Cecità

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Il topos letterario del cieco da Omero in poi

Visione intellettuale e visione fisica

 

La figura del cieco ha sempre ispirato grande fascino, perché sembra che si accompagni alla sua menomazione fisica nel campo visivo, una sensibilità maggiore in altri campi, quello poetico e musicale, in modo particolare.

 

ITALIANO

·        Il tema della visione (o della non-visione) alla base della Divina Commedia dantesca.

·        Il carme dei Sepolcri di Ugo Foscolo termina con i versi dedicati ad Omero, poeta cieco che vede più in profondità degli altri uomini:

Proteggete i miei padri. Un dí vedrete
mendico un cieco errar sotto le vostre
antichissime ombre, e brancolando
penetrar negli avelli, e abbracciar l’urne,
e interrogarle. Gemeranno gli antri
secreti, e tutta narrerà la tomba
Ilio raso due volte e due risorto
splendidamente su le mute vie
per far piú bello l’ultimo trofeo
ai fatati Pelídi. Il sacro vate,
placando quelle afflitte alme col canto,
i prenci argivi eternerà per quante
abbraccia terre il gran padre Oceàno.
(vv. 279-291)

·        Nella poesia Le ricordanze di Giacomo Leopardi la sua giovinezza, perduta per il privilegio accordato alla letteratura rispetto alla vita, viene accostata alla cecità:

Poscia, per cieco

Malor, condotto della vita in forse,

Piansi la bella giovanezza, e il fiore

De’ miei poveri dì, che sì per tempo

Cadeva: e spesso all’ore tarde, assiso

Sul conscio letto, dolorosamente

Alla fioca lucerna poetando,

Lamentai co’ silenzi e con la notte

Il fuggitivo spirto, ed a me stesso

In sul languir cantai funereo canto.

(vv 109-118)

·        La cecità è un tema topico nella poesia di Pascoli. Egli scrisse  I ciechi per la raccolta ”Miricae”e Il cieco per la raccolta “Primi poemetti”, prima di comporre Il fringuello cieco per la raccolta “Canti di Castelvecchio”, sicuramente il più significativo a riguardo, perché   

Ma la lodola su dal grano

saliva a vedere ove fosse.

Lo vedeva lontan lontano

con le belle nuvole rosse.

E, scesa al solco donde mosse,

trillava: – C’è, c’è, lode a Dio! –

«Finch… finché non vedo, non credo»

però dicevo a quando a quando.

Il merlo fischiava – Io lo vedo -;

l’usignolo zittìa spiando.

Poi cantava gracile e blando:

– Anch’io anch’io chio chio chio chio…

Ma il dì ch’io persi cieli e nidi,

ahimè che fu vero, e s’è spento!

Sentii gli occhi pungermi, e vidi

che s’annerava lento lento.

(vv.13-28)

·        Notturno di D’Annunzio (laddove descrive il momento in cui è stato colpito ed  ha perso l’uso dell’occhio).

·        Nel romanzo Con gli occhi chiusi di Federigo Tozzi il protagonista Pietro idealizza Ghìsola e non si accorge della sua reale natura di donna spregiudicata, se non alla fine. Il romanzo termina infatti con queste parole:  “Quando si riebbe dalla vertigine violenta che l’aveva abbattuto ai piedi di Ghìsola, egli non l’amava più” 

·        Meriggiare pallido e assorto di Montale (“e andando nel sole che abbaglia”)

 

MUSICA

·        Sono molti i casi di artisti ciechi che compensano con la loro vena musicale il difetto della vista. A titolo di esempio citeremo Ray Charles, Stevie Wonder e Andrea Bocelli.

 

TESINE CORRELATE

http://www.atuttascuola.it/wp-content/uploads/2019/01/la_tesina-9.jpg (8864 byte)Attesa, Musica (si trovano tutte nel libro  “La tesina” edito da Bignami con 100 TESINE, a soli 8 EURO. Chiedilo nelle librerie o compralo  on-line).

 

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