono a duello per contendersi la sposa,ma si riducono così male che rimesse insieme ricostituiscono un uomo intero:né cattivo né buono un miscuglio di cattiveria e di bontà.

 

4 SEQUENZE

In questo romanzo prevalgono soprattutto sequenze narrative(lo vedemmo correr via su quel suo magro cavallo che saltava sulle rocce come fosse figlio d’una capra)non mancano tuttavia sequenze descrittive(personaggi, paesaggio)

 

5 TEMI O MOTIVI

I temi presenti in questo romanzo sono : guerra, ingiustizia,solitudine,odio, amore,peccato,bene e male. Questi ultimi due motivi sono sicuramente i più importanti, in quanto sono il fulcro di tutto il romanzo. Italo Calvino, infatti, con questo romanzo ci vuole dimostrare che in tutti noi esiste sia una parte buona sia una parte cattiva e, che in certe situazioni, l’una parte può prevalere sull’altra.

 

6 PROCESSI DINAMICI NELLA VICENDA

SITUAZIONE INIZIALE : peggioramento in quanto il visconte viene dimezzato dal colpo di cannone

SITUAZIONE INTERMEDIA : peggioramento poiché il Gramo, divenuto un uomo molto crudele, semina il panico in tutto il paese con la sua violenza

miglioramento poiché si scopre che é viva anche l’altra metà: quella buona

SITUAZIONE FINALE : miglioramento in quanto le due metà vengono riunite e quindi il Visconte é ritornato un uomo “intero”

miglioramento per entrambe le parti del visconte che dichiarano di aver acquisito una consapevolezza nuova e preziosa attraverso la prova della mutilazione.

 

7 IL PROTAGONISTA

Il visconte Medardo, protagonista di questo romanzo,é un uomo soggetto ad uno sdoppiamento di personalità. Egli,infatti,subisce non solo un dimezzamento fisico ,ma anche psicologico poiché non é solo mutilato nel corpo ,ma anche nello spirito. Esistono in lui due personalità ben distinte: una buona e l’altra cattiva che agiscono separatamente. Il visconte dimezzato é un’allegoria dell’animo umano e attraverso questa immagine si può capire come ogni uomo qualche volta si possa sentire dimezzato: sentire prevalere in lui la parte negativa su quella positiva o viceversa. Questa condizione psicologica é tipica della gioventù quando”alle volte uno si sente incompleto ed é soltanto giovane” Solo alla fine del romanzo, come il visconte si ricongiunge, così è per l’uomo quando raggiunge la maturità ed è consapevole dell’una e dell’altra parte.

 

8 OSSERVAZIONI SULLA DIMENSIONE TEMPORALE

Tempo della scrittura : 1951

Tempo della storia : 1663(guerre austro-turche)

Arco di tempo della narrazione: 3 o 4 anni

In questo romanzo ci troviamo di fronte alcuni ellissi (…e il buono cominciava a descrivergli la macchina che…) non mancano però digressioni,il tempo della narrazione é interrotto e nel ritmo narrativo viene inserita una pausa (quando si descrivono i vari personaggi) L’autore utilizza prevalentemente il discorso diretto,ma vi é presente anche quello indiretto.

 

9 OSSERVAZIONI SULLA DIMENSIONE SPAZIALE

In “il visconte dimezzato”lo spazio assume una certa importanza. Il narratore, infatti,gli conferisce un valore simbolico attribuendogli il compito di interpretare ed esprimere in immagini i sentimenti,le emozioni e gli stati d’animo dei personaggi(“c’era l’alba verdastra;i due sottili duellanti erano fermi con le spade sull’attenti ….Il lebbroso soffiò il corno: era il segnale, il cielo vibrò come una membrana tesa , i ghiri nelle tane ,..e la bocca del lombrico mangiò la propria coda….)

 

10 INDIVIDUAZIONE DEL NARRATORE

Il narratore ne “il visconte dimezzato” è interno, dunque, é presente nella storia come personaggio che narra in prima persona riportando fatti visti e vissuti da lui stesso (io narrante:”…io non avevo mai visto tanta gente” oppure il narratore é pronto a svelare d’improvviso la propria presenza es.”quel bambino ero io”) Il narratore quindi sa solo quanto sanno i personaggi, ma quando vi sono presenti le anticipazioni il narratore diventa onnisciente (il narratore ne sa più dei personaggi)

 

11 BREVI ACCENNI AL CONTESTO

Italo Calvino (1923-85) è uno scritture di racconti e romanzi .Ha trascorso infanzia e giovinezza a Sanremo; poi ha vissuto parecchi anni a Torino. È lo scrittore che piu’ si è distinto per la sua capacità di costruire “favole” ricche di complessi temi, che sanno intrecciarsi non solo con i sogni dell’uomo, ma anche con i suoi concreti e attuali problemi. Le fiabe moderne di Calvino sono tre romanzi: Il visconte dimezzato, Il barone rampante e Il cavaliere inesistente. Queste si muovono in una dimensione fiabesca, ma sono racconti filosofici, dietro il quale sta la frustrazione dell’intellettuale, scontento di un mondo sordo e incosciente, di fronte al quale egli si sente come dimezzato, emarginato, impotente.

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