Crisi della famiglia

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tema svolto

Traccia:

Commenta questo brano, tratto dal Corriere della Sera del 26 novembre 2003: “Una bella famiglia e un buon lavoro sono ai primi posti dei valori degli adolescenti italiani. È quanto risulta dal quarto rapporto nazionale sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza presentato dall’Eurispes e da Telefono Azzurro dopo aver raccolto oltre 10 mila questionari tra i bambini di 7-11 anni e tra gli adolescenti di 12-19 anni. I giovani non subiscono il fascino del denaro (appena il 2% dei bambini e il 7% degli adolescenti lo mettono al primo posto tra le priorità) e, pare, non sembrano soffrire il conflitto generazionale con i genitori. L’obiettivo primario è la famiglia: lo afferma il 70% di loro”

Svolgimento:

Da un lato sembra davvero che la famiglia sia tornata in auge tra le giovani generazioni. Solo qualche decennio fa i ragazzi erano ipercritici con i loro genitori e non vedevano l’ora di compiere la maggiore età per abbandonarla e farsi una vita propria. Le ultime statistiche rivelano invece che gli adolescenti trovano nella famiglia quel punto di riferimento, che viceversa trovavano anni fa in altri valori o persone. I giovani, poi, ancora trentenni ed oltre, stentano ad abbandonare la rassicurante protezione dell’ambiente familiare. Eppure la famiglia continua ad essere in crisi. I matrimoni durano sempre meno e, quando non si arriva alla separazione, il clima all’interno della famiglia non è affatto sereno. Fatti di cronaca quasi quotidiani ci testimoniano di atti crudeli e omicidi avvenuti all’interno delle mura familiari. Certe volte, invece della violenza e dell’aggressione, si assiste ad una certa debolezza dei genitori. Intrisi di psicologismo e di sessantottismo i padri di oggi si presentano sempre meno come autorità e sempre più come amici dei loro figli, incapaci di dire dei “no”. Spesso si sentono in difetto nei confronti dei figli perché  devono scontare il poco tempo loro dedicato, a favore della carriera e degli hobby, ripagandolo concedendo loro tutto dal punto di vista materiale.

Spesso anche la mamma deve lavorare per tirare la carretta e loro sono parcheggiati dai nonni, davanti a televisione e videogame. I genitori, interessatissimi dei voti a scuola, per una questione di immagine e perché il loro figlio vale “ben più di quello che emerge da quell’insegnante che ce l’ha con lui”, sono invece poco a conoscenza dei reali desideri dei figli. Questi ultimi, del resto, sono subito educati ai ritmi della vita moderna, e, dopo lezioni che si prolungano anche nel pomeriggio, si impegnano in corsi estenuanti, senza più tempo per il gioco e per quello che i latini chiamavano “otium”, tempo non sprecato, ma davvero necessario per il benessere mentale di una persona. Certo, di tutto questo non hanno colpa solo i genitori, ma tutta la nostra società, cosi frenetica e basata sul culto dell’immagine. Anche la televisione fa la sua parte. Ditemi, su dieci telefilm in circolazione, quanti presentano la famiglia tradizionale come una realtà valida anche per il giorno d’oggi: forse nessuno! Vorrei comunque pensare in positivo: sappiamo infatti che dopo ogni crisi nasce una realtà diversa e in parte migliore rispetto alla precedente. La famiglia insomma potrà cambiare, ma non estinguersi. Essa rimane per me il nucleo originario della convivenza sociale e politica, ed anzi credo che più una società sia in grado di tutelare, proteggere e incentivare la famiglia, più questa società ha una prospettiva per il suo futuro. Perciò pensiamoci bene a demonizzarla o deriderla, se vogliamo garantire un futuro al nostro modo di vivere,e a noi stessi. Ricordiamoci che senza una famiglia non ci saremmo noi al mondo!

In fondo, malgrado tutto, la famiglia è per me ancora il luogo in cui è tangibile la necessità del dono. L’amore consiste forse proprio in questo: mettere da parte l’egoismo per costruire qualcosa insieme.

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