Convivenza civile – Valori comuni

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tema svolto

Traccia:

Come è possibile elaborare le regole di una convivenza civile, valide per tutti gli appartenenti ad una comunità nazionale?

Svolgimento:

Parlare di convivenza civile vuol dire porsi il problema di come le persone che vivono in un determinato stato possano convivere tra di loro senza ledere gli uni i diritti degli altri. Essa si fonda quindi sulle regole che lo stato si dà, le leggi, le istituzioni, ecc…, ma non può prescindere dalla storia e dalla cultura di quello stato. Per esempio, in Italia, la convivenza civile deve basarsi anzitutto sulla Costituzione, poi sull’insieme di valori sui quali si è fondata la nostra storia. L’Italia, che è la patria di Cesare Beccaria, è un paese in cui si è sviluppato il rispetto della vita umana, pertanto chi non osserva questo principio basilare, è da considerare al di fuori della società civile. Un altro valore fondamentale, richiamato dalla costituzione, è quello del lavoro. Fare un lavoro onesto, e questo è oggettivamente possibile ancora oggi, malgrado la piaga della disoccupazione, ci pone all’interno della comunità e contribuisce al bene collettivo, che sia un lavoro nell’ambito produttivo, come l’operaio, o in quello dei servizi, come l’infermiere. Al proposito, c’è da dire che spesso le scuole di infermeria all’interno degli ospedali vedono un numero di iscritti inferiore rispetto alla ricettività della struttura. Poi ci metterei la famiglia, non nel senso che tutti debbano fare figli, ma nel senso che in essa vedo il nucleo originario della società, quell’ambito in cui trasmettere in prima istanza i valori della convivenza.  Da qui discendono poi tante conseguenze a livello della struttura sociale. Le leggi approvate dal parlamento, nella loro prima parte, richiamano quelli che sono i fondamenti del vivere. Ad esempio il testo unico della legge unica sulla scuola contiene il senso dell’educazione impartita sulle aule dei banchi. Il codice della strada, all’inizio, richiama ai valori del vivere civile. Del resto io credo che una legge abbia diritto ad esistere solo se parte da una forte carica ideale. Se siamo cittadini di uno stesso stato, dobbiamo percepire l’appartenenza ad esso. Non dico di arrivare agli eccessi degli americani, che ostentano saluto alla bandiera e inno nazionale in ogni occasione, ma neanche dimostrare sfiducia, ironia e indifferenza di fronte ai simboli del nostro paese, come fanno troppo spesso gli italiani. Occorre poi declinare la convivenza civile in tutti quegli atti, talvolta anche banali o apparentemente insignificanti, di cui è fatta una giornata. Il rispetto dell’ambiente, per esempio, si vede dalle piccole cose, come non sporcare il marciapiede o lo spazio verde comune. Ancora, si fa tanto parlare di rispetto, ma quale rispetto suggerisce chi si veste in modo trasandato o volgare? Perché per attirare l’attenzione bisogna per forza urtare la sensibilità degli altri? Penso che rispettare se stessi e la propria persona, volere bene a se stessi sia paradossalmente il primo modo per realizzare questa convivenza civile, che altrimenti potrebbe rimanere un concetto astratto. Molto importante è anche la solidarietà da dimostrare nei confronti di chi è meno fortunato di noi, ed in questo il popolo italiano non è mai stato secondo a nessuno. Infine, sono molte le “educazioni”, con la e minuscola, che la scuola è tenuta ad impartire sin dai primi anni, ma che rimarrebbero fine a se stesse se non andassero a formare l’ Educazione con la e maiuscola. Quindi famiglia, scuola, posto di lavoro,ecc… diventano la palestra quotidiana del nostro vivere associati, e come in ogni palestra gli esercizi non possono essere abbandonati per lungo tempo, pena la mancata realizzazione degli obiettivi preposti.

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