CENABIS BENE MI FABULLE – Catullo – testo, traduzione, metrica, analisi

BIZZARRO INVITO A CENA (XIII)
TESTO LATINO
TRADUZIONE
Cènabìs bene, mì Fabùll(e), apùd me
pàucis, sì tibi dì favènt, dièbus,
sì tec(um) àttulerìs bon(am) àtque màgnam
cènam, nòn sine càndidà puèlla
èt vin(o) èt sal(e) et òmnibùs cachìnnis.         5
Hc si, inqu(am), attulerìs, venùste nòster,
cènabìs bene; nàm tuì Catùlli
plènus sàcculus èst aràneàrum.
Sèd contr(a) àccipiès meròs amòres,
sèu quid sùavi(us) èlegàntiùsv(e) est:            10
n(am) ùnguentùm dabo, qd meaè puèllae
dònarùnt Venerès Cupìdinèsque;
quòd tu c(um) òlfaciès, deòs rogàbis
tòt(um) ut tè faciànt, Fabùlle, nàsum.
cenerai bene a casa mia, o mio Fabullo,
fra pochi giorni, se gli dei ti favoriscono,
se porterai con te una cena buona e grande,
non senza una bella ragazza
e vino e sale e tutte le spiritosaggini.
Se porterai queste cose, dico, carino mio,
cenerai bene; infatti il portafoglio
del tuo Catullo è pieno di ragnatele.
Ma al contrario riceverai sinceri amori,
o qualunque cosa ci sia di più elegante e di più piacevole;
infatti ti darò un profumo che alla mia ragazza
regalatono Veneri e Amori,
e quando tu ne sentirai l’odore, pregherai gli dei
o Fabullo, che ti trasformino tutto in naso.
    Metro » endecasillabi faleci
    È una delle poesie scherzose e giocose sparse nel libellus, ha la forma di una lettera poetica oraziana
    Invita l’amico Fabullo a cena da lui, ma in realtà non gli offre niente » situazione comica
    Verso 1 » è la tipica forma di invito in cui si indicato quando, dove (determinazione indefinita di tempo)
                 » apud me si può tradurre “a casa mia” perché indica il luogo, non la persona
    Verso 2 » si tibi di favent è un intercalare proprio del gergo popolare, una forma scaramantica
    Verso 4 » cenam subisce un enjambement
» candida puella, si può ricondurre allo pseudonimo di Clodia, Leuconoe (dal greco leukòs
   “candida, chiara, integra” + vùs “mente”) » è dalla tradizione arcaica greca che all’immagine
   del candore, della pelle bianca è accostata l’idea di bellezza (il bello è il diverso)
    Verso 6 » venus è la bellezza, la grazia, l’eleganza
 » noster è un pluralis maiestatis
    Verso 10 » suavius termine che nell’epicureismo, diffuso a Roma in quel periodo, indica il piacere
                   » nella mentalità dominante era “di moda” essere epicurei, faceva fine
                   » nella dottrina epicurei sta il termine più importante era l’aggettivo ἐδύς che in latino diventa
                      suavis, e il sostantivo ἐδονή che in latino diventa voluptas
    Verso 12 » donarunt è sincope di donabarunt
    Verso 13 » rogo regge la completiva iussiva introdotta da ut

    Verso 14 » i due futuri semplici indicano l’immediata successione di due fatti (non appena senti, preghi)