Caravaggio e gli impressionisti

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LARTE DI CARAVAGGIO E LIMPRESSIONISMO

un breve confronto

L’Impressionismo è un movimento artistico, ed in special modo pittorico, nato in Francia nella seconda metà dell’Ottocento, e durato fino ai primi anni nel Novecento.  (fonte: wikipedia)

Il termine “impressionista” fu utilizzato per la prima volta dal giornalista Leroy  per qualificare spregiativamente un dipinto di Claude Monet intitolato “Impression, soleil levant”.  Il termine venne poi adottato ufficialmente e usato per sottolineare l’idea di fondo di questi pittori: che noi percepiamo la realtà attraverso “impressioni” di forme, di luci, di colori, impressioni diverse dall’uno all’altro osservatore.

Gli impressionisti elaborarono una tecnica pittorica innovativa, in grado di riprodurre la percezione visiva del reale, nella quale i contorni non sono mai netti e i colori, colpiti dalla luce, appaiono vivi, spesso cangianti.

Immediatezza nella rappresentazione, pennellate rapide con colori direttamente stesi sulla tela, erano le principali caratteristiche di questi rivoluzionari pittori che, realizzarono i loro dipinti senza disegno preliminare e, a volte, senza i ritocchi e sfumature.

I maggiori rappresentanti dell’Impressionismo sono i francesi Manet, Monet, Renoir, Degas, Cezanne. (fonte: centroarte)

CARAVAGGIO E GLI IMPRESSIONISTI : ANALOGIE E DIFFERENZE

1) La luce

La luce, come detto precedentemente, diviene protagonista nella pittura con l’arte del Caravaggio.

 

Renoir  – Paysage du midi

Anche per gli impressionisti la luce, elemento imprescindibile per la visione, ha un’importanza fondamentale: tutto ciò che noi vediamo è luce e colore, l’una e l’altro cangianti continuamente a seconda dell’ora, della stagione, del nostro punto di vista.

Le innovazioni tecniche che gli impressionisti sperimentano per meglio rendere il complesso dei fenomeni naturali della visione, e in particolare la luce, sono la scomposizione dei colori, non più mescolati in precedenza sulla tavolozza, ma fissati direttamente sulla tela così come escono dal tubetto, l’invenzione delle ombre colorate,  la negazione del chiaro-scuro.

L’impressionismo è  il trionfo del colore: l’uso dei colori complementari diventa cosciente e sistematico negli impressionisti e genera la straordinaria luminosità dei loro quadri.

Il procedimento si fondava sulla stesura di brevi  pennellate di pigmento puro, che giustapponevano perlopiù colori primari (rosso, giallo e blu), mettendoli in contrasto con i complementari (verde,  viola, arancio..): ne risultava un’immagine che vista da vicino poteva sembrare  rozza e frammentaria, ma  che risultava straordinariamente efficace dalla consueta distanza d’osservazione, caratterizzata da una luminosità più accesa di quella solitamente prodotta mescolando i colori prima di applicarli alla tela.

Gli impressionisti non dipingevano, come Caravaggio,  all’interno di uno studio, ricercando e ricreando gli effetti di luce ma lavoravano all’aperto, interessandosi principalmente agli effetti della luce naturale.  Essi dipingevano  con una tecnica rapida che permetteva di completare l’opera in poche ore (la pittura en plein air), con pennellate  rapide,  al fine di consentire all’artista di cogliere l’attimo fuggente senza che l’ “impressione si dissolva”.

2) La realtà

Mentre Caravaggio dipinge la realtà come si presenta,  in modo quanto più realistico possibile, gli impressionisti  affrontano il problema del rapporto con la realtà in modo diverso,  partendo dall’idea che il nostro occhio pur vedendo oggettivamente ogni dettaglio, trascura il superfluo e coglie  solo “l’impressione” generale (coglie la realtà nella sua sostanza).

A differenze del Caravaggio che rappresenta la realtà con molti particolari l’impressionismo cerca di rappresentala tramite schizzi e sovrapposizioni di colore, e non presenta molti particolari. Talvolta è una pittura in cui la forma è solo evocata.

L’uso del colore corrisponde alle sensazioni percettive dirette, senza la mediazione dell’esperienza (che ad esempio ci fa dire che un foglio è bianco anche se lo vediamo illuminato da una luce gialla o blu: per gli impressionisti il foglio è effettivamente giallo o blu e come tale lo dipingono).

Le impressioni che si ricevono dalla percezione immediata del mondo sono per gli impressionisti le più autentiche e vere e anche le più adatte a rendere il senso del tempo che trascorre, nel quale le cose non sono mai identiche un attimo dopo l’altro, ma in continua mutazione come la luce del giorno.

Monet – Impression, soleil levant

Nelle loro opere inoltre  gli impressionisti riflettono il proprio punto di vista, ovvero sono guidati dai loro sentimenti e dalle emozioni che provavano. Per esempio, nel già citato quadro di Monet “Impression, soleil levant” il pittore non vuole rappresentare il sole nascente di per sè ma le sensazioni che questo  spettacolo trasmette a chi lo guarda. (fonte: studenti.it)

 

3)      I soggetti

Come  Caravaggio  anche gli impressionisti si interessano soprattutto alla rappresentazione della realtà quotidiana,  a soggetti umili.

Gli impressionisti  ebbero come soggetti dei loro quadri spesso scene di vita della piccola borghesia del tempo, paesaggi luminosi e ritratti delicati che, esprimendo un sentimento positivo di apprezzamento della vita, hanno nel tempo reso amabili le loro opere, che sono apprezzate anche dal pubblico di oggi .  Essi dipingevano ciò che vedevano e sentivano di rappresentare in un determinato momento, per questo si rivolsero ai soggetti della vita parigina perché quella era  la realtà che si presentava alla loro vista, il quotidiano che offriva loro continui spunti da cui attingere.

Gli esponenti di questo movimento  rispetto alla dimensione drammatica e tragica tipica della pittura del Caravaggio preferiscono però  cogliere soprattutto  momenti piacevoli e di svago: ritraggono la vita della città,  i teatri, i caffè,  le passeggiate nei  pomeriggi festivi lungo la Senna.

Ogni artista impressionista, secondo la sua sensibilità predilige alcuni soggetti  piuttosto che altri. Per esempio Monet si interessò principalmente alla rappresentazione di paesaggi, soprattutto naturali, arrivando, negli ultimi anni della sua vita, a ritrarre moltissime volte lo stesso soggetto (le Ninfee) in momenti diversi, per studiarne i cambiamenti nel tempo. Altri, come Renoir o Degas, si interessarono invece alla figura umana in movimento.

I soggetti sono comunque solo il pretesto per cogliere un’immediata suggestione visiva: notazioni luminose di vita colorata e movimentata, trasparenze atmosferiche, mutazioni cromatiche rese con colori puri e brillanti; la visione frammentata in mille tocchi sfavillanti di colore.

 

 Degas – Il caffè-concerto degli  Ambassadeurs

di Sabry

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