Vittorio Alfieri

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Vittorio Alfieri nacque ad Asti il 16 gennaio 1749 e morì a Firenze nel 1803.
LAlfieri è stato considerato il poeta tragico del 1700 in Italia ed ebbe una vita avventurosa, diretta conseguenza del suo carattere di spirito libero. Questo carattere lo portò, già dalladolescenza, a ribellarsi nei confronti di ogni imposizione autoritaria. Sempre nella pubertà, nello scrittore incominciò a manifestarsi le due passioni che segnarono la sua vita, quella per i cavalli e quella per i viaggi sia in Italia e allestero, per conoscere altri paesi, culture ed usanze.
Gia alletà di 17 anni, anzichè di adagiarsi alla monotona vita di nobiltà di provincia, LAlfieri incominciò a viaggiare, per soddisfare il suo bisogno di conoscenza.
Durante il lungo soggiorno in Inghilterra, durato fino al 1771, nellAlfieri nacque la terza e più importante passione, quella della letteratura, proseguita negli anni successivi con un intenso studio dei classici latini e italiani, con lintento di italianizzarsi, visto che parlava il francese.
Il carattere inquieto e lestrema coerenza con i propri ideali di libertà spinse lAlfieri , per poter svolgere serenamente la professione di letterato, a rifiutare ogni protezione politica e, successivamente a disvassallarsi dal re del Piemonte e Sardegna, ovvero rinunciò alla cittadinanza Piemontese e ai propri beni che donò alla sorella, riservandosi una rendita fissa.
LAlfieri scelse la Toscana come patria adottiva, per abituarsi a parlare, udire, pensare e sognare in toscano, inaugurando, così, il mito letterario che condizionò successivamente molti altri artisti delletà romantica, prima Foscolo, poi Leopardi e Manzoni, che, non a caso, scelsero di soggiornare a lungo in questa regione, riconoscendone, così, il primato letterario, culturale e politico.
LAlfieri , anche se visse nel periodo dellilluminismo, si distacco da tale pensiero culturale, facendo sua solo la tesi di libertà, non intesa come libertà dal potere politico, ma libertà dellindividuo, cioè esistenziale, ponendo in evidenza il proprio spirito anticonformista.
LAlfieri scrisse una ventina di tragedie, in prevalenza di argomento storico, che possono essere raggruppate in base al loro soggetto: il primo gruppo ha come argomento la mitologia greca (Polinice, Antigone, Agamennone, Oreste e Mirra); il secondo ha come soggetto personaggi della storia antica, in particolare della storia romana (Antonio e Cleopatra, Virginia, Timoleone, Ottavia, Merope, Bruti I° e Bruto II°); il terzo gruppo prende spunto da vicende della storia medioevale e moderna; una sola, Seul, ha un soggetto tratto dalla Bibbia.

Dalla vita lAlfiere ne esce un ritratto di un uomo oscillante fra la depressione e lentusiasmo, dotato di forti passioni, autoironia e di grande sensibilità temprata dalla sofferenza.
LAlfieri, con le sue opere, non solo preannunciò il romanticismo, ma lo superò, esaltando la passione, il sentimento, la libertà dellindividuo come affermazione dellio, isolato, solitario e titanico. Inoltre, secondo LAlfieri era compito delluomo opporsi a tutte quelle restrizioni che limitano il pieno dispiegamento della libertà dellessere. Per sottrarsi alla schiavitù, secondo il poeta, luomo dispone tre rimedi: lisolamento, il suicidio e il tirannicidio.

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