Dolceacqua

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Dettato per la classe seconda elementare

di Maria Paola Viale

Visitare Dolceacqua, un paesino di un migliaio di abitanti, significa fare un tuffo nel Medioevo.
Le ripide stradine affiancate dalle alte case, in apparenza decrepite ma quasi tutte restaurate, conducono sempre in alto, passando per ponticelli sotto ai quali gorgoglia il Nervia e sotto voltoncini dove i raggi del sole stentano a scaldare i vecchi muri. (56)
Lo scorcio panoramico, con il ponte ad un solo arco e le case aggrappate alla rocca dove si erge il Castello , è una visione tra le più caratteristiche dell’entroterra ligure. (87)
A poco più di sette chilometri dal mare, il paese possiede uno dei borghi più affascinanti del mondo, il Castrum Dulzana. Faceva parte del sistema difensivo dei Conti di Ventimiglia , che destinava un’arcigna fortezza ad ogni altura strategica della Val Nervia. (127)
Il termine dialettale Dusaiga, deriva da il “dio degli incantesimi” adorato dalle popolazioni celtico – liguri.
Il Ponte Vecchio è uno degli elementi architettonici più eleganti del posto, descritto da Claude Monet come un gioiello di leggerezza.(162) Esso collega i due nuclei antichi di Terra e di Borgo.
Dolceacqua è anche storia di uomini che con fatica hanno costruito le terrazze che si arrampicano sulle colline assolate in cui da sempre si producono olio e vino e più recentemente fiori, nel rispetto delle più sane tradizioni contadine.(212)
Questa zona è rinomata per la notorietà del vino Rossese di Dolceacqua. Tipico dolce del posto sono le michette”.

  • Foto di Dolceacqua antico borgo medievale nell’entroterra ligure

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Paola Viale

Insegnante di scuola primaria in Liguria

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