Diritto di asilo

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tema svolto

Traccia:

Il 6 maggio 2005 è stata organizzata a Roma dal Consiglio italiano rifugiati (Cir). la prima conferenza sul diritto di asilo, e si è inasprita  la polemica per la mancanza di una legge italiana in materia di diritto d’asilo. Esponi le tue riflessioni sull’argomento

Svolgimento:

Il diritto di asilo è uno dei diritti fondamentali dell’umanità. Esso è riconosciuto dai trattati internazionali e dalla nostra costituzione. Recita infatti l’articolo 10 della legge fondamentale dello stato: “Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge”. Questo brano costituzionale sembra presupporre una legge organica sul diritto di asilo, mentre in realtà una legge del genere in Italia non c’è. Il vuoto legislativo genera un caos di interpretazioni che non è più giustificabile, dal momento che, invece, negli altri stati della Unione Europea, la legislazione è più accurata e dettagliata. Molte Organizzazioni Non Governative si sono date da fare per richiedere che anche il parlamento italiano approvi al più presto una legge sull’argomento. Passiamo adesso ad analizzare la situazione di colui che chiede asilo. Questa persona deve trovarsi nella condizione di “rifugiato” (non sempre “rifugiato politico”, ma anche rifugiato per altri motivi), o “profugo” che dir si voglia, anche se quest’ultimo termine risulta più impreciso e senza corrispettivi nelle altre lingue, che non siano la lingua italiana. Il rifugiato fugge dal suo paese di origine, poiché in esso non vi è democrazia, oppure rispetto per le minoranze etniche o religiose. Egli non ha più alcuna intenzione di ritornarvi. Chiede anzi spesso protezione, per sfuggire ai sicari del governo del suo paese di origine, e per sopravvivere. Egli non sceglie di spostarsi per motivi economici, altrimenti non rientrerebbe nella categoria di “rifugiato”, ma in altre, quali “immigrato”, “clandestino” o “migrante economico”. Lo stato italiano ha il dovere di accogliere i rifugiati e di consentire loro un’ esistenza dignitosa nel nostro paese. Certo, bisogna anche essere molto cauti nel concedere questo diritto. Per esempio, un po’ di tempo fa, chiesero accoglienza in Italia presunti perseguitati politici sudanesi, che si rivelarono poi essere nigeriani ed altri africani immigrati per sfuggire alle pessime condizioni economiche dei loro paesi. Oppure, ancora prima, Oçalan, capo di un partito curdo di opposizione al potere centrale della Turchia, chiese asilo politico, pur essendosi macchiato in patria di crimini contro la persona (omicidi). Insomma, è giusto tutelare questo, come tutti gli altri diritti fondamentali richiamati dalla costituzione, è giusto chiedere una legge organica sul diritto di asilo, ma non sarebbe giusto applicarla poi indiscriminatamente, senza le opportune distinzioni. Inoltre, non avrebbe senso che il nostro parlamento si muovesse da solo, anche in questo campo. Sono necessarie procedure comuni in campo europeo per l’ammissione dei richiedenti asilo. Infine, varrebbe la pena di coinvolgere Regioni, enti locali, sindacati, imprese, associazionismo, e gli stessi Paesi in via di sviluppo, per fronteggiare il problema con profitto.

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