Cina


affermazione di una nuova potenza industriale

tema svolto di Salvatore Vito

Una nuova superpotenza mina gli equilibri storici dei paesi industrializzati: minaccia o opportunità? Sicuramente tutti e due. La Cina è sicuramente un nuovo e potente competitors” ma nello stesso tempo un nuovo e immenso mercato. In pochi decenni ha compiuto i passi che il Vecchio Continente ha costruito in due secoli. La Cina che non veniva toccata dalle rivoluzioni industriali, la Cina comunista, chiusa, fondata sull’agricoltura, si è svegliata alle porte del ventunesimo secolo, aprendo un immenso mercato, il quale conta quasi un miliardo e mezzo di consumatori. Sullo stesso ha però portato problematiche altamente destabilizzanti, dal bassissimo costo della manodopera, al dumping, alla contraffazione di marchi, brevetti, copyright e modelli, alle sfrenate esportazioni verso tutto l’Occidente; tutto ciò ha fatto si che, dato il brutto momento dell’economia Europea, l’economia collassasse ancora di più peggiorando la situazione. Questa cosiddetta Terra di Mezzo è diventata così the world factory” e il suo PIL viaggia ai costanti ritmi del +9-10% l’anno. I consumi, le importazioni, la produzione di acciaio e cemento sono a livelli altissimi, nascono i nuovi ricchi giorno dopo giorno, le costruzioni sono massicce e continue. Stanno già collassando per quanto riguarda lo sfruttamento energetico e l’inquinamento. La Cina è sotto i riflettori di tutto il mondo, soprattutto dopo l’accesso al WTO, l’organizzazione mondiale del commercio, grazie al quale è riuscita a completare l’integrazione con il resto del mondo. Così le multinazionali, vedendo il progresso cinese, si stanno insediando nel territorio della Cina per produrre lì i beni di consumo, dato il bassissimo costo della manodopera. Purtroppo questa nuova situazione economica ha anche un rovescio della medaglia: il bassissimo prezzo dei prodotti importati dalla Cina comporta la scarsa vendita dei prodotti tipici europei e, di conseguenza, un netto taglio salariale ai lavoratori e, nel peggiore dei casi, anche licenziamenti di massa. La necessità di rifondare il mercato con regole e controlli mirati che salvaguardino i diritti e doveri dei consumatori e produttori è inevitabile, per avere una competitività leale e il pieno rispetto delle regole e dell’ambiente, mettendo da parte egoismi, speculazioni e favoritismi.