Basket – pallacanestro

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Ed.fisica – Tesina Esame Scuola Media

a cura di Maria Paola Viale

…… tolta la possibilità di correre con la palla,
non vi sarebbe necessità dello scontro e
verrebbe così eliminata la violenza.
Questo è il principio della pallacanestro.
(J. Naismith)

Uno sport dalle origini sicure

Berlino, agosto 1936: aria di grande festa, gioia di uno splendido sole sugli stadi, sulle piscine, sui campi. Quasi viene da dimenticare che solo da pochi mesi Hitler ha denunciato il patto di Locarno e rioccupato la Renania; tutte quelle insegne con le svastiche, tutte quelle divise sgargianti in tribuna altro non sembrano che una nota di colore, per un’aggiunta di luce, di splendore. E di tutto si inebria un distinto signore settantacinquenne con gli occhiali d’oro di foggi un po’ antiquata, i capelli bianchi composti con la scriminatura nel mezzo, gli occhi dolci e sorridenti. Sta assistendo, il bel vecchio, alla fase olimpica di pallacanestro tra le squadre degli Stati Uniti e del Canada. L’anziano signore sembra ipnotizzato dai voli della palla che passa rapida di mano in mano, sguscia tra le gambe, corre rapida per il campo e si alza lassù verso il canestro, tra le grida di ansia e giubilo; 18 a 8: i “suoi” ragazzi hanno vinto il titolo olimpico e presto la bandiera e l’inno americani riempiranno lo spazio e i cuori. Il vecchietto pensa che hanno fatto davvero bene i suoi concittadini a inviarlo lì a Berlino, per assistere al trionfo ufficiale del “suo” gioco. Perché davvero la pallacanestro è opera sua, di lui, Jim Naismith, professore di educazione fisica all’università del Kansas fin dal 1898.
L’anno successivo, 1937, abbandonando l’insegnamento, Mr. Naismith così raccontò l’atto di nascita del nuovo gioco:
“Alla fine del 1891 i direttori di educazione fisica della zona sono venuti a conclusione che ci voleva un gioco che potesse essere giocato al chiuso e durante la stagione invernale. Il dottor Gulick mi affidò il compito di inventare un gioco per concretare queste due possibilità. Per prima cosa tentai di modificare qualcuno dei giochi di squadra esistenti. Il passo successivo fu di constatare che il football era violento perché bisognava permettere alla difesa l’urto dal momento che l’attacco correva con il pallone. Di conseguenza, se l’attacco non avesse la possibilità di correre con la palla, non ci sarebbe stata necessità del contatto e si sarebbe eliminata la violenza. Questo è il principio della pallacanestro”.
Un gioco, quindi, che ha il suo certificato di stato civile regolarissimo. A Frank Mahan si deve il nome “basket-ball”, per via di quei cesti di frutta adoperati come “porte”.

Regole e norme

Le squadre per questo sport sono composte da cinque giocatori (in campo) oltre le riserve. Le sostituzioni possono essere effettuate in occasione delle numerose sospensioni che si verificano nel corso della partita.
Una partita di pallacanestro sui protrae per due tempi in venti minuti di gioco effettivo ciascuno. Ogni incontro prevede quaranta minuti di gioco. Nella pallacanestro , ogni squadra realizza il proprio punteggio infilando il pallone nel cesto degli avversari: ogni “cesto” realizzato su azione vale due punti, vale uno nel caso il cesto stesso sia stato effettuato su tiro libero , ovvero su tiro decretato da uno dei due arbitri per punire un fallo degli avversari. A seconda della gravità del fallo, il direttore di gara può decretare uno o due tiri liberi, ma in ogni caso la realizzazione del tiro in questione vale sempre un punto.
Innanzi tutto è necessario soffermarsi sul campo e sui tabelloni. Il campo può essere tracciato all’aperto o in palestra, può avere il fondo in terra battuta, cemento e legno (al coperto); le dimensioni sono m 26 X 14. Il cesto è costituito da un cerchio in ferro, di diametro interno di cm45, dal quale pende una retina destinata a rendere piùevidente le realizzazioni smorzando la palla, lunga cm 60. Il cesto, o canestro, è fissato ad un tabellone in legno o in materia plastica, opaco e trasparente, all’altezza di m 3,05 dal terreno. Nel centro del campo un cerchio indica il punto nel quale si dà inizio al gioco; sotto i due tabelloni è segnata l’area del tiro libero, corrispondente ad un triangolo di m 3,80 X 5,90, “appoggiato” sulla linea di fondo per uno dei suoi lati minori. L’altro lato minore dell’area del tiro libero non è costituito da una retta ma da un semicerchio di m 1.80 di raggio, dal quale vengono appunto eseguiti i tiri liberi decretati dai direttori di gara.
Nella pallacanestro il pallone ( di cuoio, con camera d’aria; circonferenza cm 75-78, peso gr 600-650) deve essere “giocato” unicamente con le mani ed il giocatore che ne è in possesso deve avanzare in palleggio, ovvero trattenendo il pallone senza liberarsene con un passaggio o senza farlo rimbalzare al suolo. I falli che portano all’assegnazione dei tiri liberi sono invece quelli effettuati sull’avversario. Ogni ostacolamento dell’avversario sono puniti con tiri liberi assegnati alla squadra avversaria.
Ogni partita è diretta da due arbitri, coadiuvati dal cronometrista e da un segnapunti che segue la progressione delle realizzazioni su un apposito tabellone a numeri mobili installato presso ogni campo. Le partite di pallacanestro non si concludono mai in parità: se tale è la situazione al termine dei minuti regolamentari del gioco, vengono disputati uno o più tempi supplementari di gioco. Nella classifica dei campionati di pallacanestro, si assegnano due punto alla squadra vincitrice ed uno alla sconfitta.
La partita ha inizio nel cerchio di centro campo: si pongono di fronte due giocatori ( uno per squadra ) e l’arbitro alza “a candela” fra loro il pallone. Il più alto ( o il più abile nel saltare ) toccherà la sfera verso i compagni i quali potranno dare avvio alla prima azione offensiva dell’incontro. Ad ogni canestro valido, il gioco riprende con una rimessa da fondo campo assegnata alla squadra che ha subito il canestro.
Nessun giocatore può stanziare per più di 3 secondi nell’area di tiro libero avversaria se non è in possesso della palla; la squadra che ha la palla deve tentare il tiro entro 30 secondi, pena la perdita della partita stessa.
Negli incontri tra squadre femminili si giocano quattro tempi di 10 minuti, con un intervallo di 10 minuti dopo il secondo tempo e di 2 minuti dopo il primo e il terzo.

Glossario

Attacco: l’azione che permette al giocatore di eseguire un lancio verso il canestro. Di questa complessa “strategia” abbiamo:

Velo: l’azione per la quale il giocatore si porta accosto sd un avversario che marca un suo compagna e libera quest’ultimo dal marcamento.

Blocco: è una variante del velo, nel senso che il giocatore che si oppone al difensore avversari, anziché seguire il compagno resta fermo sul posto obbligando il difensore ad urtargli contro e interrompendone l’azione di intercettamento.

Difesa: azione di disturbo per impedire ai giocatori avversari di giungere sotto canestro o, comunque, di tentare il tiro in posizione favorevole.

Pivot: giocatore particolarmente dotato che i compagni tendono a portare sotto il canestro. Il temine (“perno”) indica il movimento di rapido giro su se stesso del giocatore che, ricevuta la palla, “gira” in canestro.

Schieramento a “Y”: schieramento sotto canestro disposti a triangolo e un quarto un po’ arretrato, in modo da suggerire la figure della lettera “Y”.

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Paola Viale

Paola Viale

Insegnante di scuola primaria in Liguria

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