
Riassunto del Barone rampante di Italo Calvino
28 Dicembre 2019
Alle fronde dei salici di Salvatore Quasimodo
28 Dicembre 2019Italo Calvino ha attraversato diverse fasi stilistiche nel corso della sua carriera, e il neorealismo rappresenta la prima fase della sua produzione letteraria.
Negli anni immediatamente successivi alla Seconda guerra mondiale, Calvino si avvicina a questo movimento letterario, che mirava a rappresentare la realtà sociale e storica con un approccio diretto, realista e impegnato, spesso raccontando le difficoltà della classe lavoratrice, i drammi della guerra e le trasformazioni sociali.
Calvino si inserisce in questo contesto con il suo esordio, “Il sentiero dei nidi di ragno” (1947), un romanzo che racconta la Resistenza partigiana vista attraverso gli occhi di Pin, un bambino.
Anche se questo romanzo affronta temi tipici del neorealismo, come la guerra, la lotta di classe e la miseria, Calvino introduce una prospettiva originale: la storia è narrata dal punto di vista di un bambino, che filtra la crudezza della realtà con la sua immaginazione infantile.
Questo distacco dallo stile strettamente documentaristico del neorealismo è uno dei segni distintivi dell’approccio di Calvino, già in questa fase.Altri elementi neorealisti presenti in Il sentiero dei nidi di ragno includono:
- L’ambientazione storica e sociale: La Resistenza italiana contro il fascismo è al centro del romanzo, con una rappresentazione realistica dei partigiani e della loro lotta, delle difficoltà, dei tradimenti e dei conflitti interni al movimento.
- I personaggi popolari: Pin, il protagonista, proviene da un contesto di marginalità, circondato da adulti che vivono ai margini della società, tra soldati, prostitute e partigiani. I personaggi sono spesso caratterizzati da un linguaggio crudo e dalla loro appartenenza a una classe sociale oppressa, un tratto tipico del neorealismo.
- Il linguaggio semplice e diretto: Lo stile di Calvino in questa fase è più vicino a quello dei narratori neorealisti, che usavano un linguaggio comprensibile, privo di fronzoli, per avvicinarsi alle masse e raccontare la realtà in modo fedele.
Tuttavia, sebbene Calvino inizi la sua carriera come scrittore neorealista, con il tempo si allontanerà da questo stile. Nel corso degli anni ’50 e ’60, egli abbraccerà un approccio più sperimentale, mescolando fantasia, ironia e allegoria, come nei racconti delle Fiabe italiane o nel ciclo dei Nostri antenati.
Questo percorso lo porterà verso una scrittura sempre più caratterizzata da elementi fantastici, fino alle sue opere più tarde, come Le città invisibili o Se una notte d’inverno un viaggiatore, che segnano la sua completa distanza dal realismo.
In conclusione, Calvino ha senza dubbio contribuito al neorealismo italiano con le sue prime opere, ma la sua evoluzione stilistica lo ha portato a esplorare strade più sperimentali, diventando uno degli autori più innovativi del Novecento.
Altro materiale sul “Barone rampante” sul sito atuttasccuola:
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Relazione sul libro “Il barone rampante” di Italo Calvino di Federico Galli




