Dal Meeting due incontri sulla scuola

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Dal Meeting una giornata per la scuola

2001

Vi racconto, perché ho partecipato insieme a migliaia di colleghi, i due incontri sulla scuola che ci sono stati venerdì 24 agosto al meeting di Rimini. Nel primo “Non c’è scuola senza docente: quale professionalità?” si sono risentite parole che da mesi vado ripetendo su questo sito: dignità del ruolo del docente, importanza della qualità degli insegnanti (e non solo della quantità) educazione come trasmissione non solo di nozioni, ma soprattutto di valori, valutazione dell’insegnante non in base a concorsoni, ma da parte di chi può controllare sul campo la qualità dell’insegnamento, maggiore responsabilità ai dirigenti scolastici piuttosto che ai burocrati provinciali o ministeriali. Il fatto poi che queste cose fossero pronunciate da Valentina Aprea, sottosegretario al Ministero della Pubblica Istruzione e dal presidente della commissione per la valutazione degli insegnanti mi ha confortato. Il pomeriggio poi una folla di migliaia di ragazzi, e insegnanti come me, ha incontrato il ministro Letizia Moratti, sul tema: “Vivere alla grande…nella scuola si può”. Un ministro visibilmente emozionato ha ascoltato un popolo di migliaia di studenti che ha cantato “tutta la vita chiede l’eternità”, ed ha confermato il suo stile, cioè quello di una amministrazione al servizio di studenti, docenti e genitori, perché la scuola deve supportare le famiglie, non deve sostituirsi ad esse. È importante che ci sia la motivazione allo studio, e questa motivazione, ha detto il ministro, il ragazzo deve cercarla da solo, all’interno di un rapporto educativo. Poi il rettore del Sacro Cuore di Milano, lungi dai facili dogmatismi di cui è accusata la scuola non statale, ha parlato di educazione alla critica. Infine Andrea Cuccioli, della Comunità di San Patrignano, ha disilluso tutti quelli che pensano che liberalizzare le droghe leggere porti alla soluzione del problema, che sta invece, come nell’insegnamento, in un incontro fra un uomini che si richiamano ad un lavoro e ad una responsabilità. Questa è la scuola concreta come la vedo io, non quella astratta dei grigi intellettuali che sanno solo parlare e magari, buon per loro, diventano di ruolo, ironia della sorte, proprio per mano di un ministro berlusconiano.

Luigi Gaudio

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