Conversazione in Sicilia

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Elio Vittorini

Titolo: CONVERSAZIONE IN SICILIA

Autore: ELIO VITTORINI

Biografia:

Vittorini, Elio (Siracusa 1908 – Milano 1966), scrittore italiano. Figlio di un ferroviere, trascorse l’infanzia e la giovinezza in Sicilia e a diciotto anni andò a Gorizia per lavorare come assistente edile. Nel 1930 si trasferì a Firenze, dove entrò nel gruppo della rivista ‘Solaria’, tra i cui collaboratori c’erano Alessandro Bonsanti, Giacomo Debenedetti, Eugenio Montale, Umberto Saba, Sergio Solmi. Al periodo fiorentino appartengono i racconti di Piccola borghesia (1931) e il romanzo Il garofano rosso (1933-34). Nel 1938 si stabilì a Milano; tra il 1938 e il 1939 pubblicò a puntate Conversazione in Sicilia (comparsa in volume nel 1941), che per lo stile dolorosamente lirico è considerato uno dei romanzi più innovativi del nostro Novecento. A Milano intensificò anche la sua opera di traduzione di importanti autori inglesi (D.H. Lawrence, Daniel Defoe) e americani (classici come Edgar Allan Poe, ma anche autori allora nuovi, come William Faulkner, Erskine Caldwell, John Steinbeck ecc.), svolgendo un’azione parallela a quella svolta da Cesare Pavese, che condivise con lui l’intento di sprovincializzare la cultura italiana e smuoverla dalle sue concezioni tradizionaliste. Questa attività lo portò a compilare l’antologia Americana, nella quale raccolse proprie e altrui traduzioni accompagnate da commenti critici; pubblicata per la prima volta nel 1941 ma subito censurata dal regime fascista, uscì l’anno seguente in una versione priva delle note critiche e con un’introduzione di Emilio Cecchi.
Dalle sue esperienze nella Resistenza nacque Uomini e no (1945). Fondò allora ‘Il Politecnico’, periodico che aveva tra i collaboratori Giansiro Ferrata, Franco Fortini, Italo Calvino. I suoi successivi romanzi furono Il Sempione strizza l’occhio al Frejus (1947) e Le donne di Messina (1949), mentre nel 1956, insieme al rifacimento di Erica e i suoi fratelli, che era rimasto interrotto per vent’anni, pubblicò La garibaldina. Cominciò poi a farsi più fitto il suo coinvolgimento nel lavoro editoriale, e nei primi anni Sessanta diresse importanti collane per alcune case editrici, partecipando intanto attivamente al dibattito sul ruolo delle avanguardie letterarie, sull’internazionalità della cultura e sui rapporti fra letteratura e industria. Sede di questo dibattito furono le pagine del periodico ‘Il Menabò’, da lui fondato e diretto insieme a Italo Calvino. Dopo la sua morte uscì il romanzo lasciato incompiuto Le città del mondo (1969), cui lavorava già dai primi anni Cinquanta, e un’opera di saggistica, Le due tensioni (1967).

Riassunto:

Il romanzo si apre con la presentazione del protagonista, Silvestro Ferrauto. All’ inizio del brano gli arriva una lettera del padre, dalla quale egli apprende che questi ha lasciato la madre per un’altra donna. Silvestro decide, su suggerimento del padre, di partire e tornare nel paesino natale, in Sicilia a trovare la madre. Durante il lungo itinerario verrà a contatto con numerosi individui, ma è significativa, tra tutte, la figura del Gran Lombardo; padrone di terre in Sicilia, questo ultimo parla e afferma che, ormai, è giunta l’ora «di assumere una nuova coscienza, di aspirare a nuovi e più alti doveri».
La seconda parte del romanzo narra dell’incontro tra Silvestro e la madre. Qui Silvestro si sofferma a chiedere spiegazioni a proposito della sua infanzia e della motivazione della decisione del padre. In seguito al “giro delle iniezioni” ai malati del paese, nell’intento di accompagnare la madre, il protagonista verrà immerso in una realtà di dolore e malattia.
Il protagonista incontra e stringe amicizia con Calogero, l’arrotino del paese. E’ proprio questi a condurlo nella bottega del sellaio Ezechiele, là dove palpita il «cuore puro della Sicilia non ancora contaminato dalle offese del mondo». Ad Ezechiele e Calogero si aggiunge anche la figura di Porfirio, un mercante di panni, che predica la necessità dell’ “acqua viva”. Tutti questi personaggi, se pur indirettamente, riflettono le varie correnti di pensiero presenti al tempo: Calogero, per esempio, ha una mentalità fortemente materialistica: egli, quando viene spronato a gridare per le cose belle della vita, si sofferma solo sugli aspetti superficiali della vita; Porfirio, invece, mostra una indole cristiana, in quanto egli parla di “un’acqua viva” che risulta essere, secondo lui, l’unica soluzione ai problemi del mondo. Ezechiele, invece, ha una mentalità realista: egli sa che il mondo è offeso, però allo stesso tempo non fa nulla per cambiarlo. Successivamente si assiste alla visita di Silvestro al cimitero, dove egli parlerà a lungo con l’ombra di un soldato ucciso che, in seguito, riconoscerà essere suo fratello.
Tutti i personaggi, in un’immagine che si avvicina alla conclusione del romanzo, si troveranno riuniti nella piazza del paese, proprio sotto il monumento ai caduti, a discutere della sofferenza grandemente ripagata dalla gloria.
Il romanzo termina lasciando un dubbio al lettore: il protagonista si reca dalla madre per salutarla e la trova intenta a lavare i piedi ad un uomo, forse il padre, il quale piange nascondendosi il volto tra le mani. Silvestro si allontanerà avvolto da e nel silenzio.

Personaggi

Silvestro:Un uomo molto umile con una famiglia, un lavoro e una casa modesta.

Madre di Silvestro :Molto umile, accetta di scendere nelle viscere del male scarificando un figlio per “salvare il mondo”

Ezechiele: personaggio molto conservatore.
La sua funzione, nel romanzo, è quella di rappresentare la cultura degli ideali infranti, quella cultura che può solo consolare e non reagire, la cultura dell’uomo vinto.

Calogero: Nel libro ha principalmente il ruolo dell’arrotino

Spazio

Luoghi chiusi:
– Casa del protagonista e della madre
-bottega del sellaio
-treno

Luoghi aperti:
-cimitero (dove si svolge la vicenda della comparsa del fratello defunto)

I luoghi, a parer mio, hanno un ruolo secondario dal momento che servono solamente per amplificare sensazioni ed emozioni già precedentemente espressi.

Tempo

Il brano si svolge durante il periodo della dominazione fascista, in un periodo di miseria.
Il tempo è relativamente corto, circa un paio di settimane nel quale le vicende si svolgono allo stesso tempo con cui stiamo leggendo.
Non ci sono anticipazioni ne ellissi ma nonostante sono presenti rari flashback.

Stile

Il linguaggio adottato dall’autore è relativamente semplice in quanto non ho riscontrato difficoltà nella lettura del libro. L’utilizzo di vocaboli stranieri è poco o quasi assente.

Tecniche

L’autore ha scelto di utilizzare prevalentemente per la stesura del racconto il discorso diretto.
Sono presenti rari monologhi.

Tematiche

Il libro presenti delle tematiche non indifferenti, presentando la condizione italiana durante il periodo fascista e della situazione a cui erano sottoposti coloro che decidevano di opporsi.

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