Concorso per dirigenti scolastici in Campania: calma e gesso – di Gennaro Capodanno

Pubblicità

Sharing is caring!

Pubblicità

“L’esclamazione calma e gesso, utilizzata per invitare una persona a riflettere e valutare bene una situazione, per evitare di prendere decisioni affrettate, ha origine dal gioco del biliardo. Infatti, quando un giocatore esperto si appresta ad effettuare un tiro importante o di difficile esecuzione, si ferma a valutare con calma la situazione, prendendo in esame la posizione delle biglie e continuando a strofinare con il gesso il girello, ossia la punta della stecca.
In questo modo, il cuoio del girello si impregna di gesso aumentando l’attrito con la biglia e permettendo di controllare il tiro ed imprimere gli effetti “ ( dal sito: impariamo curiosando ). Ecco cosa dovrebbero fare tutti coloro che in questi giorni si stanno dando da fare a più non posso per far pubblicare la graduatoria degli aspiranti ad un posto di dirigente scolastico in Campania, in base all’ultimo concorso bandito, prima che vengano resi noti gli esiti di un’indagine penale in corso, la quale vede indagati sia concorrenti che commissari: prendere una bella stecca da biliardo, un pezzo di gesso – non quello per le lavagne che oramai non s’usano neppure più, soppiantate da quelle elettroniche – e cominciare a strofinare il girello, lentamente, tanto non c’è alcuna fretta, in modo da evitare di sbagliare il tiro, come hanno fatto sinora. I fatti: ci sono 23 indagati, in base alle notizie di cronaca, tra i quali compaiono un ex dirigente del MIUR, il segretario provinciale di un sindacato, un ex direttore generale dell’USR della Campania, un docente universitario, presidente della commissione di base e di tre sottocommissioni, sei candidati e tre dirigenti scolastici. Sul sito de Il Sole 24 Ore, in un articolo a firma di Simone Di Meo, si legge ( http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-02-25/napoli-truccato-concorso-dirigenti-scolastici-23-indagati-182826.shtml?uuid=AB75m7y ): “ Secondo la ricostruzione degli inquirenti, che procedono per abuso di ufficio, falsità ideologica e truffa aggravata, sarebbe stata “eterodiretta” la nomina di alcuni membri della commissione esaminatrice, grazie ai quali i candidati sarebbero poi riusciti a conoscere con largo anticipo i quesiti della prova preselettiva. Contando su questo “aggancio”, gli aspiranti dirigenti scolastici avrebbero fatto pervenire ai componenti collusi delle commissioni giudicatrice le frasi iniziali e finali degli elaborati (che ora sono finiti sotto sequestro, in forza di un decreto emesso dal pubblico ministero) così da eludere l’anonimato delle prove scritte “. E più avanti: “ È la prima volta che, per vicende del genere, l’ufficio giudiziario partenopeo ipotizza l’«esistenza di una vera e propria organizzazione in grado di condizionare con mezzi illeciti tutti i settori della pubblica amministrazione che ricadono nell’ambito dell’Ufficio scolastico della Campana”. Il pm parla esplicitamente di «associazione» i cui componenti agiscono, con «assoluta determinazione», per «condizionare» gli esiti di una selezione pubblica “. Ebbene sì, avete letto bene: “ una vera e propria organizzazione in grado di condizionare con mezzi illeciti tutti i settori della pubblica amministrazione che ricadono nell’ambito dell’Ufficio scolastico della Campana “, dove occorre fare particolare attenzione a quel “tutti i settori” che lascia intravedere scenari ben più ampi nell’ambito dell’attività truffaldina dell’ “organizzazione”. Ed in questa situazione, prima di sapere se, e quanti e quali degli indagati saranno i rinviati a giudizio, in un quadro così delineato, a tinte così fosche, c’è chi,  osservando il tutto col più classico dei paraocchi, con comportamenti meramente personalistici,  vorrebbe che si tirasse avanti, come se nulla fosse: che la graduatoria degli idonei venisse pubblicata e che poi si procedesse immediatamente alle nomine dei vincitori, in base ai posti già disponibili, allo stato peraltro occupati con incarichi di reggenza a tempo. Con la possibilità, neppure tanto remota, che venga così nominato qualche concorrente che, attualmente, da semplice indagato, non potrebbe mai essere escluso, vigendo in Italia il principio della presunzione d’innocenza fino ad una sentenza di condanna che sia passata in giudicato, e che poi, proprio per le ragioni appena dette, continuerebbe ad occupare il posto di dirigente anche dopo un eventuale rinvio a giudizio. Sull’altro versante, laddove si accertassero le responsabilità di uno o più commissari, ci sarebbe da prendere in considerazione la necessità di valutare tutto l’operato, con conseguenze immaginabili che potrebbero produrre finanche l’annullamento dell’intera procedura concorsuale. Per queste ragioni a chi, con malcelato dispregio di valori  fondamentali, segnatamente per chi opera in ambito educativo, quali moralità, legalità, giustizia, onestà, continua a chiedere l’immediata pubblicazione della graduatoria con conseguenti nomine, io ripeto: calma e gesso, signori miei, mettetevi l’animo in pace, dovete aspettare gli esiti dell’indagine della Magistratura inquirente. Intanto munitevi di stecca, gesso e tanta pazienza!

Pubblicità
shares