Crespi d’Adda


La città industriale

Ricerca di geografia di Albero Federico, Galloni Melissa e Marin Alessandra

INTRODUZIONE

Il Villaggio di Crespi dAdda è il più importante esempio (in Italia) del fenomeno dei villaggi operai.
Questo villaggio si è conservato perfettamente integro ed ha costituito una delle realizzazioni più complete ed originali di villaggi e fa parte del
patrimonio dell’umanità dellUNESCO dal 1995.
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Nato nel 1878 sulla riva dellAdda, in provincia di Bergamo, questo villaggio, attualmente, ospita una comunità in gran parte discendente dagli operai che vi hanno vissuto o lavorato; e la fabbrica stessa è rimasta in funzione fino al 2004, sempre nel settore tessile cotoniero.

L’aspetto urbanistico del villaggio è straordinario. La fabbrica è situata lungo il fiume; accanto il castello della famiglia Crespi, simbolo del suo potere.
Le case operaie, di ispirazione inglese, sono allineate ordinatamente mentre a sud vi è un gruppo di ville più tarde per gli impiegati.
La villa patronale ripropone lo stile Medioevale Trecentesco mentre la chiesa è la copia esatta della rinascimentale S.Maria di Busto Arsizio.
Il cimitero è monumento nazionale.

La villa di Crespi ha una superficie di 700mq.
Attualmente non può essere visitata all’interno perché è stata acquistata da un geometra. Dopo la scomparsa della famiglia Crespi, la villa era stata impiegata come scuola riscuotendo grande successo.
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Il cimitero, più distaccato dal centro del villaggio,
indica la forte gerarchia che vi era a quei tempi;
infatti piccole e spoglie erano le tombe degli operai,
più prestigiose quelle degli imprenditori e vi è un
grande mausoleo, che rappresenta la famiglia Crespi.
Sembra voler rimarcare la potenza del paese industriale e
l’umiltà e le povertà dei sudditi.

Le Case degli operai erano ad uno o due ingressi
fatte costruire da Silvio Crespi. Quelle a due entrate
servivano a due famiglie, di cui godeva di quattro
camere.
Da notare è la mancanza di balconi, questo era stato ideato da Crespi poiché non voleva far alimentare discussioni fra le famiglie.
L’orto aveva un ruolo importante all’interno del villaggio; se questo non veniva curato la famiglia poteva essere espulsa.

Le Ville dei Dirigenti sono in tutto otto diverse una dall’altra e situate in zone alquanto isolate; la loro particolare architettura riflette lo stile anglosassone. Sono maggiormente decorate rispetto alle case degli operai e in ognuna ci viveva solo una famiglia.

TONY GARNIER E LA “CITE INDUSTRIELLE”

Tony Garnier, nato a Lione nel 1869, diede vita al progetto di “città industriale”, esibito per la prima volta nel 1904.
La “cite industrielle” viene immaginata come un progetto completo di città ed ha uno scopo prettamente industriale.