Christof Innerhofer e i ragazzi sudtirolesi

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Sono pazzi questi sudtirolesi

di Luigi Gaudio – 11 febbraio 2011

Quando vedo scendere i discesisti azzurri, capisco subito che sono di un’altra razza rispetto ai nostri. Ce lo vedete un calabrese, o un pugliese o un napoletano buttarsi giù fino a 140 chilometri all’ora? “Questi sono tutti matti”. L’aveva detto anche l’emiliano Alberto Tomba, quando gli avevano consigliato di disputare discese di combinate e supergiganti per vincere la coppa del mondo, cosa che difficilmente riesce ad uno slalomista come lui (e difatti Tomba conquistò la Coppa solo nel 1995, dieci anni dopo il suo esordio in coppa del mondo).

Ma loro no, i sud-tirolesi no (guai a chiamarli alto-atesini). Loro si trovano a loro agio proprio quando c’è il ghiaccio, quando le discese sono tra le più difficili (Kitzbuhel, Bormio, Garmisch Partenkirchen).

Ma ci sono delle cose che mi piacciono tantissimo di questi sud-tirolesi:

La capacità di sopportazione della fatica (non a caso, l’ultimo nostro campione olimpionico di marcia è Alex Schwazer, per non parlare dello slittinista Armin Zoeggeler).

E poi, proprio Christof Innerhofer mi ha sorpreso. L’altro giorno, dopo aver vinto la medaglia d’oro al supergigante mondiale di Garmisch, è andato a letto non alle ore piccole, per festeggiare, ma dopo un bicchiere (e non molto di più) di , alle 22.15 era già a letto per preparare le prove di discesa libera del giorno successivo, nel quale infatti ha fatto registrare il miglior tempo.

Me lo immagino Christof Innerhofer, con il suo rosario portafortuna sempre appresso, lanciarsi senza paura, a pennellare le sue curve a 100 all’ora, esattamente come un artigiano gardenese del legno.

Non so quanto ancora vincerà Christof Innerhofer in futuro, ma per me lui ha già vinto, e in quel senso molti ragazzi potrebbero vincere come lui, affrontando la vita con serietà, capacità di sacrificio e passione.

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