DANTE – Rime petrose: introduzione + Al poco giorno e al gran cerchio d’ombra (analisi e commento)

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Esperienza poetica di Dante: rime petrose

  • Anche Dante è uno sperimentatore di temi toni e stili differenti: ha avuto un apprendistato cortese guittoniano
  • Abbiamo visto l’esperienza delle rime nell’ambito della Vita nova nel contesto del prosimetro, ma non tutte le rime composte per Beatrice fanno parte della Vita nova, e poi ci sono altre rime che riguardano altre esperienze (es: quello per la pargoletta non sono incluse nella Vita nova)
  • Non c’è un progetto di vero e proprio canzoniere da parte di Dante, c’è forse (discusso tra studiosi) la delineazione di un cosiddetto “libro delle canzoni” perché nella trasmissione dei testi danteschi nei manoscritti ci risulta un nucleo abbastanza compatto di 15 canzoni che includono anche la particolare forma della sestina quindi anche la nostra pag 31
  • Pdv tematico stilistico: si muovono in un altro ambito molto differente rispetto al dolce stile
    • Scelta non di dolcezza e soavità ma di asprezza e difficoltà
    • Concezione d’amore difficile prospettato in ambito desiderio carnale
    • L’amore viene respinto, inattuato, reso impossibile dalla durezza della donna, dal rifiuto della donna
    • Segnàl “petra” riferito alla donna → è una donna diversa da Bea, anzi è una sorta di anti Beatrice
  • Furono composte presumibilmente intorno al 1296 (altro aspetto più volte discusso)

si è citato quest’anno perché una delle petrose (I son venuto al punto della rota) fa riferimento a condizioni

     astronomiche che corrispondono 1296s

  • Sono un piccolo gruppo, manipolo
    • Sestina Al poco giorno e al gran cerchio d’ombra
    • Una doppia sestina (molto complessa)
    • Canzone I son venuto al punto della rota
    • Così nel mio parlar voglio essere aspro: la più aspra, programmaticamente una dichiarazione di poetica aspra e di stile

Al poco giorno e al gran cerchio d’ombra

  • Metrica: sestina
    • Sei strofe di sei versi endecasillabi seguite da una più breve strofa di tre versi dove le sei parole in rima ritornano due per verso
    • La difficoltà della sestina è inanzitutto una difficoltà tecnica nell’artificio che impone proprio la forma della sestina: punto di riferimento di questo “trovar difficile” di Dante è sicuramente Arnauld Daniel che scrive Lo fermo voler che nel cor mi intra stabilendo quello schema di disposizione delle rime = ricorrenza in tutto il componimento di sei parole in rima tornano di strofa in strofa

il sistema delle rime si definisce come quello della retrogradatio cruciata = retrogradazione incrociata

  • La prima parola in rima della prima strofa diventa ultima parola rima diventa la prima donna
  • La seconda parola rima della seconda strofa e la pura della prima strofa, penultima della prima strofa,
  • Si continua fino ad esaurire le sei possibilità delle parole in rima
  • Ultima strofa le rime sono le prime tre di ogni strofa e poi ricorrono all’interno colli verde petra e sono in ordine verso quelle delle altre

  • Comporta difficoltà tecnica: il poeta deve riprendere sempre le stesse parole rima dunque deve variare in termini di significato e riferimento di argomentazione, di andamento metrico sintattico sempre costretto a tenere queste sei parole → ci dà anche il senso di una chiusura, di un ritorno ossessivo sugli stessi temi che sono per ritorno delle stesse parole e parole che hanno una forza dal pdv lessicale non asprezza come Il mio parlare deve esser aspro

  • Considerazioni generali:
    • Fa parte delle cosiddette rime per la donna petra, le ‘petrose, ma partecipa solo in parte al mondo dei ghiacci di I son venuto al punto della rota, aspra violenta
    • Corrisponde in asprezza su un piano che è quello della ossessività:
      • Impossibilità di liberarsi come se si fosse chiusi in una sorta di carcere mentale totalmente occupato dalla figura della donna, impossibilità che questo pensiero muti
      • impossibilità che la donna che è come una pietra (come dice nella prima strofa) possa essere scalfita colpita dalle fiamme dell’amore
      • Proprio per il ritorno ossessivo del tema amore incompiuto e non realizzato la struttura della sestina ha colpito anche il Petrarca che ha composto più sestine → le ha inserite nell’ambito del Canzoniere
    • La parola donna posta sullo stesso piano come parola rima ad altre parole che appartengono tutte a fenomeni di carattere naturale
    • Rilevante potenza di suggestione nella rappresentazione dei luoghi e dell’aspetto metaforico che i luoghi assumono
    • Riferimenti di carattere cromaticoverde: parola rima, è una parola che ha particolare pregnanza in relazione alla figura di donna e al colore che è ricorrente in Dante

il vestito verde ci rimanda ad ambito di carattere cortese-cavalleresco: la giovane Viviana vestita in

     verde si era innamorato Merlino

nella Commedia il verde ha significato allegorico per la speranza, è diverso nel versante lirico: qui è

     elemento inquietante, perchè sotto la veste della donna sparisce tutto, anche l’ombra un verde che

     diventa accecante, misterioso, fa sparire tutto quello che intorno lo circonda, come fa sparire una pietra

  • Parallelismo con l’amore di Merlino per Viviana: il vestito verde questo rappresenta il folle amore di Merlino, che per amore di Viviana è ingannato e decide di chiudersi vivo in una tomba

→ c’è rimando da pdv letterario ad aspetti di carattere cortese-cavalleresco e non è il solo

trama di suggestioni e fonti differenti in questo componimento

  • Bianchir dei colli: alcuni interpreti hanno voluto vedere la figurazione iniziale che riguarda l’inverno come riferimento metaforico a un’età tale del poeta che rimanda ai capelli bianchi rispetto ad una donna giovane → se così fosse sarebbe una proiezione dell’immaginario del poeta perché se siamo nel 1296 Dante ha 31 anni: sarebe quindi una proiezione astratta rispetto ai dati biografici del poeta Merlino può essere richiamato anche sotto questo profilo, tra a fanciulla in fiore è un uomo più anziano

  • Progressione tra le strofe perché tra loro collegate attraverso la retrogradatio cruciata: ultima parola rima diventa prima parola rima, procedimento che però non ha delle connessioni di carattere logico di necessità quanto un accostamento per quadri: la parola dominante quanto segnàl della donna regge come ossessività del desiderio, “petra” come segnàl della donna di fatto regge nell’ossessività del componimento
  • Parafrasi: 22.00 registrazione
  • Prima strofa:
    • Coordinate temporali: immagine invernale + il sole è nel tropico del cancro
    • Qui il verde è sostantivato e metaforico = la sua freschezza, il suo vigore
    • Barbe = secondo lingua toscana sono le radici
    • Non dice una donna come se fosse pietra” ma “una pietra come se fosse una donna”, quindi piena identificazione per l’insensibilità mostrata e l’imperturbabilità dei suoi sentimenti e comportamenti
    • Spazio limitato: così come ogni strofa racchiude un periodo sia pdv espressivo sia immagine, così l’orizzonte è limitato dai colli poi ossessivo elemento di chiusura
  • Seconda strofa:
    • Collegamento avverbio similemente = con la stessa immutabilità
    • Immagine opposta della primavera: immagine topica dell’innamoramento → se Cavalcanti canta la “donna-primavera”, qui anche in primavera la donna sta gelata come neve all’ombra, neanche primavera è tempo del risveglio dell’amore: la situazione esterna della natura cambia ma la situazione della donna no
    • Nova donna: può voler dire
      • “Donna mai vista prima”
      • Ma anche “giovane” → interpretazione di Merlino/Viviana
    • Perifrasi per indicare la primavera
    • Mutazione cromatica: la natura cambia dal bianco al verde all’arrivo della primavera, mentre lei non cambia per il cambiare delle stagioni, è sempre immutabile
  • Terza strofa:
    • L’attenzione si sposta, si focalizza sulla figura della donna viene osservata in alcuni ornamenti, particolari: capelli e implicitamente occhi
    • Crespo giallo: sono i ricciuti capelli biondi
    • Verde della ghirlanda → ancora accostamento cromatico
    • All’ombra dei capelli: amore sta negli occhi della donna, sta nell’ombra dei capelli quindi negli occhi
    • Mi ha serrato: “mi ha chiuso” impossibilità di uscire da prigione mentale
    • Un atro aspetto delle petrose è, oltre agli elementi che hanno a che vedere con aspetti naturali, anche introdurre termini di carattere concreto-realistico (es: calcina con la pietra)
    • C’è anche un grado di allusività sessuale (non solo in questo componimento e non solo in Dante): piccoli colli rimandano al seno della donna, rimanda a una forte sensualità di questo amore
  • Quarta strofa:
    • Effetto della sua bellezza
    • Il fatto che la bellezza della donna abbia più virtù della pietra preziosa: ciascuna pietra ha propria qualità

Rimanda a immagine di un componimento di Giacomo da Lentini che non abbiamo letto, Madonna ha in sé virtute e valore di Giacomo da Lentini

  • E il colpo suo…: immagine tratta da Ovidio, Remedia amoris autore che è termine di riferimento essenziale per la precettistica trattazione di amore
    • Il sentimento che dà con il suo rifiuto non può essere risanato con erbe: quasi citazione di un passo di Ovidio in cui dice che non si può essere risanati da amore con i medicamenta delle erbe
    • Altro riferimento: se non puoi allontanare l’amore allora fuggi dalla donna → ma per Dante è impossibile: dice di essere fuggito ovunque per salvarsi da quella donna, ma nessun riparo né artificioso (poggio e muro) né naturale (fronda verde) puù salvarlo → è categorica la rappresentazione data qui: in nessun modo è possibile scampare da lei, avere salvezza da lei
  • La donna dando questo sentimento di arte che lei non ricambia
  • Acme della rappresentazione del desiderio

  • Quinta strofa:
    • Funzione replicata del pronome “io”: il pronome “io” si trova più volte e la collocazione è in linea di massima all’inizio della strofa
    • Immagine donna permeata dal color verde dell’abito
    • È talmente potente sua bellezza che perfino la sua ombra è tale da far innamorare: avrebbe fatto innamorare perfino una pietra
    • Anco: “fu mai donna”, provenzalismo
    • Anche qui spazio limitato: è spazio del desiderio ossessivo sempre più forte ma incompiuto, e l’impossibilità di questo desiderio risulta reso del tutto esplicito dalla strofa che segue
    • Altissimi colli: possono ricordarci la chiusa della prima ecloga virgiliana
      • c’è l’ombra che cade dai colli, sui altissimi colli → spazio rappresentato rimandano a culto virgiliano
      • ci può essere nel gir pascendo l’erba un riferimento alla capra di Menideo
      • dice che sta sulla “nuda pietra” dunque altro richiamo sempre alla stessa egloga
      • È un altro richiamo virgiliano per come è compiuto questa figura retorica dell’adynaton = ciò che è impossibilità che si verifichi
    • Altra immagine naturale del legno verde: può apparire sorprendente per l’opposizione rispetto alla precedente immagine della pietra, ma dà altra qualità donna: inattaccabile alle fiamme amore
    • Disposizionedell’andamento della parole nei versi: dovremmo leggere “si infiammi di me”, quarda disposizione del verbo, c’è un iperbato che crea enjambement , ma per interposizione di un inciso del paragone. Di me è di nuovo acme del desiderio e impossibilità che sia compiuto
    • Tutto il mio tempo = per tutta la mia vita
    • Apocope finale do‘: il Contini osserva che è una forma centro meridionale in Dante inconsueta, ma osserva che ritorna ed è usata da Guittone e Iacopone da Todi
    • Immagine del dormire in pietra:
      • immagine che potrebbe voler dire su una pietra”
      • ma anche riferimento a Merlino: dorme chiuso in una tomba di pietra
    • andar pascendo l’erba: altro riferimento cavalleresco cortese Trisano divenne folle per gelosie (aveva bevuto filtro amoroso), e per questo assunse di fatto modi non più umani ma bestiali perché andava pascendosi di erba. In questo senso Tristano è uno dei modelli che l’Ariosto tenne presente per l’Orlando per la follia d’amore. Quindi introduce tema della follia amorosa, mostra come ossessione del poeta sconfini nella follia.
    • Immagini di ghiaccio ci sono in tutta rappresentazione a natura raggelata e condizione animo del poeta in I son venuto

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