Donato di Pasuccio di Antonio detto Bramante

Sharing is caring!


(Urbino 1444-Roma 1514). Architetto e pittore (a fianco il “Cristo alla colonna”,  conservato a Milano nella Pinacoteca di Brera), fra i maggiori del Rinascimento, ebbe vicini, in gioventù, presso la corte dei Montefeltro, i grandi esempi di Piero della Francesca, Leon Battista Alberti, Luciano Laurana.

Da Urbino si trasferisce a Milano, dove alterna l’attività pittorica a quella architettonica, realizzando già nelle prime opere la sua originale idea di una spazialità dilatata, utilizzando geniali strumenti tecnici (incrocio delle navate, “false” prospettive) per creare profondità prospettiche.

Le maggiori opere di questi anni milanesi sono la costruzione della Canonica di S. Ambrogio e la cupola con il triburzio e le absidi di S. Maria delle Grazie (1492 -1498).

Lasciata Milano alla volta di Roma nel 1499 il Bramante trova alla corte pontificia la sua definitiva consacrazione. Tra le sue prime opere romane c’è il famoso tempietto di S. Pietro in Montorio (1502 – 1503): la più felice ed armonica interpretazione di forme classiche in epoca rinascimentale (edificio sacro cintato da colonnato, tema riproposto per S. Pietro).

Nel 1503, con Giulio II°, comincia per il Bramante un periodo di intensissima attività. Dice il Vasari: “Che a quel tempo egli era a Roma stimato primo architettore” e la varietà di interessi del Bramante in quegli anni è testimoniata dalle costruzioni di carattere religioso (abside di S. Maria del Popolo, chiese di S. Celso e S. Biagio) e civile (Palazzo dei Tribunali, casa che poi fu di Raffaello) in cui venne creato il prototipo di edificio di abitazione privata e a cui guardò l’architettura di tutto il ‘500.
Sempre a Roma, sotto la sua direzione, si inizia l’opera di bonifica delle terra della Magliana e si costruiscono i forti di Civitavecchia e di Viterbo.
Ma su tutto si eleva per importanza e vastità l’opera svolta per l’edificazione della Basilica di S. Pietro e del palazzo del Vaticano.

Il progetto della Basilica, che appare “smisurato” allo stesso Vasari, fu iniziato nel 1506 e, dopo varie modifiche, fu in parte ripreso da Michelangelo a partire dal 1546.
Al Bramante si deve anche la sistemazione del Palazzo del Vaticano, opera per la quale si avvalse della collaborazione di Raffaello.

shares