Diario clandestino

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Diario clandestino di Giovannino Guareschi

Melissa Galloni 2^D – Relazione su ..

Diario clandestino

Titolo

1.     Il titolo del libro che ho letto questo mese è “Diario Clandestino”.

Autore

2.    L’autore è Giovannino Guareschi nato il 1° maggio 1908 a Fontanelle di Roccabianca (Parma). Si tratta di un giornalista, scrittore, umorista che fondò, insieme a Giovanni Mosca, il settimanale umoristico “Candido”. E’ conosciuto, inoltre perché è autore della serie di opere aventi come protagonista Don Camillo (di cui abbiamo già letto l’episodio-romanzo “Il compagno Don Camillo”).

Riassunto

3.    Questo libro è da definirsi un vero e proprio diario, in cui Guareschi racconta e descrive piccole parti della giornata  o fatti che hanno catturato la sua attenzione all’interno del Lager. Egli, infatti, nel periodo in cui è ambientata la vicenda in questione,si trova a fare il guerriero (sotto le spoglie di tenente di artiglieria) inizialmente in un lager in Polonia e successivamente in Germania. Guareschi appuntava diversi pensierini, raccontini e pezzi vari che venivano letti ai compagni di prigionia e questo può essere definito, in gran parte, il contenuto delle pagine del libro.

Personaggi

4.    Il personaggio principale è Guareschi ma ci sono alcune comparse, ad esempio, alcuni tedeschi e compagni di prigionia ma, sono anche soggetti dei suoi racconti e sogni, i due figli (Albertino e Carlotta) e la moglie.

Spazio

5.    La vicenda si svolge in due lager,di cui uno in Polonia e l’altro in Germania. Questi luoghi possono considerarsi sia aperti che chiusi in quanto alcuni fatti si svolgono nelle baracche mentre altri al di fuori. Si tratta di luoghi che acquistano un ruolo fondamentale all’interno della narrazione.

Tempo

6.    I fatti narrati si inseriscono nel periodo dei campi di concentramento e precisamente dal 20 settembre 1943 al 22 aprile 1945. Prevalgono i riassunti e molti tempi lenti (pause,riflessioni..) e vi sono diversi flashback e ricordi.

Stile

7.    Il linguaggio adottato dall’autore è molto semplice ma ci sono diversi termini dialettali. Tuttavia il registro è colloquiale appunto perché si tratta di un diario e di piccoli pensieri.

Tecniche narrative

8.    Prevale il discorso indiretto e, a volte, quello indiretto libero ma non vi è l’assenza totale del discorso diretto poiché ci sono piccoli dialoghetti ma questi si possono “contare sulla punta delle dita”. Prevalgono i monologhi interiori e i flussi di coscienza.

Narratore

9.    Il narratore racconta semplicemente la propria esperienza, ed è quindi interno.

Tematiche

10.                      L’argomento principale su cui ci fa riflettere il testo è la libertà e su questo tema viene presa una posizione perché Guareschi dice che anche se era internato nel Lager, era libero perché la sua mente vagava e sognava i suo parenti aspettando il ritorno a casa per poterli rivedere. Inoltre, esprime il suo pensiero riguardo i Tedeschi (molto rigorosi nelle regole), i Russi (amano l’eleganza e sono poco trattabili se sono in gruppo) e gli Italiani (che non sono inferiori agli altri). Il testo può risultare ancora attuale perché mostra come si può essere liberi anche se si è prigionieri e come non si perde mai la speranza con un pizzico di umorismo.

Commento

11.  Questo libro mi è piaciuto parzialmente in quanto mi ha attratto l’aspetto ironico e le diverse opinioni ma, a mio parere, vi sono dei racconti monotoni o, dei pensierini troppo brevi, proprio come appunti che, messi tutti insieme, fanno confondere un po’ il lettore.

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