Conversazione in Sicilia – Elio Vittorini

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Conversazione in Sicilia – Elio Vittorini

di Visicaro Tommaso

L’autore

Primo di quattro fratelli, Elio Vittorini nasce il 23 luglio 1908 a Siracusa da Lucia Sgandurra e Sebastiano Vittorini. Inquieto e ribelle, durante l’adolescenza fugge diverse volte da casa, utilizzando i biglietti omaggio cui hanno diritto i familiari di un dipendente delle ferrovie. Quindi, a diciassette anni decide di lasciare definitivamente la Sicilia e si stabilisce a Gorizia, dove troverà lavoro in un’impresa di costruzioni. Il 10 settembre 1927,viene celebrato il matrimonio “riparatore” con Rosa Quasimodo. Nell’agosto del ’28 nascerà il loro primo figlio, Giusto Curzio. Nel ’63 si ammala gravemente e viene sottoposto a un primo intervento chirurgico. Il 12 febbraio 1966 muore nella sua casa milanese di via Gorizia.

Il Riassunto

Silvestro, un ragazzo di una trentina danni, vive a Milano con la moglie. Un giorno riceve una lettera del padre che dice che lui si trova a Venezia, e gli consiglia di andare a trovare la madre, visto che lui non c’è. Così Silvestro decide di partire verso la Sicilia, dove viveva la madre. Durante il suo viaggio, sia in treni sia in battello incontra molti personaggi, con cui ha un rapporto molto superficiale. Così arriva da sua madre e sembra che i suoi anni di vita passati senza la madre sembrano svuotati”. Infatti continua a chiedergli delle cose che accadevano quando era bambino, delle sue scorribande con i suoi fratelli e del padre. Quindi egli accompagna sua madre a fare le iniezioni ai malati di tisi e mal’aria. Le donne sottoposte alle iniezioni sembrano vergognarsi alla presenza di Silvestro perché ormai lo considerano più come giovanotto che come figlio di Concetta. L’ultimo giorno fa amicizia con un arrotino e così vanno insieme nella bottega del sellaio Ezechiele e a loro tre si aggiunge Porfirio, un mendicante di panni. Quindi tutti e quattro vanno in un’osteria dove i tre amici di Silvestro si addormenteranno ubriachi. Durante la notte, Silvestro sogna di essere al cimitero e di parlare al fratello morto in guerra, seduto su una tomba. Il mattino dopo Silvestro vede un uomo in casa della madre che si copre la faccia con le mani per nascondere che sta piangendo. Silvestro non ci fa caso e se ne và.

I Personaggi

Il personaggio principale è Silvestro, un uomo che ha circa un trentina danni. Egli è un intellettuale e tipografo e vive a Milano con la moglie. Durante i discorsi con la madre dimostra di essere un po stupido, perché continua a fare le stesse domande ricevendo quasi le stesse risposte.
Concetta è la madre di Silvestro, una donna di una cinquantina danni. Ella come lavoro fa le iniezioni ai malati di tisi e mal’aria. Durante i discorsi con il figlio si può capire che è una donna fiera delle sue discendenze: infatti continua a elogiare suo padre per quello che è stato e che ha fatto nei suoi anni di vita. Lei lo pone al di sopra di tutti, per esempio dice che si guariva da solo.
Inoltre si può capire che odia il marito perché lo ritiene un inetto, infatti dice che nei momenti difficili egli piangeva sempre.
L’arrotino che cerca lame e coltelli, ma non ne trova presso la gente, simboleggia il rivoluzionario che cerca di agitare il popolo, ma nessuno vuole reagire perché tutti fanno finta di niente di fronte alle violenze.
L’uomo Ezechiele, i cui occhi madidi sembrano implorare pietà per il mondo offeso, sta ad indicare la filosofia consolatoria.
Porfirio, il venditore di stoffe, è la cultura cattolica che propugna l’azione dell’Acqua viva. I tre rappresentano gli sforzi di chi cerca in ogni modo di opporsi al regime, ma non vi riesce a causa dell’indifferenza comune.
Coi Baffi e Senza Baffi rappresentano il perbenismo menefreghista borghese di chi si disinteressa dei poveri che lo circondano. Ed è proprio questo infischiarsene e disprezzare che provoca ironica ilarità nel quartetto di personaggi che il protagonista incontra più tardi: il Gran Lombardo che aspira ad una nuova moralità, il vecchietto col suo ghigno sarcastico e gli altri due giovani nello scompartimento.

Spazio

La vicenda si svolge principalmente nel paese della madre di Silvestro. Generalmente nel corso del racconto si possono individuare solo spazi chiusi. Infatti degli esempi possono essere lo scompartimento del treno, il battello, la casa della Madre, Le case degli ammalati e losteria.

Tempo

Il romanzo è ambientato negli anni 30-40, perché l’Italia era sotto il regime fascista. Il racconto si svolge circa in tre giorni, da quando prende il treno a quando esce di casa della madre per tornare a Milano. Nel testo è prevalente la scena, ma sono presenti anche delle pause, come nei dialoghi lunghissimi tra i personaggi che perseverano nel ripetere poche frasi intramezzate da brevi esclamazioni. Sembra che l’autore senta il bisogno di ribadire più e più volte lo stesso concetto.

Stile

L’autore non ha adottato stili particolari, infatti non ci sono parole in dialetto o straniere. Il testo è di un livello medio ed è scorrevole.

Tecniche di presentazione delle parole e dei pensieri dei personaggi

In questo testo è prevalente il discorso diretto, ma è anche presente in buone quantità il discorso indiretto, mentre non ci sono flussi di coscienza o monologhi interiori.

Narratore

In questo romanzo il narratore è interno con focalizzazione interna. Infatti il narratore veste i panni di Silvestro.

Tematiche

Conversazione in Sicilia è, in buona sostanza, la testimonianza della condizione italiana negli anni del fascismo e la rappresentazione della difficile e insopportabile situazione di coloro che, in pochi e coraggiosi, sceglievano di opporsi.

Commento personale

A me il libro non mi è piaciuto molto perché non è il genere di libro che prediligo.

di Visicaro Tommaso

Audio Lezioni sulla Letteratura del novecento del prof. Gaudio

Ascolta “Letteratura del novecento” su Spreaker.

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